Tutto pronto per il primo Parma City of Gastronomy Festival

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Parma, 31 mag. (Labitalia) – Quarantotto ore per fare il giro del mondo tra sapori, saperi e cultura del cibo. Parma è pronta e lancia il primo City of Gastronomy Festival per celebrare, sabato 2 e domenica 3 giugno, una lunga tradizione che ha portato l’Unesco a riconoscere il titolo, prima in Italia, di ‘Città creativa per la gastronomia’. Con la regia dell’associazione Parma Taste of Future e il patrocinio del Mibact e del World Food Programme Italia, la creatività prende casa a Parma proprio nell’Anno dedicato al cibo. Il City of Gastronomy Festival, infatti, è una grande vetrina non solo sui prodotti e sulla storia della Food Valley, ma anche sulle molte città ‘colleghe’ di gusto e saper fare.

Da Alba, l’altra italiana fra le ‘magnifiche 21′ a marchio Unesco per la creatività gastronomica, lo sguardo si fa internazionale: Tsuruoka in Giappone, Gaziantep in Turchia, Dénia in Spagna, Bergen in Norvegia, Paraty e Belem in Brasile, e Macao in Cina, saranno protagoniste di una maratona di cooking show, ogni giorno, dalle 10 alle 22, in un melange di sapori ed emozioni per un’esperienza sensoriale fusion, ma anche colta e, naturalmente, saporita. Il festival intende raccontare a 360 gradi il mondo globale del food, soffermandosi, per quanto riguarda il Belpaese, sulle produzioni tradizionali e sul made in Italy, sulla trasmissione del sapere e del sapore che, a Parma e nell’Emilia Romagna, hanno posto le basi di una solida cultura del cibo.

Il festival è realizzato con il contributo di Comune di Parma, Fondazione Parma Unesco Creative City of Gastronomy, Fondazione Monte Parma, Fondazione Cariparma, Camera di commercio e dell’Apt per conto della Regione Emilia-Romagna. A fare da main sponsor i grandi brand del territorio, da Barilla a Coppini, da Mutti a Parmalat, a Rodolfi passando per gli storici consorzi del territorio, fra cui Prosciutto, Parmigiano Reggiano, Culatello, Coppa, Salame Felino, Vini colli di Parma.

“La gastronomia – spiega Cristiano Casa, assessore a Turismo e Commercio del Comune di Parma – è da sempre un’esperienza, ma anche l’espressione della creatività di un territorio: in questa prima edizione del festival vogliamo far parlare i territori, metterli in connessione e creare contaminazioni. Oltre al grande onore di ospitare alcune Città Unesco della Gastronomia, parteciperanno al Festival alcuni territori di eccellenza italiani ed europei ”.

A curare la regia gastronomica dell’evento saranno poi Alma-La Scuola internazionale di cucina italiana, Parma Quality Restaurants e Chic – Charming Italian Chef, che porteranno in città e coordineranno ai fornelli dieci cuochi dal Belpaese, fra cui 5 stellati, oltre a sette città ‘colleghe’ fra le 21 del circuito Unesco per la creatività gastronomica: si potranno così assaggiare e scoprire piatti e tradizioni dal Brasile al Giappone, da Macao alla Turchia, dalla Spagna alla Norvegia fino ad Alba, altra ‘azzurra’ titolata Unesco. Piazza Garibaldi, Portici del Grano, piazza Ghiaia e i portici di via Mazzini, dedicati anche a mini lab per i foodie del futuro, saranno il quartier generale di cooking show, dibattiti, demo d’autore e tasting. Il Palazzo del Governatore, invece, sarà l’indirizzo delle tavole rotonde dedicate ai quattro temi del festival: il ritorno alla terra, le sfide della cucina italiana, l’innovazione in cucina e i linguaggi del cibo.

Il cibo sarà anche protagonista di quattro tavole rotonde, due per giornata. Si comincia sabato 2 giugno, alle 11, nell’auditorium del Palazzo del Governatore, per parlare di ‘Ritorno alla terra: le vie dell’agricoltura, tra speranze e trasformazioni’, con la partecipazione di Cinzia Scaffidi, vicepresidente Slow Food Italia, e Patrizia Alberti, per la Regione Emilia Romagna. La Regione, con Casa Artusi, in particolare, firmerà diversi momenti sia di approfondimento sia di pura golosità: da non perdere, ogni giorno dalle 10 alle 14, le lezioni di piadina in piazza Ghiaia.

