Usa, Aquafil: alleanza italo-americana per il bio-nylon di nuova generazione

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Prodotte le prime tonnellate di caprolattame base per produzione di un bio-nylon da materia prima di origine vegetale destinate a rivoluzionare l’intera industria del settore da Aquafil, che ha il suo quartier generale ad Arco di Trento, uno dei principali produttori di nylon nel mondo e presente con 18 impianti di produzione tra Italia, Scozia, Slovenia, Croazia, Stati Uniti, Tailandia, Cina e Giappone, e Genomatica, azienda biotecnologica con sede a San Diego. Le due aziende hanno collaborato per produrre nylon 6 di origine vegetale e ora sono arrivate alla produzione pre-commerciale su scala dimostrativa, i cui risultati determineranno sia lo sviluppo dei futuri impianti che le applicazioni commerciali su scala globale. Aquafil è un’azienda che ha anche recentemente dato una svolta nell’approvvigionamento della filiera di raccolta dei rifiuti di nylon dato che lo scorso anno ha acquisito circa il 32% del capitale sociale della società norvegese Nofir che, grazie ad un particolare sistema avanzato di raccolta e tracciabilità di reti da pesca dismesse, ha raccolto oltre 48mila tonnellate di reti in 20 Paesi nel mondo.

Questi rifiuti vengono trasformati da Aquafil in caprolattame, ottenendo così Econyl, un nylon rigenerato di alta qualità utilizzato dai molti dei brand della moda come Gucci, Prada, Stella McCartney e Levi’s. Questo particolare nylon ecosostenibile, che possiede le stesse caratteristiche dei materiali provenienti da fonte fossile, viene realizzato dal 2011 da Aquafil grazie ad un processo di trasformazione industriale degli scarti brevettato che utilizza anche tappeti ed altri residui industriali e che grazie alla sua tecnologia di rigenerazione chimica, oltre a evitare che molti materiali finiscano in discarica, riduce dell’80% le emissioni di gas serra legate alla produzione del caprolattame. Queste tipologie di rifiuti vengono indirizzati agli impianti di produzione del gruppo, dove sono trasformati in filo destinato per due diversi utilizzi. Uno è il filo BCF (Bulk Continuous Filament) destinato per la produzione utilizzato per pavimentazione tessile e usato nei settori contract, automotive e residenziale, l’altro è il filo per abbigliamento NTF (Nylon Textile Filaments), studiato per i settori dell’abbigliamento e dello sport.

Il primo settore che ha iniziato ad utilizzare questi innovativi filati è stato quello delle moquette e dei tappeti, seguito dai marchi dell’abbigliamento sportivo a cominciare da Speedo, che li ha utilizzati per le sue collezioni di costumi, una strada seguita anche dall’Adidas che ha utilizzato Econyl anche per produrre calze sportive e abbigliamento tecnico, cosa che in seguito hanno realizzato tutti i marchi del settore. Le strutture Aquafil per la raccolta e il riciclaggio di materiali in nylon includono due impianti di riciclaggio di tappeti negli Stati Uniti (a Phoenix in Arizona e Sacramento, in California) visto l’utilizzo massivo delle moquette in Nord America e un impianto di riciclaggio di reti e tappeti in Slovenia.

Acquafil nasce grazie a Carlo Bonazzi, che negli anni Cinquanta comincia a produrre impermeabili di nylon e che nel 1969 si sposta nella prima unità produttiva a Linfano di Arco, in Trentino, sulle rive nord del lago di Garda, iniziando a produrre nylon per le prime tessiture delle moquette. Il figlio Giulio Bonazzi entra in azienda nel 1987 ed il suo impegno si concretizza nella prima fase di internazionalizzazione dell’impresa e nello sviluppo del sito produttivo sloveno a cui seguiranno gli altri impianti in Italia e nel mondo. Negli anni ’90 Aquafil muove i primi passi sulla via della sostenibilità e nel 2001 Giulio Bonazzi diventa amministratore delegato di Aquafil e prende forma l’intuizione che poi dà vita al nylon rigenerato Econyl, riassunto da Bonazzi nella famosa frase “dove gli altri vedono rifiuti, io vedo una miniera d’oro”.