Unioni civili: Alfano a Cattodem e M5s: ‘Facciamo saltare la stepchild’

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Alla vigilia della battaglia in Aula sulle Unioni Civili è ‘assalto’ alla stepchild adoption. L’agomento, sottolinea il ministro della Salute Beatrice Lorenzin dalle colonne del Corriere della sera va affrontato in un’altra legge. Mentre ieri il leader di Ncd e ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva invitato Cattodem del Pd ed M5s a far saltare la norma.

Lorenzin, sui bimbi serve un’altra legge – “La mia idea è di affrontare con serenità il problema dell’utero in affitto in un testo a parte che riveda la legge sulle adozioni per tutti, parlo di coppie etero e omosessuali. C’è da mettere le mani sulla legge delle adozioni e cominciare a capire, per esempio, perché le liste di attesa per adottare i bambini sono così lunghe”. Lo afferma il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che in un’intervista al Corriere della Sera ribadisce la propria volontà di stralciare la stepchild adoption dalla legge sulle unioni civili.

 

“Spero – ha detto Alfano a ‘In mezz’ora’ – che i Cattodem abbiano coraggio per votare no alla stepchild adoption e che numerosi grillini votino no in modo tale che la stepchild salti. Poi, se fossi il leader del Pd io la stralcerei”. 

L’ala cattolica si scaglia inoltre contro il ‘canguro’ a prima firma di Andrea Marcucci e chiede lo spacchettamento dell’emendamento sulle adozioni in due parti, una sui diritti e una sulla stepchild. La partita, insomma, è apertissima laddove una terza via tra lo stralcio e l’approvazione tout court della stepchild resta difficilissima.

I numeri (di Giovanni Innamorati) – I numeri già solitamente ‘stretti’ del Senato, renderanno incerte le votazioni sugli emendamenti al ddl Cirinna’ sulle unioni civili e, soprattutto, sul punto della stepchild adoption. Con il canguro Marcucci che incombe, e la probabile ipotesi di un suo spacchettamento, è il voto sulla seconda parte dell’emendamento a vedere i numeri quanto mai in bilico. Numeri che, nel caso la votazione si faccia a scrutinio segreto, potrebbero ulteriormente cambiare lasciando apertissima la partita tra l’approvazione e la bocciatura della stepchild. Il Pd ha 112 senatori, che si riducono però a 111 visto che il presidente Pietro Grasso non vota. Di questi ci sono circa 25 cattoDem, contrari alla stepchild adoption, a cui si aggiungono altri parlamentari di area laica per un totale di 30. Tra i 35 senatori di M5S 29/30 dovrebbero essere favorevoli all’articolo 5 sulle adozioni, come ribadito anche oggi da Gianluca Castaldi, che parla di un “90%” del Movimento favorevole all’art.5. Schierati per il si anche i sei parlamentari di Sel, e altri 14 senatori oggi nel gruppo Misto e usciti in precedenza da M5s, Pd e Sinistra ecologia e libertà. Al fronte dei sì va aggiunto, sulla carta, anche il gruppo dei 19 verdiniani che, almeno in buona parte, potrebbe dare l’ok alla stepchild. Tutto da vedere l’atteggiamento dei 19 senatori del gruppo delle Autonomie: ci sono parlamentari di matrice cattolica, come i 6 della Svp, di Uv e del Patt, o i due ex Sc, ma ci sono anche i laici come due ex M5s che dovrebbero votare la stepchild adoption, così come i due socialisti e due senatori eletti all’estero. Tra i banchi delle autonomie siedono poi i senatori a vita Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano. E resta un’incognita anche il voto sulla stepchild di Mario Monti che siede nel gruppo Misto. Sul fronte del no si schiera tutto il gruppo di Ap (32), Cor (9), Lega (12), circa 35 dei 41 senatori Fi, i 15 senatori Gal e le 3 esponenti tosiane. Sulla carta, dunque, i si’ sicuri e i “no” si equivalgono. I primi superano le 150 unità arrivando quasi a quota 170 con l’ok del gruppo Autonomie (e, comunque, con un via libera della gran parte di Ala) mentre i no sicuri si attestano comunque sulle 150 unità. Anche se, sul computo, oggi dai Cattodem filtra ottimismo: i no alla stepchild arriveranno a 164, è la loro previsione. Ma, con il voto segreto, ogni soluzione sembra possibile, anche quella di un allargamento dei sì alla stepchild in funzione filo-governativa.

