Unioni civili: Ok unanime a impianto del ddl Cirinnà dai senatori Pd. Consiglio d’Europa all’Italia: ‘Riconoscere coppie gay’

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E’ tempo che l’Italia riconosca le coppie dello stesso sesso. E’ questo il monito che arriva dal Consiglio Ue all’Italia. “Incoraggio l’Italia – scrive il segretario generale del Consiglio Thorbjorn Jagland – a garantire il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso cosi come stabilito dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani (Oliari e altri verso Italia del 21 luglio 2015) e come accade nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa“. 

Intanto il gruppo Pd a Palazzo Madam questa mattina ha approvato all’unanimità – nessun voto contrario e nessun astenuto – l’impianto del ddl unioni civili. L’assemblea si è riunita in vista dell’approdo in Aula del testo il 28 gennaio. “Il gruppo Pd al Senato – ha detto il capogruppo Luigi Zanda aprendo la riunione – ha l’unanime volontà di fare la legge. La volontà politica finale è unanime anche se ci sono nodi da sciogliere. Zanda ha poi fatto un richiamo a tutti “al rispetto delle posizioni di ciascuno. A volte in passato non c’è stato e può essere comprensibile perché il tema è di enorme portata ma ora siamo a un passo dall’approvazione e dobbiamo stare attenti alle parole. Nulla giustifica la mancanza di rispetto“. “Ognuno ha le proprie posizioni personali, ma non facciamo correnti”, è stato l’invito di Zanda al gruppo Dem. 

Zanda ha fatto un richiemo alla responsabilità di ognuno. “Senza relatore, senza pareri del governo, con il voto segreto e la libertà di coscienza, la gestione dell’Aula sarà complicata. Dobbiamo evitare pericoli e anche per questo sarà importante contenere il numero degli emendamenti”. Zanda ha ricordato di aver preso ieri contatto con il M5S, che ha presentato “zero emendamenti e anche questo è un segnale politico molto importante”. 

I senatori del Pd non hanno alcun interesse ai voti segreti. la nostra posizione è molto chiara, l’abbiamo espressa nelle nostre assemblee, sono posizioni trasparenti”, ha detto Zanda al termine della riunione.

Il capogruppo ha spiegato che gli emendamenti al testo potrebbero essere molto ridotti (LA TECNICA DEL CANGURO – LEGGI).

Cattodem, emendare anche articolo 3 – Oltre all’articolo 5 sulla stepchild adoption serve emendare anche l’articolo 3 sui diritti e doveri delle coppie omosessuali. E’ quanto avrebbe chiesto il senatore Stefano Collina, del gruppo dei cattolici Pd, all’assemblea dei senatori riunitasi sul ddl Cirinnà. Così come si presenta, con la sola esclusione del Titolo II della legge sulle adozioni l’art. 3 autorizza, di fatto, l’approvazione della stepchild adoption alla quale resto contrario, avrebbe argomentato Collina nel corso della riunione. “La votazione svoltasi oggi al gruppo – dicono i senatori Cattodem – conclusasi con soluzione unanime, è la conferma della volontà di tutti i senatori Pd di approvare la legge sulle unioni civili, senza ulteriori rinvii. Da parte nostra oggi non è mancato il senso di responsabilità, e non mancherà. Con soddisfazione registriamo la condivisa disponibilità ad impiegare i prossimi giorni per trovare forme alte di mediazione, che tengano conto delle posizioni in campo e degli emendamenti presentati sulle questioni ancora aperte. La libertà di coscienza e di voto è stata ribadita; l’esito del voto sui diversi emendamenti impegnerà quindi ciascun senatore Pd rispetto al voto finale”.

   

E’ tempo che l’Italia riconosca le coppie dello stesso sesso. E’ questo il monito che arriva dal Consiglio Ue all’Italia. “Incoraggio l’Italia – scrive il segretario generale del Consiglio Thorbjorn Jagland – a garantire il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso cosi come stabilito dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani (Oliari e altri verso Italia del 21 luglio 2015) e come accade nella maggior parte degli Stati membri del Consiglio d’Europa“. 

Intanto il gruppo Pd a Palazzo Madam questa mattina ha approvato all’unanimità – nessun voto contrario e nessun astenuto – l’impianto del ddl unioni civili. L’assemblea si è riunita in vista dell’approdo in Aula del testo il 28 gennaio. “Il gruppo Pd al Senato – ha detto il capogruppo Luigi Zanda aprendo la riunione – ha l’unanime volontà di fare la legge. La volontà politica finale è unanime anche se ci sono nodi da sciogliere. Zanda ha poi fatto un richiamo a tutti “al rispetto delle posizioni di ciascuno. A volte in passato non c’è stato e può essere comprensibile perché il tema è di enorme portata ma ora siamo a un passo dall’approvazione e dobbiamo stare attenti alle parole. Nulla giustifica la mancanza di rispetto“. “Ognuno ha le proprie posizioni personali, ma non facciamo correnti”, è stato l’invito di Zanda al gruppo Dem. 

Zanda ha fatto un richiemo alla responsabilità di ognuno. “Senza relatore, senza pareri del governo, con il voto segreto e la libertà di coscienza, la gestione dell’Aula sarà complicata. Dobbiamo evitare pericoli e anche per questo sarà importante contenere il numero degli emendamenti”. Zanda ha ricordato di aver preso ieri contatto con il M5S, che ha presentato “zero emendamenti e anche questo è un segnale politico molto importante”. 

I senatori del Pd non hanno alcun interesse ai voti segreti. la nostra posizione è molto chiara, l’abbiamo espressa nelle nostre assemblee, sono posizioni trasparenti”, ha detto Zanda al termine della riunione.

Il capogruppo ha spiegato che gli emendamenti al testo potrebbero essere molto ridotti (LA TECNICA DEL CANGURO – LEGGI).

Cattodem, emendare anche articolo 3 – Oltre all’articolo 5 sulla stepchild adoption serve emendare anche l’articolo 3 sui diritti e doveri delle coppie omosessuali. E’ quanto avrebbe chiesto il senatore Stefano Collina, del gruppo dei cattolici Pd, all’assemblea dei senatori riunitasi sul ddl Cirinnà. Così come si presenta, con la sola esclusione del Titolo II della legge sulle adozioni l’art. 3 autorizza, di fatto, l’approvazione della stepchild adoption alla quale resto contrario, avrebbe argomentato Collina nel corso della riunione. “La votazione svoltasi oggi al gruppo – dicono i senatori Cattodem – conclusasi con soluzione unanime, è la conferma della volontà di tutti i senatori Pd di approvare la legge sulle unioni civili, senza ulteriori rinvii. Da parte nostra oggi non è mancato il senso di responsabilità, e non mancherà. Con soddisfazione registriamo la condivisa disponibilità ad impiegare i prossimi giorni per trovare forme alte di mediazione, che tengano conto delle posizioni in campo e degli emendamenti presentati sulle questioni ancora aperte. La libertà di coscienza e di voto è stata ribadita; l’esito del voto sui diversi emendamenti impegnerà quindi ciascun senatore Pd rispetto al voto finale”.