Un’ estate da non ricordare, almeno non con piacere

Dopo una rapida quanto breve flessione, le temperature sono risalite e sembrano non voler desistere dal proseguire su quella strada. Qualcosa del genere stanno facendo anche i prezzi dei carburanti con modalità del tutto particolari, comunque già note. L’incremento degli stessi finora ha quasi sempre preceduto l’attracco delle petroliere cariche di greggio rincarato alle banchine dei porti italiani. Non è certo piacevole constatarlo, ma nel Paese, come in tutta la UE, c’ è stato e ancora è in atto, un assalto all’ arma bianca alle tasche di imprese e famiglie da parte degli operatori del settore al cui confronto un’ invasione di campo – sportivo – per quanto violenta, perde ogni consistenza. L’improponibilità di tale raffronto non lascia spazio per trovare agganci, seppur minimi, con la scorrettezza con cui oggi viene affrontato l’argomento rialzo dei prezzi, tanto nella filiera che contiene tutti i passaggi perché il greggio possa arrivare al distributore e agli altri punti di utilizzo, quanto per la rapidità con cui gli aumenti vengono effettuati, più che ad horas, quando la nave carica di greggio rincarato non ha ancora attraversato lo stretto di Hormutz. C’è da aggiungere inoltre che quel procedimento blitz adottato per applicare gli aumenti, non ha trovato mai riscontro in quelle poche volte in cui c’è stata una flessione del prezzo all’origine. Le conseguenze di tale comportamento possono essere ritenute comprensibili ma mai giustificabili. L’ UE è patria elettiva del mercato libero ma tollera, seppure pro bono pacis, i comportamenti speculativi continuamente in atto. Essi, tra l’altro, sono adottati anche nelle operazioni compiute all’ interno della stessa Casa Comune. Volendo porre, anche solo en passant, particolare attenzione ai risultati domestici, basti considerare quanti ridimensionamentisono già in corso sul pacchetto vacanze: oltre ai rincari conseguenti generalizzati, quello dei combustibili ridimensionerà quasi certamente i programmi in base alla percorrenza programmata. Ciò è solo una parte di quanto si sta verificando. Quanto a fenomeni del genere descritto, molto simili alla “vendita” di aria fritta, le bolle contenute all’ interno delle stesse, di portata meramente finanziaria, quindi con sotto niente, aumentano inevitabilmente e in maniera consistente la crescita dell’ inflazione. Solo per tentare di dare un’ idea concreta degli effetti negativi di tali comportamenti, può servire ricordare che i danni così arrecati all’ economia reale sono del genere di quelli arrecati dai dazi di Trump.
Stando come stanno i vari pungoli che tornentano il pianeta, a settembre altri cancelli di azienda non riapriranno e non solo in Italia. Sul cartello
“Chiuso per ferie” talvolta i lavoratori potranno leggere solo la prima parola.