Un Mediterraneo di pace e ricerca, la Campania sposa l’avventura dei veterinari-kayaker

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IMG 0387Un viaggio simbolico che percorre al contrario le rotte dei migranti, dalla Campania alla Tunisia. Presentato presso la sede del Consiglio regionale della Campania, il progetto “Il Mediterraneo: il mare che unisce” prenderà il via il prossimo 25 giugno, quando due barche a vela e sei kayak partiranno da Agropoli in direzione Tunisi. Venti giorni all’insegna dell’avventura, della scienza, e della solidarietà. “Con questo viaggio in kayak – spiega Raffaele Bove, presidente dell’associazione promotrice dell’iniziativa, da cui prende il nome – vogliamo simboleggiare l’intenzione di restituire i propri cittadini alla loro terra natia, sostenendoli nello sviluppo di un’economia locale che possa migliorare le condizioni di vita medie delle popolazioni ed incentivarne l’avanzamento socio-culturale. Le imbarcazioni possono essere veicolo di pace e speranza e non solo di morte“. 

imagesssIl progetto, che prevede anche la valorizzazione della dieta mediterranea attraverso diverse iniziative a sostegno della pesca locale, è stato sposata dalla Regione Campania, già attiva nella sua promozione ad Expo 2015 e attraverso il progetto “CresciSano”. In particolare, attraverso l’apporto del Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università Federico II, si è lavorato sulla pesca di diversi generi di pesci d’acqua dolce, fornendo strumenti e idee ai pescatori del luogo per rendere più efficace il proprio lavoro. “Il Mediterraneo – afferma Serena Angioli, assessore regionale al Bacino Euro Mediterraneo – è luogo di unione e di opportunità per tante persone sfortunate e tale deve restare. Come governo regionale siamo impegnati in un grande lavoro di promozione della dieta mediterranea, a partire da Expo 2015. Questo patrimonio non solo è un brand di valore internazionale, ma anche un vero e proprio modello culturale“. 

L’iniziativa riceve il plauso anche del presidente del Consiglio regionale, Rosetta D’Amelio: “Questo progetto ribadisce che il Mediterraneo è mare che unisce e non una tomba. Un segnale forte per l’Europa in un momento in cui si alzano muri“.