Usa, Incyte punta sui trial made in Italy e investe 25 milioni nella ricerca

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Una giovane industria farmaceutica californiana (un miliardo di fatturato, il 60% reinvestito in R&D), focalizzata su terapie innovative destinate a tumori rari ematologici, che ha scelto l’Italia come roccaforte della sua attività di ricerca, investendo 22 milioni in studi clinici company sponsored nel 2017-19 e 2,3 milioni in progetti no profit. È la biofarmaceutica Incyte, la cui mission dichiarata è quella di fornire terapie ‘best in class’ in aree dove permangono bisogni clinici insoddisfatti. Il punto giovedì scorso a Milano in un incontro con i media. Nel 2018 Incyte ha avviato nei nostri centri di eccellenza, rigorosamente selezionati in tutta Italia, 12 studi (di fase I, II, e III), cui si aggiungono 13 trial che partiranno entro la fine dell’anno e altri 19 progetti indipendenti. Per un totale di 100 ricercatori coinvolti (64 ematologi e 36 oncologi). “Delle 1200 persone impiegate in Usa e in Europa – spiega Giancarlo Parisi, amministratore delegato di Incyte Italia – la metà sono scienziati e ricercatori. Abbiamo 20 molecole in pipeline su 17 target differenti, dalla mielofibrosi al linfoma follicolare, dai tumori solidi al colangiocarcinoma”. Un’attività di sviluppo clinico indirizzata su immunoterapia e targeted therapy.