Usa 2016: Hillary-Bernie, serve riforma immigrazione

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Bernie Sanders e Hillarey Clinton si soono detti d’accordo su una riforma dell’immigrazione che dia a milioni di immigrati che vivono e lavorano in America la speranza di ottenere la cittadinanza statunirense. “Si spera che dopo le elezioni del 2016 – ha detto Clinton – i repubblicani si riprendano e si rendano conto che non possono deportare 11 o 12 milioni di persone”.

Qualche scintilla, ma non un vero e proprio scontro. Il primo confronto tv tra Hillary Clinton e Bernie Sanders dopo le primarie in New Hampshire vede i due candidati democratici alla Casa Bianca guardinghi, prudenti, come avessero paura del passo falso. Passo che potrebbe essere fatale in vista dei prossimi appuntamenti in Nevada e South Carolina, a fine febbraio. Un duplice test che puo’ diventare determinante nella corsa alla nomination. Tutti, dopo il trionfo del senatore del Vermont in New Hampshire, si aspettavano una Clinton aggressiva, decisa a imprimere una svolta alla campagna elettorale. Invece non e’ stato cosi’. E la preoccupazione di entrambi e’ stata quella di non sbagliare, Cosi’ come quella di accattivarsi le simpatie delle minoranze. Del resto in South Carolina gran parte dell’elettorato democratico e’ afroamericano. In Nevada lo e’ il 20%, mentre il 13% e’ di origine ispanica. Normale, dunque, corteggiare il piu’ possibile questo bacino di elettori che nel 2008 e 2012 fu determinante per il trionfo di Barack Obama. E proprio sul presidente i due candidati hanno uno degli scontri piu’ accesi: Sanders critica alcune della sue azioni. Hillary lo difende: Obama non ha i crediti che si meriteresse, ”questo tipo di attacchi me lo aspetteri dai repebblicani”. Sanders replica secco a Clinton: ”segretario e’ un colpo basso”.

Bernie Sanders e Hillarey Clinton si soono detti d’accordo su una riforma dell’immigrazione che dia a milioni di immigrati che vivono e lavorano in America la speranza di ottenere la cittadinanza statunirense. “Si spera che dopo le elezioni del 2016 – ha detto Clinton – i repubblicani si riprendano e si rendano conto che non possono deportare 11 o 12 milioni di persone”.

Qualche scintilla, ma non un vero e proprio scontro. Il primo confronto tv tra Hillary Clinton e Bernie Sanders dopo le primarie in New Hampshire vede i due candidati democratici alla Casa Bianca guardinghi, prudenti, come avessero paura del passo falso. Passo che potrebbe essere fatale in vista dei prossimi appuntamenti in Nevada e South Carolina, a fine febbraio. Un duplice test che puo’ diventare determinante nella corsa alla nomination. Tutti, dopo il trionfo del senatore del Vermont in New Hampshire, si aspettavano una Clinton aggressiva, decisa a imprimere una svolta alla campagna elettorale. Invece non e’ stato cosi’. E la preoccupazione di entrambi e’ stata quella di non sbagliare, Cosi’ come quella di accattivarsi le simpatie delle minoranze. Del resto in South Carolina gran parte dell’elettorato democratico e’ afroamericano. In Nevada lo e’ il 20%, mentre il 13% e’ di origine ispanica. Normale, dunque, corteggiare il piu’ possibile questo bacino di elettori che nel 2008 e 2012 fu determinante per il trionfo di Barack Obama. E proprio sul presidente i due candidati hanno uno degli scontri piu’ accesi: Sanders critica alcune della sue azioni. Hillary lo difende: Obama non ha i crediti che si meriteresse, ”questo tipo di attacchi me lo aspetteri dai repebblicani”. Sanders replica secco a Clinton: ”segretario e’ un colpo basso”.