Unioncamere Campania alla Bit: Il turismo sta trainando la crescita ma ora occorre una visione strategica

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in foto Andrea Prete, presidente di Unioncamere (fonte Imagoeconomica)

Il turismo come leva strutturale di sviluppo economico, al pari dei grandi poli manifatturieri. È la linea indicata da Unioncamere Campania alla Borsa Internazionale del Turismo 2026, in corso a Fiera Milano Rho, dove si è svolto il panel “Porti e aeroporti in Campania, grandi hub del turismo regionale”, promosso insieme alla Camera di commercio di Salerno.

L’incontro si è tenuto al Padiglione 11, stand Regione Campania. Sono intervenuti Tommaso De Simone, presidente di Unioncamere Campania; Andrea Prete, presidente di Unioncamere e della Camera di Commercio di Salerno; Vincenzo Maraio, assessore al Turismo della Regione Campania; e Josep Ejarque, senior destination management & marketing, con un focus sulle prospettive e le strategie del piano strategico per Salerno e Cilento.

Unioncamere Campania ha ribadito la necessità di una visione sistemica del comparto turistico. Il settore continua a trainare l’economia regionale, ma per rendere stabile la crescita servono interventi mirati, a partire dal rafforzamento della mobilità e dell’accessibilità, così da valorizzare anche percorsi alternativi e sostenibili.

Da località a destinazione: il cambio di paradigma

“Il passaggio da semplice ‘località’ a vera ‘destinazione’ turistica richiede un cambio di paradigma nel nostro modello di gestione”, ha dichiarato Andrea Prete. “Salerno e la sua provincia rappresentano già il 24% delle presenze turistiche regionali, ma per colmare il divario con i livelli pre-pandemici e competere sui mercati internazionali non possiamo più permetterci un’offerta frammentata”.

Secondo Prete, la Camera di Commercio intende svolgere un ruolo di coordinamento strategico tra amministrazioni comunali e operatori, senza sovrapporsi alle identità locali ma fornendo linee guida condivise. Il Destination management plan viene indicato come lo strumento capace di mettere a sistema le infrastrutture – aeroporto, porti, alta velocità ferroviaria e autostrade – trasformandole in un’esperienza turistica integrata, oltre la stagionalità e i confini comunali.

“Solo attraverso una governance condivisa e una visione d’insieme potremo valorizzare prodotti d’eccellenza — dalle attrazioni naturalistiche del Cilento all’enogastronomia della Piana del Sele — garantendo standard di qualità elevati e una comunicazione digitale adeguata alle sfide globali”, ha aggiunto.

La partita si gioca sui collegamenti

Sul nodo infrastrutture è intervenuto Tommaso De Simone, che ha sottolineato come la logistica sia una leva decisiva per sostenere i segmenti in espansione, dall’enogastronomia al turismo di nicchia.

“Uno dei settori con maggiori potenzialità è quello enogastronomico, che con una logistica migliore potrebbe crescere in maniera esponenziale, così come il turismo di nicchia”, ha spiegato. “Penso, ad esempio, al cicloturismo, che ha bisogno di collegamenti veloci e agevoli. Solo investendo possiamo migliorare l’accessibilità e la fruizione delle bellezze di un territorio che vanta numerosi siti Unesco”.

I numeri del comparto: affitti brevi, spesa media e presenza straniera

I dati più recenti confermano la solidità del settore. Tra gennaio e ottobre 2025 gli alloggi disponibili sul mercato degli affitti brevi hanno raggiunto quota 59mila, con una crescita del 4%, per circa 4 milioni di giorni prenotati.

L’analisi di location intelligence registra oltre 1,3 milioni di turisti nelle destinazioni campane, con una componente straniera superiore al 57%. Il profilo prevalente è quello della Generazione Y, attratta soprattutto dall’offerta culturale, dall’enogastronomia e dalle bellezze naturalistiche, con una spesa media di circa 102 euro pro capite al giorno.

Aeroporti e porti, la Campania snodo del Mediterraneo

Le infrastrutture confermano la centralità regionale nei flussi turistici. L’aeroporto di Napoli-Capodichino ha superato i 13 milioni di passeggeri annui. Lo scalo di Salerno ha registrato una crescita record. I porti di Napoli e Salerno hanno movimentato complessivamente oltre 2,3 milioni di crocieristi, consolidando il ruolo della Campania nel traffico del Mediterraneo.

Pressione sulle mete e aree interne: le criticità

Accanto ai risultati positivi emergono criticità evidenti: pressione sulle principali destinazioni, limiti di capacità degli snodi di accesso e collegamenti insufficienti verso le aree interne. La risposta, secondo Unioncamere, passa per una governance più forte, per la destagionalizzazione dei flussi, la differenziazione dell’offerta e un orientamento deciso verso modelli sostenibili e di qualità.

In questo quadro, Unioncamere Campania si propone come punto di riferimento per l’analisi economica e la programmazione territoriale, mettendo a disposizione studi, rapporti e progettualità per una crescita integrata e duratura del sistema turistico regionale.