Università, classifica Censis: Federico II ultima tra i grandi Atenei statali

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Finite le fatiche dell’esame di maturità per molti studenti è già arrivato il momento di pensare al percorso universitario. Un aiuto arriva dalle classifiche Censis, in tutto sono 63, delle universita’ italiane che ogni anno attraverso un’analisi dettagliata orienta giovani e famiglie ad individuare con consapevolezza il percorso di formazione migliore. “Lo scorso anno, a dimostrazione che e’ uno strumento utile per gli studenti, abbiamo avuto – spiega all’Agi Luigi Bellesi, curatore della classifica – un picco di contatti sul nostro sito. La sola classifica 2017 degli atenei statali è stata visitata 218 mila volte”. Dall’analisi Censis di quest’anno, basata sulla valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensione) relativamente alle strutture disponibili, sui servizi erogati, sulla capacità di comunicazione 2.0 e sul livello di internazionalizzazione, e’ emerso che proprio quest’ultimo punto si e’ particolarmente consolidato. Sul fronte dell’offerta, la dimensione internazionale acquisisce un peso sempre piu’ consistente. Nell’ultimo anno accademico, piu’ di 44.000 iscritti (quasi il 4% del totale) sono stati in mobilita’, studiando e sostenendo esami presso un ateneo estero, e piu’ del 23% di loro lo ha fatto attraverso programmi di mobilita’ internazionale diversi da Erasmus+, attivati grazie alla cooperazione internazionale dei singoli atenei. Questi ultimi, da parte loro, hanno ospitato oltre 29.000 studenti stranieri in mobilita’. Nel 2016 quasi il 9% dei corsi di studio erogati era interamente in lingua inglese, mentre il 13% dei corsi di studio prevedeva il rilascio del titolo doppio o congiunto (double/joint degree). Complessivamente il Censis ha stilato 63 classifiche: tra i mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti) mantiene la prima posizione in graduatoria l’universita’ di Bologna, con un punteggio complessivo pari a 91,2. Segue, come l’anno precedente, Firenze (86) a pari merito con Padova (che rispetto al 2017 guadagna una posizione, acquisendo, tra l’altro, 4 punti nella comunicazione e nei servizi digitali) e con La Sapienza di Roma (che sale di due posizioni, accrescendo di 4 punti l’indicatore sulle strutture per gli studenti). “Siamo molto soddisfatti che quest’anno – sottolinea Bellesi – La Sapienza di Roma si sia posizionata al secondo posto a pari merito con Firenze e Padova. La nostra classifica e’ fatta per l’orientamento degli studenti e si basa molto sul contesto e l’ambiente, quindi significa che La Sapienza da questo punto di vista sta facendo molto bene”. Al pari dello scorso anno, ultima in classifica, sempre tra i mega atenei statali, è l’università di Napoli Federico II, preceduta in penultima posizione da Catania. L’universita’ statale di Milano, infine, si conferma terzultima.
Dai mega atenei il Censis dedica una classifica ai grandi (quelli che hanno da 20.000 a 40.000 iscritti): al primo posto continua a guidare la classifica l’universita’ di Perugia, tendenzialmente stabile rispetto lo scorso anno nei punteggi dei singoli indicatori, salvo una contrazione di 5 punti nelle strutture per gli studenti, totalizzando cosi’ un punteggio complessivo pari a 93,8. Con 92 scala la graduatoria di tre posizioni l’Universita’ della Calabria, collocandosi al secondo posto, grazie all’apprezzabile incremento di 22 punti per borse di studio e altri interventi in favore degli studenti e di 12 punti per la comunicazione e i servizi digitali. “La Calabria, rispetto lo scorso anno, ha fatto – racconta il curatore della classifica – un grande balzo in avanti. Cio’ dimostra che e’ un’eccellenza degli atenei del Sud che solitamente rispetto a quelli dell’Italia settentrionale hanno sempre meno attrattiva per gli studneti”. Conferma la terza posizione – sempre per i grandi atenei – l’universita’ di Parma con un punteggio pari a 90,6. Scivola al quarto posto, perdendo due posizioni in un anno, Pavia, con un punteggio complessivo di 87,8. New entry tra i grandi atenei statali e’ Palermo, non piu’ classificabile come mega ateneo a seguito della contrazione del numero di iscritti, occupando la settima pozione, preceduta da Modena e Reggio Emilia (sesta posizione con 84,8 punti) e da Cagliari (quinta posizione con 87,4 punti). Penultima tra i grandi e’ Roma Tre con 76,6 punti. Segue, in ultima posizione, l’universita’ della Campania Luigi Vanvitelli con 74,2 punti, nonostante il sensibile incremento di 12 punti registrato per le strutture per gli studenti. L’universita’ di Siena, come lo scorso anno, e’ in testa alla graduatoria dei medi atenei statali (da 10.000 a 20.000 iscritti), con un punteggio totale di 99. Guadagna la seconda posizione Sassari, con un punteggio di 98, sorpassando Trento (96,8). Quest’ultima guadagna punti per borse e altri interventi in favore degli studenti e internazionalizzazione, ma retrocede per gli altri indicatori. Stabile al quarto posto e’ Trieste (91), seguita dall’universita’ Politecnica delle Marche (88,4). New entry tra i medi atenei statali, per effetto dell’incremento di studenti iscritti, e’ Macerata, che si colloca in ottava posizione (84,6). Chiudono il ranking rispettivamente all’ultimo, penultimo e terzultimo posto le universita’ di Napoli L’Orientale e Parthenope, e l’universita’ degli Studi Magna Graecia di Catanzaro. Le classifiche del Censis proseguono, inoltre, con i piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti), dove primeggia nuovamente Camerino, con un punteggio complessivo di 91,4, cui segue Foggia, che totalizza 87,6 punti e sale di due posizioni, occupando quello che lo scorso anno era il gradino di Teramo, retrocessa al quarto posto e penalizzata in particolare dalla perdita di 18 punti nelle strutture per gli studenti. L’Universita’ di Cassino sale dal quinto al terzo posto, continuando l’ascesa della graduatoria iniziata lo scorso anno. La penultima e l’ultima posizione sono occupate rispettivamente dall’universita’ del Molise e dall’università del Sannio.