Una guerra impari. E siamo solo all’inizio

82

Tutto comincia con la guerra in Iraq contro Saddam Hussein, poi barbaramente ucciso. La ragione “ufficiale”: impedire l’uso di armi atomiche, presunte, e portare la Democrazia in quel Paese. A parte la fondatezza delle prove circa l’esistenza reale delle armi atomiche, presumere di “portare” la Democrazia in Iraq sembrava, e sembra, una utopia assolutamente irragionevole. Non capire che quelle realtà, come prima la Jugoslavia e poi la Libia, solo per esemplificare, le possono “tenere” solo uomini come Saddam, Tito, Gheddafi, censurabili quanto si vuole, dittatori crudeli, ma gli unici in grado di “governare” realtà composite e contraddittorie come quelle, è un segno di una grossolana incultura. Che a queste conclusioni, dettate dalla conoscenza storica di quei contesti, non riuscisse ad arrivare il cowboy texano George Bush, ed i suoi sostenitori, produttori di armi da “consumare”, si può comprendere; ma che un politico europeo, raffinato e colto, per giunta Socialista, come Tony Blair, gli tenesse bordone, è assolutamente incomprensibile. A meno che il personaggio non sia stato sopravvalutato. E non bastano le sue tardive ammissioni di colpe, perché il punto non era tanto quello di avere le prove certe del possesso di armi atomiche da parte di Saddam, quanto, ribadisco, la presunzione, assolutamente fuori dalla Storia e dalla conoscenza di quel tessuto, che il sistema democratico, come lo si intende in Occidente, potesse lì essere esportato. Ora siamo in queste condizioni e non saranno le bombe sui territori e sulle città conquistate dal Califfato a risolvere la questione ed a ridare sicurezza al Mondo. Quella invocata, anche dalla Francia, martirizzata più di ogni altro Paese, al momento, è una guerra impari, perché da un lato c’è la forza in carri armati, droni ed aerei, dall’altro c’è l’assoluto disprezzo della propria vita ed il protagonismo “eroico” di soggetti, anche di matrice europea, spesso frustrati ed emarginati, che “salgono” agli “onori” della cronaca mondiale con un coltello in mano o imbottendosi di esplosivo. Nel nome, davvero improprio, di Allah, che predicava ben altro! Tanto, a prescindere da radicalismi ed estremismi, che a f fondano l e r adi c i in un fondamentalismo religioso, che spesso, tragicamente, si è rivolto contro gli stessi Musulmani. Il timore di tanti: siamo solo all’inizio! Intanto grande dolore e solidarietà per la Francia per i morti di Parigi, e per le loro famiglie. Un pensiero particolare per la giovane ricercatrice italiana e per la sua dignitosissima famiglia


VIOLENZA, VIOLENZA, ancora violenza! Violenza a Parigi, ma violenza anche a Napoli, dove la morte corre sulle… ali lugubri della criminalità organizzata. E non è solo la frequenza degli omicidi, è anche la loro efferatezza ad impressionare: una donna giovane uccisa e bruciata per questioni di droga! Proprio in questi giorni. E poi, Caivano, il Parco Verde, l’isolato numero 3: lì l’infanzia viene violata, viene sporcata! Un uomo abusa della figlia della sua donna. Ha 3 anni e la mamma sapeva e copriva. Accade sempre in questi giorni! Lì i bambini muoiono dope essere stati stuprati, come la povera Fortuna, “precipitata” dal settimo piano di quel palazzaccio di morte. L’isolato numero 3! Nonostante le grida accorate del Parroco, Don Maurizio Patriciello, nessuno, neppure quelli che sanno, parla. Scrive Fulvio Bufi sul Corriere della Sera di giovedì 19 di novembre: “Il silenzio dei colpevoli ed il silenzio degli innocenti. Sempre che chi chiude gli occhi davanti all’abuso di un bambino possa sentirsi innocente!” Che umanità è questa?! Che tempo è questo?! Qualcuno, forse superficiale, eppure dolente, potrebbe gridare: “Ma Dio dov’è, perché consente tutto questo!? Perché non fulmina questi reietti del genere umano!?” Parigi “vale” Caivano, allora!? Certo che no! Ma, mentre ci indigniamo, soffriamo, partecipiamo per i morti di Parigi e ci preoccupiamo per il futuro, anche nostro, in un Mondo senza governo e senza bussola, per favore non giriamo lo sguardo dall’altra parte di fronte a quello che accade fuori dell’uscio di casa nostra!