Un ponte tra Napoli e il resto del mondo

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Così vede l’Università Orientale Elda Morlicchio, novo rettore dal prossimo novembre: il Mediterraneo area di incontro dei popoli A Lida Viganoni, rettore dal 2008, subentra dal primo Così vede l’Università Orientale Elda Morlicchio, novo rettore dal prossimo novembre: il Mediterraneo area di incontro dei popoli A Lida Viganoni, rettore dal 2008, subentra dal primo novembre Elda Morlicchio: da donna a donna. C’è un primato, o un’egemonia rosa, all’Orientale di Napoli? La domanda non coglie di sorpresa, anzi sembra una gradita occasione per spiegare quali sono i rapporti di genere nella più antica scuola di sinologia e orientalistica d’Europa. “Da noi – dice Elda Morlicchio – i docenti si dividono equamente tra uomini e donne; la nostra platea studentesca è invece formata, all’88 per cento, da studentesse”. I docenti maschi forse non erano rassegnati, ma il loro assalto al Rettorato si è rivelato un clamoroso flop. Giuseppe Castaldi ha raccolto solo 47 voti, mentre Elda Morlicchio è stata eletta al primo turno con 123 (su 177 votanti): una delle percentuali più alte nella storia dell’ateneo. E non è finita. Se Lida Viganoni preferiva essere “rettore”, con la Morlicchio l’appellativo potrà essere declinato al femminile. Quindi “rettora”? “L’Accademia della Crusca propende per rettore. Io, invece, penso che si dovrebbe trovare un accordo fra le 5 donne attualmente al vertice di Atenei: quelli di Siena, trento, L’Aquila, Milano Bicocca e Napoli. In attesa di una decisione condivisa, preferirei rettora. Ma ci penserò un po’ di più nei prossimi giorni”. Per ora preme la riflessione sui tre dipartimenti (Asia-Africa-Mediterraneo) e il loro rapporto con la sfida del lavoro. Elda Morlicchio afferma subito che “sono coesi come ricerca” e che per la didattica “si lavora in stretta collaborazione”. Poi aggiunge: “tutte le lauree sono interdisciplinari con una equa distribuzione di responsabilità per quanto riguarda insegnamento,formazione accademica e scientifica”. E la questione del mercato interno? “I nostri laureati hanno una formazione fondata sulla realtà contemporanea; sono perciò in grado di affrontare tempi culturali e sociali complessi. È proprio questo il valore aggiunto dell’Orientale”. Ma sul mercato estero di quale scudo ci si può avvalere? “Il nostro Ateneo ha un servizio di orientamento per i laureati anche in uscita. Segnaliamo tutte le realtà che possono interessare studi, ricerca e lavoro sul piano internazionale: l’Europa e i Paesi extraeuropei”. Sono già stati sottoscritti 440 accordi. “Si tratta di intese quadro di collaborazione scientifica e didattica per progetti comuni di ricerca, dottorati e altre iniziative come scambi di docenti”. Nella classifica del Sole24Ore, l’Orientale è in posizione mediana con 48 punti su 100. Come portarla più su? Prorettore dal 2008 e al vertice fra tre mesi, Elda Morlicchio spiega così: “Le variabili considerate sono solo in parte dipendenti dall’Ateneo, molte riguardano il contesto. Prendo atto delle obiettive difficoltà che esistono in una regione complessa come la Campania e in una città bella, ma potrei dire impossibile, come Napoli. Siamo tuttavia la prima università in ambito partenopeo e la seconda nel Mezzogiorno”. Mediana per il quotidiano milanese, l’Orientale è però decima per i crediti ottenuti all’estero. “I nostri studenti quasi per vocazione sono interessati ai soggiorni fuori Italia. L’Ateneo investe risorse proprie per incrementare le possibilità offerte da altri programmi europei. La mobilità è una preziosa opportunità;i nostri studenti sono ben accolti dagli atenei stranieri”. Quale