Uil, Rea: allarme scuola, dalla Campania esodo di più di 5mila insegnanti

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Buono l’intervento di Emiliano sui lavoratori della scuola in Puglia, adesso ci chiediamo quando ci convocherà il presidente de Luca?” E’ quanto afferma Anna Rea, segretario generale della Uil Campania, a proposito della vertenza aperta nella scuola, dopo la nuova legge approvata dal Governo Renzi. “La legge sulla “buona scuola” è confusa ed ingiusta – continua Rea – e vedrà dalle regioni meridionali, maggiormente colpite dal nuovo provvedimento, un vero e proprio esodo. Solo in Campania sono 5000 gli insegnati costretti ad un’emigrazione forzata, spesso si tratta di madri e padri di famiglia costretti a cambiare e a rivoluzionare la propria vita, trasferendosi in regione lontane“. Questo, secondo Anna Rea, “porterà non solo gravi diseconomie nelle famiglie ma anche sui nostri territori che vengono privati di professionalità in un settore come quello scolastico che necessita della massima attenzione e dei migliori strumenti. Vanno benne le assunzioni a tempo indeterminato, tra l’altro, dopo tanti anni in graduatoria, con tanti sacrifici ed attese, ma bisognava scrivere la legge con maggiore attenzione, per evitare conseguenze così pesanti sulla vita delle persone e sulla scuola stessa. Infatti – continua la leader della Uil – non solo i nostri insegnati prenderanno posti in altre regioni ma anche il personale tecnico amministrativo (Ata) questo significa che il nuovo anno scolastico vedrà una netta mancanza di organico in più di 500 scuole: se per Renzi questa è la “buona scuola!”. La Uil Campania, insieme alla Uil Scuola e agli altri sindacati, ha già scritto al presidente De Luca “e ci aspettiamo – conclude Rea – una convocazione ad horas sulla rovente vertenza già in atto. E’ importante che la Campania, così come le altre regioni del Sud, non restino spettatori ma facciano squadra per portare davanti al Governo l’emergenza scuola affinché la legge venga modificata laddove nascono tutte queste gravi conseguenze e disagi“.