Una pioggia leggera

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1.

“ Il Presidente francese Emanuel Macron ha speso 26.000 euro per farsi il trucco in tre mesi. Da quando è entrato in carica.” Questa la notizia… sconvolgente pubblicata da Le Point e confermata dai suoi collaboratori. E’ stata anche l’occasione per far sapere che altri leaders del mondo, da Hollande a Trump, fino a “palestrato” Putin, solo per selezionare da un elenco ben nutrito, non sono stati da meno. Solo pochi mesi fa molti di noi hanno fatto il “tifo” per Macron, non solo per evitare che vincesse Marie Le Pen, anti-europeista ed altro ancora. Personalmente mi ero anche intenerito, alla mia età, per la bella storia sentimentale che lo aveva portato a sposare una donna, la sua insegnante, ben più anziana di lui, ma dal fascino indiscusso. Ora, a parte la sua scelta nazionalista e per niente liberista sull’assetto azionario dei Cantieri di Saint Nazaire contro la maggioranza acquistata da Finmeccanica, a parte le opinabili prese di posizione, appena corrette successivamente, sulla gestione dei flussi migratori, questa storia del trucco, meglio del maquillage, a prescindere dal costo per i contribuenti francesi, mi colpisce molto: un giovane di trentasei anni che non ha la gioia di mostrare, e vivere, la sua età e si “ingessa” tra fard e cerone appare malinconico e decadente. Per una malcelata esigenza dell’immagine, inopinatamente mette a nudo un aspetto del suo animo evidentemente poco incline ad esprimere verità. Anche del proprio aspetto. E questo contraddice quella sorta di freschezza che aveva colpito e che aveva fatto apparire ammuffito il mondo dei partiti francesi. Penso agli italiani, “reduci” dalle performance in questo campo del fu Cavaliere: gongoleranno al pensiero che, almeno, il “nostro” aveva ben altra età. Ben altra cosa sembrava rappresentare Emanuel Macron che, invece, dopo questa notizia, tende ad apparire omologato in una logica da “così fan tutti”. Non so se il suo calo di popolarità sia dovuto anche a tutto questo, piuttosto sono “preoccupato”, per lui e per i Francesi, per le tante altre cure estetiche, di cui avrà bisogno, se durerà sula scena ed avrà qualche anno in più.

2.

Pioverà? E come pioverà? A volte le sciagure grandi, perché è sciagura grande questo terremoto, piccolo statisticamente, ma certamente grande per 1500 sfollati, per le conseguenze per l’intera economia dell’Isola, assorbono energie e preoccupazioni ed impediscono di pensare ad altro. Senza voler essere facili profeti di sventure, se pioverà in maniera abbondante e violenta, provocherà danni a tanti. sia alla vendemmia appena cominciata, sia alle aree investite dagli incendi irresponsabili. Solo per esemplificare: sui Frassitelli, lo abbiamo constatato nella escursione del 15 agosto, le pietre, anche quelle di modesta dimensione, non sono tenute ferme dalle radici, fossero anche quelle dell’origano selvatico o del finocchietto, e sono “pronte” a precipitare, se spinte da pioggia violenta. Anche perché di prevenzione nessuno si preoccupa ed ora c’è anche la ragione seria, secondo la quale bisogna pensare ad altro ben più tragico. Ma anche quelle pietre, se precipitano, possono provocare tragedie. Naturalmente per quelle aree, non solo i Frassitelli, così delicate e belle, la prevenzione avrebbe dovuto avere pratica antica. Soprattutto perché, proprio sui Frassitelli, i lavoratori dei cantieri-scuola del primo dopoguerra quella zona (ne sono esempio il bosco delle acacie, i pini bellissimi e le affascinanti parracine) la avevano ben sistemata. Ora dobbiamo solo sperare che piova, finalmente, ma che piova “leggero”, per arrecare solo benefici alla nostra terra. Ed “aiutare” i sospirati funghi porcini a spuntare dai nostri boschi. E poi si passi ad una prevenzione salvifica.

3.

E’ una bella, e tenera, storia questa di Marina Chudola e Oscar Brusco (un cognome di origine cilentana, se non erro). Vedovi, lui 90 anni lei 82, si sono incontrati sulle piste argentine del tango immortale. Lui: “l’ho vista passare e me ne sono innamorato”. Ora ballano felici fino a partecipare ai campionati mondiali di tango a Buenos Aires. Un po’ di luce e di amore in questo tempo fa proprio bene.