Un focus tra fragilità e forza: a Napoli Nabi Art Gallery e Off Gallery presentano la mostra Cemento

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In foto Cemento, Nabi Gallery, ph. Pablo Donadio

L’Occhio di Leone, ideato dall’artista Giuseppe Leone, è un osservatorio sull’arte visiva che, attraverso gli scritti di critici ed operatori culturali, vuole offrire una lettura di quel che accade nel mondo dell’arte, in Italia e all’estero, avanzando proposte e svolgendo indagini e analisi di rilievo nazionale e internazionale.

di Chiara Fucci

Venerdì 27 maggio alle ore 18 si è tenuto presso la OFF Gallery in Via Raimondo de Sangro di Sansevero a Napoli l’opening della mostra Cemento di Marcello Silvestre, a cura di Azzurra Immediato. In seguito al vernissage, a partire dalle ore 20, si è svolto presso gli evocativi spazi di DOM – all’interno del complesso monumentale di San Domenico Maggiore – un incontro con l’artista e con il team della galleria per la creazione di un costruttivo spazio di confronto e dialogo. Una prima inaugurazione della mostra si era tenuta il 20 maggio presso la Nabi Art Gallery, ora anche la OFF Gallery ospiterà in contemporanea fino al 30 settembre le opere che completano il ciclo di Cemento, che pur essendo dislocato in due spazi espositivi diversi, non vede intaccato il proprio status di progetto unico e unitario.
L’artista autore della mostra, Marcello Silvestre – architetto nato a Napoli nel 1977 – ha partecipato a diversi corsi di architettura e design, ricevendo numerosi premi, dal 2017 si è specializzato nell’ambito di progettazione tra arte e design del retail, collaborando con diversi luxury brands, e dal 2021 ha ampliato il proprio raggio di ricerca e azione con l’approdo nel Metaverso e l’avvicinamento al fenomeno NFT. Con Cemento, Marcello Silvestre scava nell’animo umano indagando la tensione tra «fragilità vera» e «forza presunta», viva e sempre attuale contraddizione dell’esistenza dell’uomo, interpretata tramite la trasformazione e la rigenerazione della materia. Come dichiarato da Alba La Marra, Marcello Silvestre «intrappola il passato per costruire il presente attraverso busti senza tempo e senza volto, in cui ognuno può riflettersi e ritrovare se stesso». Ciò davanti a cui ci si ritrova è dunque una sorta di modellamento in divenire, applicabile concretamente alla scultura a partire dall’animo umano, che idealmente si analizza, si forma e si trasforma in un moto costante.

in foto Cemento, Nabi Gallery, ph.Pablo Donadio
in foto Cemento, Nabi Gallery, ph. Pablo Donadio