Usa, donne in azienda: Italia protagonista del Bloomberg Gender-Equality Index

130

C’è tanta Italia nel Bloomberg Gender-Equality Index (Gei) 2021, uno dei maggiori indici internazionali che “misura” e promuove la parità di genere nelle aziende. In particolare il Gei valuta le pratiche legate al tema facendo riferimento, in particolare, a cinque aree specifiche: leadership femminile e valorizzazione dei talenti; equità e parità salariale di genere; cultura inclusiva; politiche di prevenzione e sanzione delle molestie; riconoscibilità del marchio come brand che supporta il genere femminile.
Dall’analisi del report emerge che, su 380 società ammesse, 17 sono italiane. Un dato che colloca l’Italia tra i primi quattro Paesi a livello globale nel ranking. Tra queste ci sono marchi importantissimi come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mediobanca, Poste, Enel, Terna, Snam, Leonardo, Falck Renewables, Iren, gruppo Hera.
Intesa Sanpaolo, in particolare, è stata inserita per il quarto anno consecutivo ottenendo un punteggio di 82,1% “ampiamente al di sopra della media del settore finanziario globale, pari a 68,2%, e a quella delle società italiane, pari a 66,77%”, spiega in un comunicato la banca. La conferma nell’indice di Bloomberg si aggiunge all’inserimento annunciato pochi giorni fa, per il quinto anno consecutivo, tra le 100 società quotate più sostenibili al mondo – terza banca in Europa – secondo la classifica di Corporate Knights, la rivista canadese specializzata in sostenibilità, su oltre 8.000 imprese analizzate in ambito ambientale, sociale e di governance.
Anche UniCredit si dice “orgogliosa di essere stata inserita, per la seconda volta” nell’indice, ricorda che nel 2018 ha aderito alla Women in Finance Charter che prevede il 20% di donne in posizioni di senior management entro il 2022 e che l’anno scorso il gruppo ha rafforzato l’obiettivo, spostandolo al 30% entro il 2023.
L’indice quest’anno è stato ampliato. Comprende complessivamente aziende di 44 Paesi e regioni e di 11 diversi settori tra cui il bancario, l’automobilistico, i servizi, l’ingegneria, le costruzioni, il commercio al dettaglio. Mediobanca spiega che “è stata inclusa nell’indice di quest’anno per aver totalizzato un punteggio pari o superiore alla soglia globale stabilita da Bloomberg, che rispecchia un alto livello di trasparenza nelle cinque aree oggetto dell’analisi”.
Leonardo, per la prima volta nel Gender-Equality Index, sottolinea di aver ottenuto il massimo punteggio sulla comunicazione delle informazioni, “un impegno per la trasparenza nei confronti degli investitori e di tutti gli stakeholder”. Anche per Falck Renewables è un esordio, così come Iren, mentre il gruppo Hera è stato incluso per la seconda volta consecutiva.
Stesso risultato per Enel che ottiene conferma anche per Endesa, società spagnola controllata dal gruppo. L’inserimento nel Gei, dichiara Guido Stratta, direttore People and Organization di Enel, “dimostra che il principio della diversità di genere, integrato nella nostra operatività quotidiana a livello globale, contribuisce a creare valore a lungo termine per tutti i nostri stakeholder ed è quindi un driver fondamentale per il nostro modello di business sostenibile”.
Infine, Terna è stata confermata per il terzo anno consecutivo, migliorando “lo score dello scorso anno e la performance, superiore alla media sia per quanto riguarda le societa’ incluse nell’indice, sia con riferimento al sottoinsieme delle aziende del settore utilities”. Snam, dentro per il secondo anno consecutivo, ottiene un punteggio totale di 71,21% e un miglioramento dello score “di 2,1 punti percentuali rispetto allo scorso anno”.