Alla vigilia della battaglia in Aula sulle Unioni Civili è ‘assalto’ alla stepchild adoption. L’agomento, sottolinea il ministro della Salute Beatrice Lorenzin dalle colonne del Corriere della sera va affrontato in un’altra legge. Mentre ieri il leader di Ncd e ministro dell’Interno Angelino Alfano aveva invitato Cattodem del Pd ed M5s a far saltare la norma.

Lorenzin, sui bimbi serve un’altra legge – “La mia idea è di affrontare con serenità il problema dell’utero in affitto in un testo a parte che riveda la legge sulle adozioni per tutti, parlo di coppie etero e omosessuali. C’è da mettere le mani sulla legge delle adozioni e cominciare a capire, per esempio, perché le liste di attesa per adottare i bambini sono così lunghe”. Lo afferma il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che in un’intervista al Corriere della Sera ribadisce la propria volontà di stralciare la stepchild adoption dalla legge sulle unioni civili.

 

“Spero – ha detto Alfano a ‘In mezz’ora’ – che i Cattodem abbiano coraggio per votare no alla stepchild adoption e che numerosi grillini votino no in modo tale che la stepchild salti. Poi, se fossi il leader del Pd io la stralcerei”. 

L’ala cattolica si scaglia inoltre contro il ‘canguro’ a prima firma di Andrea Marcucci e chiede lo spacchettamento dell’emendamento sulle adozioni in due parti, una sui diritti e una sulla stepchild. La partita, insomma, è apertissima laddove una terza via tra lo stralcio e l’approvazione tout court della stepchild resta difficilissima.

I numeri (di Giovanni Innamorati) – I numeri già solitamente ‘stretti’ del Senato, renderanno incerte le votazioni sugli emendamenti al ddl Cirinna’ sulle unioni civili e, soprattutto, sul punto della stepchild adoption. Con il canguro Marcucci che incombe, e la probabile ipotesi di un suo spacchettamento, è il voto sulla seconda parte dell’emendamento a vedere i numeri quanto mai in bilico. Numeri che, nel caso la votazione si faccia a scrutinio segreto, potrebbero ulteriormente cambiare lasciando apertissima la partita tra l’approvazione e la bocciatura della stepchild. Il Pd ha 112 senatori, che si riducono però a 111 visto che il presidente Pietro Grasso non vota. Di questi ci sono circa 25 cattoDem, contrari alla stepchild adoption, a cui si aggiungono altri parlamentari di area laica per un totale di 30. Tra i 35 senatori di M5S 29/30 dovrebbero essere favorevoli all’articolo 5 sulle adozioni, come ribadito anche oggi da Gianluca Castaldi, che parla di un “90%” del Movimento favorevole all’art.5. Schierati per il si anche i sei parlamentari di Sel, e altri 14 senatori oggi nel gruppo Misto e usciti in precedenza da M5s, Pd e Sinistra ecologia e libertà. Al fronte dei sì va aggiunto, sulla carta, anche il gruppo dei 19 verdiniani che, almeno in buona parte, potrebbe dare l’ok alla stepchild. Tutto da vedere l’atteggiamento dei 19 senatori del gruppo delle Autonomie: ci sono parlamentari di matrice cattolica, come i 6 della Svp, di Uv e del Patt, o i due ex Sc, ma ci sono anche i laici come due ex M5s che dovrebbero votare la stepchild adoption, così come i due socialisti e due senatori eletti all’estero. Tra i banchi delle autonomie siedono poi i senatori a vita Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano. E resta un’incognita anche il voto sulla stepchild di Mario Monti che siede nel gruppo Misto. Sul fronte del no si schiera tutto il gruppo di Ap (32), Cor (9), Lega (12), circa 35 dei 41 senatori Fi, i 15 senatori Gal e le 3 esponenti tosiane. Sulla carta, dunque, i si’ sicuri e i “no” si equivalgono. I primi superano le 150 unità arrivando quasi a quota 170 con l’ok del gruppo Autonomie (e, comunque, con un via libera della gran parte di Ala) mentre i no sicuri si attestano comunque sulle 150 unità. Anche se, sul computo, oggi dai Cattodem filtra ottimismo: i no alla stepchild arriveranno a 164, è la loro previsione. Ma, con il voto segreto, ogni soluzione sembra possibile, anche quella di un allargamento dei sì alla stepchild in funzione filo-governativa.