Unioni civili: Assemblea senatori Pd. ok unanime a impianto del ddl Cirinnà dai senatori Dem

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Il gruppo Pd a Palazzo Madama ha approvato all’unanimità – nessun voto contrario e nessun astenuto – l’impianto del ddl unioni civili. L’assemblea si è riunita in vista dell’approdo in Aula del testo il 28 gennaio. “Il gruppo Pd al Senato – ha detto il capogruppo Luigi Zanda aprendo la riunione – ha l’unanime volontà di fare la legge. La volontà politica finale è unanime anche se ci sono nodi da sciogliere. Zanda ha poi fatto un richiamo a tutti “al rispetto delle posizioni di ciascuno. A volte in passato non c’è stato e può essere comprensibile perché il tema è di enorme portata ma ora siamo a un passo dall’approvazione e dobbiamo stare attenti alle parole. Nulla giustifica la mancanza di rispetto“. “Ognuno ha le proprie posizioni personali, ma non facciamo correnti”, è stato l’invito di Zanda al gruppo Dem. 

Zanda ha fatto un richiemo alla responsabilità di ognuno. “Senza relatore, senza pareri del governo, con il voto segreto e la libertà di coscienza, la gestione dell’Aula sarà complicata. Dobbiamo evitare pericoli e anche per questo sarà importante contenere il numero degli emendamenti”. Zanda ha ricordato di aver preso ieri contatto con il M5S, che ha presentato “zero emendamenti e anche questo è un segnale politico molto importante”. 

Il capogruppo ha spiegato che gli emendamenti al testo potrebbero essere molto ridotti (LA TECNICA DEL CANGURO – LEGGI).

Cattodem, emendare anche articolo 3 – Oltre all’articolo 5 sulla stepchild adoption serve emendare anche l’articolo 3 sui diritti e doveri delle coppie omosessuali. E’ quanto avrebbe chiesto il senatore Stefano Collina, del gruppo dei cattolici Pd, all’assemblea dei senatori riunitasi sul ddl Cirinnà. Così come si presenta, con la sola esclusione del Titolo II della legge sulle adozioni l’art. 3 autorizza, di fatto, l’approvazione della stepchild adoption alla quale resto contrario, avrebbe argomentato Collina nel corso della riunione.

IERI IL RICHIAMO DEL PRESIDENTE DELLA CEI BAGNASCO.
   

Il gruppo Pd a Palazzo Madama ha approvato all’unanimità – nessun voto contrario e nessun astenuto – l’impianto del ddl unioni civili. L’assemblea si è riunita in vista dell’approdo in Aula del testo il 28 gennaio. “Il gruppo Pd al Senato – ha detto il capogruppo Luigi Zanda aprendo la riunione – ha l’unanime volontà di fare la legge. La volontà politica finale è unanime anche se ci sono nodi da sciogliere. Zanda ha poi fatto un richiamo a tutti “al rispetto delle posizioni di ciascuno. A volte in passato non c’è stato e può essere comprensibile perché il tema è di enorme portata ma ora siamo a un passo dall’approvazione e dobbiamo stare attenti alle parole. Nulla giustifica la mancanza di rispetto“. “Ognuno ha le proprie posizioni personali, ma non facciamo correnti”, è stato l’invito di Zanda al gruppo Dem. 

Zanda ha fatto un richiemo alla responsabilità di ognuno. “Senza relatore, senza pareri del governo, con il voto segreto e la libertà di coscienza, la gestione dell’Aula sarà complicata. Dobbiamo evitare pericoli e anche per questo sarà importante contenere il numero degli emendamenti”. Zanda ha ricordato di aver preso ieri contatto con il M5S, che ha presentato “zero emendamenti e anche questo è un segnale politico molto importante”. 

Il capogruppo ha spiegato che gli emendamenti al testo potrebbero essere molto ridotti (LA TECNICA DEL CANGURO – LEGGI).

Cattodem, emendare anche articolo 3 – Oltre all’articolo 5 sulla stepchild adoption serve emendare anche l’articolo 3 sui diritti e doveri delle coppie omosessuali. E’ quanto avrebbe chiesto il senatore Stefano Collina, del gruppo dei cattolici Pd, all’assemblea dei senatori riunitasi sul ddl Cirinnà. Così come si presenta, con la sola esclusione del Titolo II della legge sulle adozioni l’art. 3 autorizza, di fatto, l’approvazione della stepchild adoption alla quale resto contrario, avrebbe argomentato Collina nel corso della riunione.

IERI IL RICHIAMO DEL PRESIDENTE DELLA CEI BAGNASCO.