Università, il Centro Ed Lupt a Benevento: Migranti una ricchezza per l’Europa

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di Anna Liberatore

E’, indispensabile in questo momento storico avvicinare l’Unione Europea ai cittadini creando una rete tra Università sensibili che dialoghino con le diverse culture presenti sul territorio per dar vita a un’Europa giusta e solidale passando anche per la gestione dei flussi migratori. Lo ha affermato questa mattina il prof. Guglielmo Trupiano, direttore del Centro Europe Direct di Napoli, Benevento, Avellino LUPT “Maria Scognamiglio” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II durante un convegno che si è svolto a Benevento presso la sede del Dipartimento DEMM (Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi) dell’Ateneo sannita dal titolo “Europe Inside Out”.
“L’Unione Europea – ha spiegato Trupiano – ha acquisito la consapevolezza che sul fronte della regolazione concordata e concertata dei flussi di immigrazione si gioca il futuro stesso dell’Europa. Oggi è sostenibile lo sviluppo, l’ambiente, la crescita, non si capisce perché non debba e possa esserlo anche un fenomeno epocale come quello dei flussi migratori. Occorre combattere populismi e nazionalismi: abbiamo grandi potenze a livello mondiale, cito ad esempio gli stati Uniti, che sull’inserimento programmato e regolato dei migranti hanno costruito il loro ruolo di superpotenza mondiale”. Secondo il direttore del Centro Europe Direct i nazionalismi sono il frutto di due crisi: quella dei mutui che ha sconvolto prima l’economia americana per poi contagiare quella mondiale aggravando la posizione de debiti sovrani e quella dell’identità di ruolo delle istituzioni europee all’interno dei fenomeni della globalizzazione che ha aumentato le disuguaglianze tra i gruppi in cui si articolano le società.
“Sta a noi – ha concluso Trupiano – ridisegnare l’Europa, attivando la partecipazione dal basso, rafforzandone l’identità, contrastando gli effetti deleteri della globalizzazione. Bisogna ridare energia a quest’idea che non ha alternative. Certo si può e deve criticare l’Europa ma non buttando a mare decenni di crescita, di stabilità, di democrazia e partecipazione”.
Da tre anni l’Università degli Studi del Sannio fa parte e collabora con il Centro Europe Direct. A farlo materialmente è il prof. Massimo Squillante, che dell’ateneo è pure il pro rettore; anche lui convinto che una politica europeista sia necessaria per i singoli Paesi che la compongono. Per questo ha assunto la missione di fare da antenna di comunicazione nel Sannio per l’UE. “Nell’ultimo triennio – ha dichiarato – abbiamo organizzato numerosi convegni e incontri perché ultimamente l’Europa viene percepita come estranea se non addirittura come ostile. L’ottica deve essere quella di una grandissima apertura: è bene che ci sia una regolamentazione per tutto, la migrazione è un fenomeno che non può essere arrestato, ma va governato e può essere una ricchezza per tutti”.
I migranti possono diventare risorsa per le comunità che li ospitano. Lo ha dimostrato il Dipartimento DEMM, presieduto dal prof. Giuseppe Marotta, che ha in corso un progetto di integrazione insieme alla Caritas di Benevento e a dieci comuni del beneventano (quelli in cui è presente lo Sprar) finanziato dalla fondazione “Con il Sud” per la creazione di cooperative di comunità formate da immigrati e disoccupati del luogo. L’Unisannio offre formazione e aiuto per elaborare l’idea progettuale, il business plan, fino ad arrivare alla creazione di una vera e propria impresa che fornisce servizi sia al pubblico che al privato.
“E’ un esperimento innovativo – ha chiarito Marotta – ed oltre ad essere un modello di integrazione è anche un modello di economia alternativa: per la prima volta si cerca, integrando gli immigrati, di realizzare un’impresa che mette al centro la persona, la comunità, e non solo il profitto. Per ora siamo partiti con Pietrelcina e Roccabascerana”.
In un’Europa incerta e in un mare di nazionalismi il professor Pierpaolo Forte che all’Unisannio insegna Diritto amministrativo ha ricordato alla platea che le legislazioni prodotte dalla seconda metà del ‘900 hanno dato vita a una normativa che tutela chiunque approdi sul territorio europeo: “Una delle grandi integrazioni che il processo europeo ha portato con sé è stato quello di rafforzare su tutto il territorio delle libertà e dei diritti fondamentali che riguardano le persone indipendentemente da dove vengano, da dove sono nate. Una volta in Europa godono di una serie di protezioni e di tutele che sono connesse al nostro sistema civile. Il fenomeno del terrorismo c’è, ma il trattamento dell’accesso deve essere distinto da chi è già qui, da chi ha un permesso oppure no, da chi ha lavoro oppur no: sono sue argomenti politici diversi che hanno bisogno di regolamentazioni diverse”.
Anche il presidente dell’Associazione Futuridea, Carmine Nardone, si è trovato d’accordo nella necessità di elaborare una strategia unitaria, quantomeno europea, per combattere il fenomeno della criminalità organizzata – argomento di cui ha parlato in veste di rappresentante della FAO – che, a livello mondiale, ha raggiunto il 25% del Pil. “E’ legata – ha spiegato – a un iper sfruttamento delle risorse naturali e della forza lavoro (vengono utilizzati 152milioni di bambini; in agricoltura rappresentano il 70% con 40mila che lavorano in condizioni di schiavitù). Tutto ciò provoca effetti anche sull’economia legale che è costretta ad abbassare le condizioni di lavoro con l’attivazione di concorrenza sleale sempre più agguerrita e forte e produzioni di disuguaglianze sociali. Le strategie nazionali non sono più efficaci”.
Hanno portato il proprio contributo al convegno: Emilia Tartaglia Polcini, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale; Maria Grazia Moffa, responsabile scientifico Centro di Documentazione sulle nuove Migrazioni e professoressa presso l’Università di Salerno; Antonella Napolitano del Dipartimento DEMM dell’Unisannio; Raffaele Amore, presidente CESVOB di Benevento; Giusy Sica, responsabile Settore Europrogettazione, Fundraising e sviluppo locale del Centro Europe Direct Lupt “Maria Scognamiglio” dell’Università Federico II.