nuovo impegno dal primo novembre? “Quello di ridefinire l’offerta formativa, potenziare il sistema di comunicazione verso l’esterno, promuovere progetti di ricerca con una particolare attenzione ai più giovani”. Studiosa, tra i nomi più accreditati, di lingue e letterature straniere (sua seconda laurea in Lettere moderne), germanista autorevole, Elda Morlicchio nasce a Pompei e vive i suoi primi dieci anni a torre Annunziata (“mia nonna era sorella di Michele Prisco, il grande scrittore della Provincia addormentata”). tutta la prima formazione scolastica fra la ‘capitale dell’arte bianca’ e l’agro nocerino-sarnese con il liceo classico ‘ Giambattista Vico’ a Nocera Inferiore (dove era nato l’altro grande scrittore partenopeo Domenico Rea). Di quegli anni ricorda soprattutto “il piacere dello studio e dell’impegno culturale che venivano trasmessi dalla docente di latino e greco”. In un ambiente dove storia e civiltà si chiamano, ai piedi del Vesuvio, Pompei, Stabia, Oplonti ed Ercolano, è naturale subire il fascino dell’Archeologia e a questo settore voleva dedicarsi Elda Morlicchio (“per ricostruire con le proprie mani il mondo antico e il proprio passato”). Ma il padre ha un’industria di conserve alimentari che significa molti contatti con gli stranieri e molti viaggi all’estero (“accompagnando lui ho scoperto il valore delle lingue e delle letterature, sempre più presa dalla curiosità verso l’altro”). Verso il tedesco si sentirà poi spinta anche dalle lezioni di Luciano Zagari, a suo tempo rettore dell’Orientale. Ricercatrice, docente associata a Napoli e Salerno, dal 2004 stabilmente all’Orientale. Un intenso lavoro per dare prestigio all’Ateneo anche come relatrice a convegni dall’Europa al Giappone agli Stati uniti. Autrice di oltre 60 fra saggi e volumi, presiede l’Associazione italiana di germanistica e la sezione Germanismi del Lessico etimologico italiano. Allora, domanda inevitabile: qual è il peso della cultura italiana all’estero? “L’attenzione per la creatività e per le manifestazioni artistiche del nostro Paese è molto alta, dalla musica alla letteratura all’arte”. Però? “Bè, sarebbe auspicabile un maggiore impegno del nostro Governo nel coltivare questa attenzione. Altri Governi seguono con più convinzione questa linea. Non si considera che gli Istituti di Cultura sono fondamentali per l’immagine nazionale e per la difesa di interessi di grande valore che vanno dal turismo alla moda, agli scambi e a tanti altri ambiti di rilievo”. Germanista sì, ma anche molto attenta alla lingua italiana. Si può dire che viene cannibalizzata dall’Inglese, come sostiene Guido Ceronetti? Elda Morlicchio non ama i giudizi estremisti. “C’è un inglese commerciale, che possiamo considerare strumentale e che non farà morire le altre lingue; appartiene alle attività economico-finanziarie e non alla grande cultura”. Se l’italiano è vivo nel mondo,dove è parlato di più? “Certamente dove vivono i discendenti degli italiani che, dal secondo Ottocento, sono emigrati soprattutto in America e in Australia. In Canada università e società usano molto la nostra lingua. Ma anche in Belgio e in Germania siamo ben presenti. L’interculturalità non è un valore solo teorico”. Nata dal collegio dei cinesi fondato nel 1732 da Matteo Ripa, sacerdote e missionario, l’Orientale attualizza sempre più la sua ‘missione’: essere ponte fra Napoli e il resto del mondo, fare di Napoli la capitale del Mediterraneo. “dalla conoscenza possono nascere progetti e idee”, conclude Elda Morlicchio. “dal mare ‘monstrum’, studiato dalle origini ai nostri giorni, può davvero rinascere il mare ‘nostrum’ punto di incontro di popoli e culture. I paesi dell’Africa mediterranea ce lo chiedono”.