Un’esigenza nuova: una letteratura imprenditoriale

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E’ alquanto comune sentir parlare di banche, di imprese, di investimenti e di crescita di un Paese, ma in realtà, anche a seguito degli ultimi avvenimenti, sembra proprio che non si riesca a porre rimedio alla difficile situazione nella quale le borse internazionali versano, e di conseguenza tutto il mercato mondiale. Gli investitori sono sempre più attenti e cauti negli impegni in danaro e tutto ciò non favorisce altro che una tremenda e irrefrenabile speculazione. Se il mercato, nel senso più ampio della parola è statico, la conseguenza logica è appunto che non ci sia possibilità per le imprese di poter lavorare in maniera stabile e far si che possano contribuire a risollevare il sistema economico di una Nazione. Ciò che realmente manca però è la volontà di avere un progetto comune che possa servire al fine di condividere e guardare con occhi diversi le prospettive future. Da qui nasce l’esigenza di una letteratura imprenditoriale. Annualmente dovrebbero essere pubblicati dei volumi, anche sottoforma di romanzo, nei quali raccogliere le esperienze e i risultati raggiunti da un’azienda, raccontata dai vari punti di vista di chi questa azienda la compone, nel pieno rispetto dei ruoli e il più liberamente possibile. Raccontare la propria storia imprenditoriale, mettere a disposizione di tutti le proprie competenze, cercando il più possibile di non essere autoreferenziali, potrebbe essere la chiave di volta della nascita di un nuovo sistema economico. Non si parla quindi, come qualcuno potrebbe immaginare, della tanto citata sharing economy/sharing contents, ma di un nuovo filone letterario che abbia come fine ultimo quello di formare ed educare nuove menti ad uno scopo imprenditoriale, che a sua volta sia finalizzato ad incrementare la ripresa economica del proprio paese. Esistono già cataloghi, articoli o pubblicazioni che descrivono e magnificano l’esperienza di determinate aziende, ma in linea di massima tutte queste descrizioni o pubblicazioni sono marginali o comunque fanno riferimento a testate specifiche che si occupano del settore economico in senso stretto. Ma il “romanzo-imprenditoriale” dovrà essere diffuso su larga scala, al fine di raggiungere un bacino di utenza più ampio possibile. Pertanto anche lo stile dovrà essere molto poco tecnico, e in grado di essere stimolante per giovani menti che abbiano la velleità di accostarsi al mondo dell’imprenditoria. Tale aspetto includerebbe quindi un’importante accostamento di interessi:la letteratura e la finanza. Molti spunti si potrebbero trarre da questa osmosi, e se tutto ciò venisse realizzato, a partire dal mondo della finanza italiana, potrebbe garantire un punto a vantaggio della nostra economia, e della nostra visione globale del mondo. L’immaginare una finanza e un mondo economico che prenda spunto, che collabori e che sia complementare alla letteratura e al mondo umanistico, porterebbe risultati grandiosi, e senza ombra di dubbio il ritorno ad un’economia che ritrovi quei principi di etica, che allo stato attuale delle cose sembrano tanto distati.