Uno spettro si aggira per l’Europa e non è quello che fantasticava Marx

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in foto il segretario di Stato Usa Rubio con il presidente Trump

Per l’Europa, rectius per la UE, l’anno in corso, almeno sino a ora, sembra voler riservare diverse novità, in particolare per la UE e gli USA. Alcune di esse, peraltro connotabili come la trama e l’ ordito di una stessa tela, già in questo mese, il secondo dell’anno, si sono tessute con un risultato che lascia interdetti gli europei e non solo loro. Si tratta degli intrecci – non ricami, che farebbero propendere facilmente per idilli che, al momento, non esistono. Queste brutte copie dei sentimenti descritti da Goethe nelle Affinità Elettive, appaiono invece in buona sintonia con quelle descritte da de Malhèrbe, messe in piedi secondo lo schema descritto nella sua opera Lo spazio di un mattino. Esse si formano e si disfano tra singoli paesi della UE, con la caratteristica di funzionare come descritto dall’ Autore francese, cioè tutto accade in rapida successione. Nella Conferenza di Monaco in corso in questi ultimi giorni, la Germania di Merz sembrerebbe essere arrivata a una decisione destinata a provocare un drastico rallentamento nel processo di completamento della UE, preceduta da una presa di distanza del tipo consono al pensiero teutonico, quindi rigida. Venendo al sodo, a Monaco, nel corso della Conferenza, Merz, presente il Segretario di Stato americano Rubio, ha affermato che si è aperta una frattura tra UE e USA, in un momento di per se particolarmente difficile, alfine di ricomporre un equilibrio già fortemente precario: quello stesso che interessa il mondo intero. Intanto Rubio, numero uno della diplomazia USA, a margine di quei lavori, ha incontrato il Ministro degli Esteri cinese Wang e insieme hanno iniziato a imbastire l’incontro in Cina scadenzato per aprile tra Trump e Xi. Bisogna così prendere atto che il Presidente USA abbia voluto dimostrare alla UE che, essendo l’aria del Vecchio Continente allo stato piuttosto turbolenta, proseguirá senza esitazioni verso est. Eppure Merz dovrebbe ricordare come il suo paese sia riuscito a risalire la china del burrone in cui era precipitata alla fine dell’ultima guerra. Oltre al darsi da fare dei suoi abitanti del tipo stakahovista, furono i dollari che furono messi a disposizione del Governo di Berlino da quello di Whashington attraverso lo storico Piano Marshall.
È presto per poter azzardare ipotesi su come andrà a finire l’inciampo non previsto di quel Cancelliere. Una sola considerazione dovrebbe farsi strada: nessuno dei paesi UE può permettersi di snobbare il mercato d’Oltreatlantico. Per ora sarà bene fare un respiro profondo e raccomandare ai Giacomino sotto il monte Taunus, di pensare bene prima di agire. Sotto la supervisione virtuale di Luigi Pirandello, per evitare di accrescere la confusione.