Un motore per l’export
Il progetto tech di Coroglio

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A cura di Cristian Fuschetto Tutti sanno che si può fare, pochissimi tuttavia sanno come. Vendere all’estero, oltre che una scelta obbligata in un contesto di ristagno A cura di Cristian Fuschetto Tutti sanno che si può fare, pochissimi tuttavia sanno come. Vendere all’estero, oltre che una scelta obbligata in un contesto di ristagno dei consumi, è per una regione come la Campania la strada maestra. Moda, luxury, eccellenze agroalimentari, turismo, per non dire di tutto il giacimento di saperi concentrati in ben sette atenei e decine di centri di ricerca stanno lì a testimoniarlo. Come in una sorta di laboratorio ad alto tasso di conoscenza, le imprese campane hanno intorno a sé tutto quel che serve per competere nel mercato mondiale. Solo che non lo sanno o, più spesso, non hanno gli strumenti per fare sistema. Il progetto di un Centro per l’Export promosso dall’Area Tech Coroglio si candida a colmare questo vuoto. Inaugurata di recente, l’Area raggruppa le aziende che si sono sviluppate nell’incubatore di Città della Scienza a Bagnoli, che di recente ha inaugurato l’Area Industria della Conoscenza, la nuova sede nel complesso Diocleziano che ospita gli uffici e i laboratori di 12 delle aziende consorziate con 200 addetti e 20 milioni di fatturato. “È da questi numeri e da queste esperienze che ci proponiamo di fare di Bagnoli il motore dell’export made in Campania”, afferma Antonio Chello, consigliere dell’Area Tech e responsabile del progetto che prevede la realizzazione di un vero e proprio WorldTrade Center. “Anche se il Centro per l’Export sarà qualcosa di più – precisa Chello – oltre a prevedere un luogo espositivo permanente dove mostrare il top del made in Campania ai buyer internazionali, prevede la nascita di una struttura in grado di effettuare un setup delle aziende per l’internazionalizzazione”. Alle aziende verrà cioè offerto un kit che include una serie di servizi (checkup, tutoraggio, missioni, market report). Al termine di un primo step ogni impresa viene valutata e, se ci sono le condizioni, viene inserita in un network di condivisione di strutture commerciale in un paese target. In pratica nel paese target viene aperto un Sales Office per la commercializzazione dei prodotti di una rete di imprese campane. L’obiettivo dell’Area Tech Coroglio è quello di rendere operativo il Centro entro due anni. Dei sognatori? Probabile, certo è che il fatto di tenere volutamente fuori i due temi critici dell’area di Bagnoli: la destinazione della colmata e della bonifica. Aspettare risposte su questo fronte significherebbe rinunciare all’impresa.