Unione Europea, accordo tra Consiglio e Parlamento sulla legge anticorruzione

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Il Consiglio e il Parlamento europei hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle norme minime relative a come gli Stati membri definiscono e sanzionano i reati di corruzione nel loro codice penale, oltre a una serie di misure per prevenire la corruzione e rendere indagini e azioni penali più efficaci. Lo rende noto il Consiglio in un comunicato, sottolineando che la nuova direttiva sostituirà due leggi distinte: una del 2003 in materia di corruzione nel settore privato e una Convenzione Ue del 1997 sulla corruzione che coinvolge funzionari UE o funzionari degli Stati membri dell’UE. Secondo l’accordo, la nuova legge stabilisce standard a livello UE, in modo che una serie di atti siano criminalizzati e definiti allo stesso modo in tutti gli Stati membri. I reati che diventeranno punibili come reato penale in tutta l’UE sono quelli di corruzione nei settori pubblico e privato, appropriazione indebita, traffico di influenze, intralcio alla giustizia, arricchimento da reati di corruzione, occultamento e alcune gravi violazioni dell’esercizio illecito di funzioni pubbliche, spiega il documento. “Oltre ad allineare le definizioni dei reati di corruzione, i ventisette dovranno anche stabilire lo stesso livello di sanzioni per punirli. La sanzione per i trasgressori consisterà in una pena detentiva massima di almeno 3-5 anni, a seconda del reato. Le persone condannate per reati di corruzione possono incorrere in sanzioni aggiuntive come multe, rimozione da cariche pubbliche, interdizione da cariche pubbliche o dall’esercizio di una funzione di servizio pubblico, revoca di permessi ed esclusione dall’accesso a procedure di gara e fondi pubblici”. Previste sanzioni anche per le persone giuridiche, ossia le aziende, sotto forma di multe “il cui livello massimo varierà da almeno il 3 al 5 per cento del loro fatturato mondiale totale o da almeno 24 a 40 milioni di euro, a seconda del reato”.