di Paolo Pantani
Nessun “candidato”, o “candidabile”, o “aspirante” a qualsiasi incarico, posto, premio, benemerenza, crediti formativi, onori, visibilità, prestigio, riconoscimenti, trampolini di lancio; insomma, interessati solo all'”utile particulare” guicciardiniano. Li conosciamo tutti, oramai: siamo vecchi arnesi dell’azione socio-economica e civica, o quant’altro, persino delle arti visive. Mi è stato chiesto, impudicamente e direttamente al telefono, di cui non so assolutamente nulla. Non mi interessa la pittura, scusatemi; sono anche un po’ iconoclasta. Ma questi sono momenti impegnativi, troppo impegnativi, per le mostre d’arte.
Il nostro incontro è machiavellico, non guicciardiniano, né conviviale e basta: è un’Agape fraterna. Si parla, si mangia, si beve e si canta. Tengo rigorosamente nascosto un altro interesse “spirituale”.
Parleremo di questo. Preparatevi.
Teoria della scelta pubblica di James McGill Buchanan, Premio Nobel per l’Economia 1986, nato a Murfreesboro, Tennessee: un economista di “paese”…
Proprio azzeccato a Nashville, country-western. Nu’ cafone, ma studiava e scriveva, nun faceva ‘e canzune e ballate cafarde.
Ha descritto magistralmente, in un saggio, la più rigorosa analisi della “teoria dello scambio di voti”.
Non ebreo, uno dei pochissimi fra tutti i Nobel; non comunista, non oligarchico, non evangelico e, ça va sans dire, manco cattolico. Nessuna iniziazione, né baciamenti di “mantesini” o “pantofole papali”; nessuna obbedienza a nessuno, ma proprio a nessuno e a chicchessia, come dice Totò, anche del mondo accademico.
Per questo dimenticato da tutti, specialmente dalla, ahimè, mia “categoria”: gli scriba che “tengono per le palle” i faraoni di tutto il mondo intero.
Non costringeteci, prego, a farlo anche noi. Ma “competition is competition”. Se è tutto lecito, lo avevamo detto, scritto e comunicato in rete e in interviste.
Manifestazioni di piazza non ne potevamo fare perché, more solito, nessuno capisce niente di queste cagliose nove. È tutto documentato. Quindi, conseguentemente, saremo costretti, per forza, a farlo anche noi: “À la guerre comme à la guerre”.
Questa corrispondenza biunivoca (teoria degli insiemi) rappresenta le nostre iniziative: sono la configurazione di comunità di azione, innovazione e di lotta.
Tutto il mondo si sta scervellando per capire come divulgare, all’uomo comune, una disciplina così controintuitiva affinché le prossime generazioni siano pronte ad accogliere il prossimo salto tecnologico.
Per programmare algoritmi quantistici bisogna cambiare completamente il pensiero ortodosso che ci pervade.
Assolutamente basta con vacue ideologie, parole vuote e inconsistenti, interpretazioni fasulle delle leggi, proteste insulse: “No a questo e no a quello”. Basta con “la grande confusione concettuale e proposte incomprensibili”. Sono parole testuali di un mio grande amico, costituzionalista e autore di un enorme volume giuridico sull’acqua, con dedica.
Siamo sempre disponibili a ricevere i vostri consigli, “strategici”, però non personali e corporativi. Non siamo antidemocratici, basta che non mi chiediate una mostra da fare subito sulle arti visive, direttamente al telefono. A tutti rispondo, anche a chi non conosco e mi chiede il numero; ma, onestamente, oltre a non occuparmene, non credo che sia una priorità con questi chiari di luna. Sono pure iconoclasta, addirittura. Il Rinascimento è pieno di idolatria, altro che uomo misura di tutte le cose.
Stiamo anche, e questo è verissimo, giustamente facendo proselitismo protestante, visto che siamo in estinzione come Chiese storiche. Ma assolutamente laiche sono le cose che proponiamo, totalmente non teocratiche e non fideistiche. Ci mancano solo i “Savonarola”: già ce ne stanno almeno tre o quattro, e sono pericolosissimi.
Con le altre religioni abbiamo rapporti diplomatici ed ecumenici, anche pratici. Sempre ce li chiedono, tutte e tutti, e proprio a noi che non abbiamo mai chiesto nulla a nessuno, di personale, proprio a nessuno, neanche se siamo stati costretti a stare completamente immobili in un letto di ospedale, nostro addirittura.
Ma, giustamente, pretendiamo rispetto diplomatico e ufficiale. Comunque il proselitismo aumenterà. Faremo una campagna di stampa promuovendo Lorenzo Valla e Giordano Bruno. Andremo alla Claudiana per proporre la ristampa della Negazione della donazione costantiniana e di tutte le opere di Giordano Bruno, visto che è questo, proprio questo, dichiarato pubblicamente durante il Maggio dei Monumenti a Pizzofalcone, su una pace veramente impupazzata e ridanciana, che assolutamente non è mai esistita, ad aver dato ancora noia, vistosamente “noia”, a qualcuno.
Noi, come CAPAX, Coordinamento delle Associazioni per la Lotta e la Difesa della Pace, abbiamo fatto un simposio. Fra poco usciranno gli atti. Unico al mondo. Sono venuti gli iraniani, una donna addirittura, con figli e marito.






































