Università, la Federico II ricorda Giuseppe Galasso

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in foto Giuseppe Galasso

Si tengono oggi e domani le Giornate in ricordo di Giuseppe Galasso organizzate dall’Università di Napoli Federico II. In particolare oggi, dalle 15.30, nell’Aula Magna Storica dell’ateneo, previsti i saluti di Gaetano Manfredi, rettore della Federico II, e di Fulvio Tessitore, Guido Trombetti e Massimo Marrelli, rettori emeriti dell’Università federiciana. Seguiranno gli interventi di Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, e di Anna Maria Rao, professore di Storia Moderna della Federico II. Donani, dalle 11, nell’Aula Magna dell’Accademia Pontaniana, la giornata si aprirà con i saluti di Arturo De Vivo, prorettore dell’Università Federico II. Seguiranno gli interventi di Paolo Macry, professore di Storia Contemporanea della Federico II, e di Maurice Aymard, directeur d’études École des Hautes Études en Sciences Sociales. Terrà le conclusioni Anna Maria Rao. Giuseppe Galasso ha dato lustro all’Università Federico II non solo come docente e come storico di livello internazionale, con tanti riconoscimenti in Italia e all’estero, ma anche come maestro di giovani studiosi, che alla sua scuola si sono formati e ne hanno continuato l’insegnamento in varie università italiane. Ha dato l’immagine più alta della storiografia italiana, basata su un colloquio assai fitto non solo con le fonti e con gli storici contemporanei, ma anche con quelli che già a partire dal Cinquecento hanno prefigurato il principio crociano della contemporaneità della storia. Ciò che comunque ne ha fatto uno studioso unico nel panorama della cultura italiana, e non solo di quella storica, è stato l’impegno assiduo, reso possibile anche da una prodigiosa capacità di lavoro, nel cercare di capire le origini dei problemi del Mezzogiorno e di contribuire ad individuarne le soluzioni, assumendo la responsabilità di prestigiose istituzioni culturali e incarichi di governo a livello locale e nazionale, da cui è scaturita l’unica legge organica per la tutela del paesaggio italiano che porta giustamente il suo nome. È stato inoltre un intellettuale che ha saputo trovare ascolto anche al di fuori del mondo della cultura, anticipando quella che ora si chiama “Terza missione dell’Università”, di cui può essere considerato a pieno titolo un antesignano.