Un incontro targato Alma, che radunerà alcuni dei protagonisti più interessanti della scena nazionale e internazionale della gastronomia, sempre nell’auditorium, dalle 17,30 alle 19,30, ‘Alma Talks. La nuova cucina italiana’. Moderati da Fernanda Roggero, del Sole 24 Ore, Paolo Marchi, di Identità Golose, con Luca Govoni, di Alma, si alterneranno al dibattito insieme a Paolo Lopriore, de Il Portico di Appiano Gentile, Riccardo Monco, di Enoteca Pinchiorri di Firenze, Isabella Potì, del Bros di Lecce, Masaki Kuroda, del Serendepico di Capannori. A fare gli onori di casa anche Cristina Conti, responsabile di sala e socia del ristorante Parizzi di Parma.

Per Lopriore, che di Alma è anche membro del comitato scientifico, si tratta di una grande sfida: “Parma è un territorio ricco di prodotti, tradizione saper fare. È così in tutta Italia con le sue molte cucine regionali. Solo aprendosi al mondo, però, possiamo avere una visione globale e contribuire ad autentificare la cucina italiana”. La pensa così anche Monco, tristellato al leggendario locale fiorentino di via Ghibellina: a lui andrà il premio, sempre sabato alle 16,30, ‘Parma città della gastronomia’, che il Comune gli attribuisce come “migliore espressione creativa della cultura gastronomica”.

Masaki Kuroda, chef del Sol Levante, invece, racconterà della sua folgorazione per la cucina italiana che l’ha portato da Kumamoto a Lucca e fino a Capannori. E fra le first ladies della tavola rotonda ecco dal Salento Isabella Potì, che ha forgiato il suo talento di pastry chef anche alla corte basca di Martin Berasategui, prima di essere citata da Forbes Under 30 nella categoria Art. Oggi è considerata fra le dieci donne più influenti della cucina italiana e fra le 20 pastry migliori per Gambero Rosso. Le risponde da Parma, con uno dei più alti esempi di professionalità ed eleganza, Cristina Conti: sommelier professionista, dallo scorso anno è anche presidente di Impresa Donna a Parma.

Talk e dibattiti scendono anche in piazza, in una declinazione più informale, pensata per il grande pubblico, nel Salotto allestito al centro della città con altri eventi da non perdere come quello di sabato 2 alle 16,30. Fabiana Scarica e Filippo Sinisgalli, diplomati Alma, chiacchiereranno col pubblico su ‘La ristorazione del XXI secolo’. Scarica ha compreso l’amore per la cucina, anzi “il valore del gesto di preparare da mangiare”, diventando mamma. Dopo varie esperienze fra Capri e Sorrento, sceglie villa Chiara e Vico Equense e non nasconde i suoi sogni: “In tre anni abbiamo ottenuto molte menzioni e riconoscimenti. Se la stella arriverà sarà una conseguenza del lavoro svolto, guai a farne un’ossessione!”.

Le fa eco Filippo Sinisgalli, executive chef, che, dopo importanti esperienze all’Albereta di Marchesi, all’Esplanade di Desenzano, la stella a La locanda di Mezzosoldo in val Rendena e la presidenza di Euro Toques Italia, ha fatto della ricerca e della selezione delle eccellenze del Belpaese la sua missione. È questo il senso de ‘Il palato italiano’ con le sue tournée di food hunting, scouting e coaching di brigate di cucina

Domenica sarà ancora Alma a firmare, dalle 10, ai Portici del Grano, un cooking show per passare dalla teoria del cibo raccontato alla pratica di quello cucinato. Fulvio Vailati Canta e Enrico Nativi, docenti di pasticceria, realizzeranno un dolce dal titolo curioso: ‘Rapa e basta’. Dalle 11, poi, s’infiammerà il dibattito con la prima tavola rotonda di giornata dedicata, nell’auditorium del Palazzo del Governatore, al tema de ‘L’innovazione in cucina: le nuove frontiere del gusto e della sperimentazione’. Moderato da Luca Sommi, il talk si declinerà a più voci con Davide Cassi, dell’Università di Parma, Terry Giacomello, una stella Michelin all’Inkiostro di Parma, Valeria Mosca, di Woodinge, il critico gastronomico Andrea Grignaffini. Alle 17,30 si parla, invece, di ‘Linguaggi del cibo’: a raccontare i nuovi sapori della comunicazione saranno Chef Rubio di ‘Unti e bisunti’, Tinto dal suo ‘Decanter’, Valentina Scarnecchia de ‘Il piatto forte’ e Gianni Revello di ‘Passione Gourmet’.