di Nico Dente Gattola
Qualche settimana fa, mi sono deciso a far visita al caro amico Dino Morra, gallerista, personaggio poliedrico ed originale per rendermi conto del suo nuovo progetto e devo dire che le aspettative che nutrivo sono state ben riposte e pienamente soddisfatte.
Di solito ci si lamenta della circostanza che il centro storico di Napoli tra b&b e attività di ristorazione sta perdendo la sua identità e di come in generale la cultura abbia un ruolo sempre più marginale.
Ecco che l’apertura della nuova galleria d’arte di Dino Morra in via Settembrini 87 assume un significato particolare poiché segna ulteriormente il tentativo in atto di “riconversione” del centro storico, impegnato alla ricerca di una sua identità ed originalità.
Si dirà che in realtà a pochi metri ha sede il museo MADRE ma ciò che nel caso specifico, rileva è che un privato ha deciso di fornire il suo contributo, circostanza tutt’altro che trascurabile , poiché un reale cambiamento passa per iniziative come questa.
Un progetto assolutamente originale poiché la galleria d’arte è posta al pian terreno o meglio fronte strada quindi con una fusione tra ambienti esterno ed interno inconsueta, ma assolutamente ben riuscita.
Difatti il passante ancor prima di essere un visitatore della mostra avverte una sorta di commistione con le opere esposte ed è una sensazione che tocca anche a colui che si trova semplicemente a percorrere quel tratto di strada e anche per questo la nuova esperienza di Dino Morra promette di lasciare il segno.
Troppe volte per chi non è un addetto ai lavori, come il sottoscritto una galleria d’arte moderna viene percepita come un qualcosa di fine a se stesso, di lontano dalla realtà ma ovviamente non è così e non lo è mai stato pe Morra che ha da sempre come obiettivo quello di coinvolgere l’ambiente circostante.
In passato aprendo il proprio luogo di lavoro ad incontri letterari, oggi con questa nuova esperienza portando letteralmente l’arte moderna nella città, tra la gente perché è ora di renderla accessibile meglio fruibile a tutti e quale migliore occasione di una galleria, posta nel vero senso della parola sulla strada a cominciare dall’accesso che è diretto , senza passare per altri ambienti.
Insomma una fusione che porta l’iniziativa di Morra ad essere un tutt’uno con la città con effetti positivi che sicuramente si avvertiranno nel medio termine e aiuteranno il cambiamento che timidamente si sta affacciando nel centro storico, che non deve essere solo votato alla ristorazione.
Progetto che dopo la visita si conferma ben strutturato ed è accompagnato da un’offerta interessante a cominciare dai primi allestimenti ovvero due mostre personali di Alessandro Franco artista calabrese e Antonello Scotti artista invece originario di Pozzuoli, allestimento che resterà sino al prossimo 18 settembre .
Un programma che si preannunzia quanto mai interessante per i mesi successivi e sicuramente è destinato a lasciare il segno , poiché Morra ha un’idea ben precisa in mente che riesce a tradurre nei fatti.
Dino è un padrone di casa quanto mai ospitale che complice l’atmosfera, forte della sua esperienza accompagna il visitatore nella visita che alla fine posso assicurare per esperienza personale lascerà qualcosa.
Ribadisco, spesso l’arte moderna è vista come qualcosa di lontano da noi, di difficile comprensione ma questo progetto, sulla scia dei precedenti, dimostra il contrario e merita il supporto non solo degli addetti ai lavori.
Di solito ci si lamenta della circostanza che il centro storico di Napoli tra b&b e attività di ristorazione sta perdendo la sua identità e di come in generale la cultura abbia un ruolo sempre più marginale.
Ecco che l’apertura della nuova galleria d’arte di Dino Morra in via Settembrini 87 assume un significato particolare poiché segna ulteriormente il tentativo in atto di “riconversione” del centro storico, impegnato alla ricerca di una sua identità ed originalità.
Si dirà che in realtà a pochi metri ha sede il museo MADRE ma ciò che nel caso specifico, rileva è che un privato ha deciso di fornire il suo contributo, circostanza tutt’altro che trascurabile , poiché un reale cambiamento passa per iniziative come questa.
Un progetto assolutamente originale poiché la galleria d’arte è posta al pian terreno o meglio fronte strada quindi con una fusione tra ambienti esterno ed interno inconsueta, ma assolutamente ben riuscita.
Difatti il passante ancor prima di essere un visitatore della mostra avverte una sorta di commistione con le opere esposte ed è una sensazione che tocca anche a colui che si trova semplicemente a percorrere quel tratto di strada e anche per questo la nuova esperienza di Dino Morra promette di lasciare il segno.
Troppe volte per chi non è un addetto ai lavori, come il sottoscritto una galleria d’arte moderna viene percepita come un qualcosa di fine a se stesso, di lontano dalla realtà ma ovviamente non è così e non lo è mai stato pe Morra che ha da sempre come obiettivo quello di coinvolgere l’ambiente circostante.
In passato aprendo il proprio luogo di lavoro ad incontri letterari, oggi con questa nuova esperienza portando letteralmente l’arte moderna nella città, tra la gente perché è ora di renderla accessibile meglio fruibile a tutti e quale migliore occasione di una galleria, posta nel vero senso della parola sulla strada a cominciare dall’accesso che è diretto , senza passare per altri ambienti.
Insomma una fusione che porta l’iniziativa di Morra ad essere un tutt’uno con la città con effetti positivi che sicuramente si avvertiranno nel medio termine e aiuteranno il cambiamento che timidamente si sta affacciando nel centro storico, che non deve essere solo votato alla ristorazione.
Progetto che dopo la visita si conferma ben strutturato ed è accompagnato da un’offerta interessante a cominciare dai primi allestimenti ovvero due mostre personali di Alessandro Franco artista calabrese e Antonello Scotti artista invece originario di Pozzuoli, allestimento che resterà sino al prossimo 18 settembre .
Un programma che si preannunzia quanto mai interessante per i mesi successivi e sicuramente è destinato a lasciare il segno , poiché Morra ha un’idea ben precisa in mente che riesce a tradurre nei fatti.
Dino è un padrone di casa quanto mai ospitale che complice l’atmosfera, forte della sua esperienza accompagna il visitatore nella visita che alla fine posso assicurare per esperienza personale lascerà qualcosa.
Ribadisco, spesso l’arte moderna è vista come qualcosa di lontano da noi, di difficile comprensione ma questo progetto, sulla scia dei precedenti, dimostra il contrario e merita il supporto non solo degli addetti ai lavori.





































