Una coop sociale nella terra dei boss
La gestiranno i figli delle vittime

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Tredici anni fa un killer della camorra uccise a Casal di Principe il sindacalista dello S.N.A.A (Sindacato Nazionale Ambulanti) Federico Del Prete perché aveva denunciato il racket delle buste di plastica Tredici anni fa un killer della camorra uccise a Casal di Principe il sindacalista dello S.N.A.A (Sindacato Nazionale Ambulanti) Federico Del Prete perché aveva denunciato il racket delle buste di plastica nei mercati rionali facendo arrestare a Mondragone un vigile urbano. Oggi, quelle buste, diventeranno il “simbolo di una rinascita” attraverso la creazione di un coop sociale, che avrà sede in un bene confiscato di Mondragone e che distribuirà in tutta la Campania buste a norma, ovvero biodegradabili e compostabili, mentre in molti supermercati si trovano solo sacchetti “illegali”. A gestire l’attività saranno Gennaro Del Prete, figlio di Federico, e Massimiliano Noviello, figlio di Domenico Noviello, imprenditore ucciso dal gruppo di fuoco guidato da Giuseppe Setola il 16 maggio del 2008 perché alcuni anni prima aveva arrestato e fatto condannare gli emissari del clan dei Casalesi. “E’ solo attraverso il lavoro che si può dare dignità alle persone e ad un intero territorio – spiega Gennaro Del Prete – io e Massimiliano ci stavamo lavorando da tempo su questa iniziativa; abbiamo aderito ad un bando dell’Asips (azienda speciale della Camera di Commercio di Caserta) ed entro un mese partiremo con l’attività. Per il momento ci limiteremo a distribuirle le buste grazie ad un accordo con l’azienda di Novara Novamont. I capannoni dove terremo la merce saranno nella zona industriale di Carinaro“. Il progetto diverrà operativo anche grazie al supporto di Antonio Diana, presidente Asips e figlio di Mario, altra vittima dei Casalesi. Oggi intanto saranno numerose le iniziative che ricorderanno Del Prete, medaglia d’oro al valor civile. A Casal di Principe, in via Baracca, dove c’era l’ufficio in cui Del Prete fu ucciso all’età di 45 anni (aveva sette figli) il 18 febbraio del 2002 il giorno prima di testimoniare nel processo che lui stesso aveva fatto nascere con la sua denuncia, ci sarà una cerimonia di commemorazione organizzata dal Comitato don Diana e dal coordinamento provinciale casertano dell’associazione Libera; all’evento interverranno lo stesso Gennaro Del Prete e il sindaco di Casal di Principe Renato Natale, altro simbolo della lotta ai clan camorristici. Sempre oggi pomeriggio una manifestazione si terrà a Frattamaggiore (Napoli), comune di cui Del Prete era originario. Domani invece a Caserta sarà presentato il libro “A Testa Alta. Federico Del Prete una storia di resistenza alla camorra”, scritto da Paolo Miggiano. “In tredici anni è cresciuta la coscienza civica e parlare di camorra non è più un tabù – dice Gennaro Del Prete – la mia famiglia ha sofferto tanto ma il percorso di rinascita intrapreso è quello giusto: solo con il lavoro si sconfiggono i clan” conclude.