Un’Agape fraterna per risollevare le sorti della nostra società

Abbiamo appreso con sgomento la ripugnante notizia di una nuova dimostrazione di forza criminale: una “stesa”, compiuta utilizzando addirittura un fucile d’assalto Kalashnikov, un’arma micidiale progettata dall’ingegnere, militare e progettista siberiano Mikhail Kalashnikov.

Kalashnikov morì nel 2013, a 93 anni. Negli ultimi anni della sua vita espresse pubblicamente il tormento e il senso di colpa per aver inventato un’arma che, pur essendo stata progettata esclusivamente per la difesa della propria Patria, è poi diventata simbolo di guerre e violenze in tutto il mondo, causando milioni di morti.

Ma veniamo a noi.

Dopo questa ennesima dimostrazione di violenza si sono riuniti, come sempre, in Prefettura: comitati, vertici istituzionali, rappresentanti delle istituzioni e compagnia cantante.

E noi, in questa città così ferita, che cosa facciamo?

Abbiamo deciso di organizzare anche noi una “stesa”. Una stesa culturale, produttiva e popolare. In mezzo alla strada, non nei salotti, negli istituti o nei circoli esclusivi, luoghi nei quali pure siamo sempre stati ben accolti e con i quali collaboriamo da tempo.

La nostra risposta si chiama AGAPE FRATERNA. È già la seconda che organizziamo, tempestivamente, come sempre.

“Agape fraterna” è un’espressione che unisce due concetti fondamentali della tradizione greca e cristiana.

Agape (ἀγάπη) è, nel greco del Nuovo Testamento, la forma più alta di amore. Non è eros, cioè l’amore passionale; non è philia, l’amicizia. È l’amore gratuito, incondizionato, che dona senza pretendere nulla in cambio. È l’amore di Dio per l’uomo e quello che il Vangelo propone tra le persone.

Fraterna deriva da “fratello” e richiama il legame tra pari, tra membri della stessa comunità.

L’agape fraterna è quindi l’amore fraterno e disinteressato: un amore che dona senza calcolare, accoglie anche chi è diverso, serve senza aspettarsi ricompense, perdona e contribuisce a tenere unita la comunità.

Per noi, l’Agape Fraterna è una cena condivisa dopo una libera conversazione, rigorosamente laica. Siamo donne e uomini di mondo, lontani da ogni settarismo, pur appartenendo anche a quei contesti culturali che troppo spesso vengono percepiti come élitari.

È uno spirito di condivisione, di accoglienza e, soprattutto, il tentativo di dare vita a un movimento nuovo. In fondo è il contrario dell’interesse personale: significa semplicemente volersi bene perché ci si riconosce parte della stessa comunità.

Veniamo ora ai due temi della serata. Solo due, a dispetto di chi sostiene che parliamo sempre di tutto e di più.

Nel corso della prima Agape, il Simposio, abbiamo deciso di modificare la scaletta originaria. La tregua è cessata, siamo nuovamente immersi in uno scenario internazionale di guerra e il clima mondiale è diventato estremamente pericoloso. In un contesto simile, come si può programmare un futuro possibile?

I relatori saranno due, anche a causa di alcune, piuttosto pavide, defezioni.

Il professor Pietro Spirito, docente di Marketing delle Infrastrutture Pubbliche dell’Università Mercatorum, interverrà sul tema dell’equità fiscale e del tradimento della Costituzione economica.

Seguirà Paolo Pantani, a nome della Fondazione di Comunità Centro Storico di Napoli, nell’ambito dell’Accordo Quadro con il Centro Studi Regione Mezzogiorno Mediterraneo EU-MED e nella sua qualità di vicepresidente del Centro Studi Regione Mezzogiorno Mediterraneo EU-MED. Illustrerà gli sviluppi continui, costanti e conseguenziali del tavolo tecnico istituzionale governativo per il Mezzogiorno dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili, comprese quelle termiche (CERT).

L’appuntamento è al ristorante Il Seggio del Popolo, tipico locale napoletano, in Piazzetta Grande Archivio 8, alle ore 19.00.

Dopo gli interventi dei due relatori e la libera discussione, seguirà la Seconda Agape Fraterna che si svolgerà, subito dopo, nella stessa Piazzetta Grande Archivio, trasformata per l’occasione in una vera Agorà culturale.

Sarà un evento a sorpresa. Come fanno “loro”. Come la volta precedente.

Perché questa città è anche nostra.

HIC MANEBO OPTIME.

(Fonte: comunicato del Centro Studi Eu Med)