Usa, calcolatori quantistici: al ricercatore Alessandro Chiesa l’Advances in Magnetism Award

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La ricerca condotta all’Università di Parma per lo sviluppo di innovativi Computer Quantistici si conferma ai vertici internazionali. L’ulteriore attestazione arriva grazie a un importante riconoscimento conferito ad Alessandro Chiesa, ricercatore al Dipartimento di Scienze Matematiche, Fisiche e Informatiche. Il premio, sponsorizzato dall’American Institute of Physics, è stato attribuito da un comitato di esperti nell’ambito della conferenza internazionale Magnetism and Magnetic Materials 2020 (programmata in Florida ma tenuta quest’anno in modalità telematica) per il miglior articolo presentato e consiste in 3500 dollari, oltre a un rimborso di 2500 per partecipare alla prossima conferenza in presenza (https://aip.scitation.org/adv/info/award).

La ricerca oggetto del premio riguarda lo sviluppo di innovativi calcolatori quantistici basati su materiali magnetici molecolari, e viene condotta da un team di ricercatori Unipr che comprende i docenti Stefano Carretta, Paolo Santini, Sandro Wimberger ed Elena Garlatti, con numerose collaborazioni internazionali. In particolare, l’attività del gruppo si inserisce all’interno dei progetti europei FET-OPEN FATMOLS e QuantERA SUMO (quest’ultimo cofinanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca) e coinvolge aziende leader nel settore IT quali IBM. Allo studio hanno contribuito significativamente anche Francesco Petiziol, già assegnista all’Università di Parma e attualmente post-DOC alla Technische Universität Berlin, ed Emilio Macaluso, assegnista all’Università di Parma.

L’attività di ricerca si colloca nell’ambito, in forte crescita, delle tecnologie quantistiche. L’obiettivo di lungo termine è la realizzazione di un computer quantistico, ossia un dispositivo in grado di risolvere in tempi brevissimi problemi impossibili per computer tradizionali, che vanno dalla crittografia allo studio di nuovi materiali, sino all’analisi e alla progettazione di molecole biologiche e medicinali. Sfortunatamente la potenza di questa tecnologia è spesso limitata dalla difficoltà di controllare i fragili sistemi nanoscopici su cui si basa. Il gruppo di fisici dell’Università di Parma sta lavorando all’implementazione di questi innovativi processori con nano-magneti in grado di autocorreggersi, diventando così robusti nei confronti degli errori e quindi in grado di realizzare calcoli complessi.