Università, 1.500 posti in più a Medicina: disponibili 10mila borse di studio

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Per la prima volta dopo anni aumentano i posti disponibili a Medicina: il ministro Gaetano Manfredi annuncia che saranno circa 1500 in più rispetto all’anno scorso. Un traguardo importante che, non a caso, arriva dopo l’emergenza sanitaria da Covid-19 in cui il corso di studi ha continuato a essere operativo nonostante il lockdown. Saranno quindi in tutto 13.072 i posti per le nuove immatricolazioni e dieci i nuovi corsi di laurea in Medicina e chirurgia avviati in diverse città italiane. Si tratta, assicurano al Ministero, del massimo sforzo possibile con il numero di docenti e di strutture a disposizione.E’ finalmente stato pubblicato anche il decreto ministeriale che contiene le informazioni per iscriversi alle prove di ammissione per il prossimo anno accademico. Il test si terrà il giorno 3 settembre 2020 e, per garantire il minor assembramento possibile, i candidati potranno sostenerlo nella sede a loro più vicina, indipendentemente da dove si trovi l’ateneo scelto per frequentare il corso, così da limitare al massimo gli spostamenti.Il bando emanato dal Ministero specifica che i candidati possono iscriversi da mercoledì 1° luglio a giovedì 23 luglio alle 15. Per farlo, devono collegarsi su portale dedicato, Universitaly, e inviare la domanda. Il perfezionamento dell’iscrizione, invece, avviene a seguito del pagamento del contributo per sostenere il test. Le prove di ammissione prevedono 60 domande a scelta multipla alle quali rispondere in cento minuti.E’ positivo il bilancio dell’anno accademico appena trascorso, tracciato dal ministro Manfredi. Nonostante la pandemia, infatti, c’è stato lo stesso numero di esami e di laureati in Medicina dell’anno precedente. Ci sono buone notizie in arrivo anche per i borsisti: il numero complessivo dei finanziamenti è aumentato. La quota sarà di 10mila borse in più rispetto al 2019-2020. Per coprire le spese, sono stati messi in bilancio 40 milioni in più che, secondo le stime del ministero, dovrebbero garantire tutto il fabbisogno necessario.Ma i fondi a disposizione non si limitano a questo. Nel complesso, il Governo ha disposto nel decreto Rilancio 300 milioni di euro per il diritto allo studio. Una cifra importante che attende soltanto il via libera delle Camere dove il provvedimento è atteso fra i mille ‘distinguo’ delle opposizioni. E da parte del ministro dell’Università e della ricerca arriva un appello alle Regioni per collaborare, mettendo insieme competenze e risorse, in modo tale “da dare la risposta migliore” a tutte le richieste che arrivano dagli studenti. Manfredi si augura che le Regioni “facciano la loro parte” e, per quanto riguarda nello specifico la Lombardia, ribadisce come il diritto allo studio rappresenti una competenza “a metà” fra lo Stato e le Regioni, con oneri e onori per entrambi. Per affrontare l’argomento, è previsto proprio per questo giovedì un tavolo fra il ministro e i rettori lombardi.Da Manfredi arriva infine un ‘endorsement’ alla didattica in presenza. A differenza della collega Lucia Azzolina, il ministro dell’Università, pur riconoscendo il valore che gli strumenti digitali hanno avuto nell’emergenza, ha detto di “credere molto” a una università in presenza perché “l’esperienza universitaria è esperienza di vita”. Insomma, innovare sì, ma ‘cum grano salis’.