Usa, la sfida dell’Olio Zucchi tra nuova filiare a New York e Nasdaq

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Oleificio Zucchi celebra i 210 anni dalla sua fondazione consolidando la propria presenza sul mercato statunitense, primo mercato estero per il suo export annunciando l’apertura di una propria filiale a New York: Zucchi 1810. La storica azienda lombarda compie il suo grande passo nel cuore della Grande Mela: Times Square. Qui, proprio pochissimi giorni fa, nel giorno della riapertura dei ristoranti e locali dopo la tempesta del coronavirus, il logo Zucchi è stato presente per 15 minuti sul maxi schermo Nasdaq: un gesto simbolico per mostrare il proprio sostegno in una giornata fondamentale per il food service e per l’economia della città. Il progetto statunitense è stato affidato alla guida di Franco Denari, manager di grande esperienza nello sviluppo del made in Italy – in particolare food – all’estero.

Zucchi, a partire dalla nuova filiale, avvia una articolata strategia di sviluppo con l’obiettivo di aumentare la presenza e il posizionamento del marchio oltreoceano, incoraggiando nel contempo una più diffusa e approfondita cultura gastronomica e nutrizionale, caratterizzata da quei valori che costituiscono il successo dell’azienda anche in Italia: qualità, trasparenza e sostenibilità. La strategia riguarderà i canali tradizionali quali ristorazione e retail con una progressiva estensione dell’offerta sui canali digitali. Circa il canale retail, in particolare, gli obiettivi della filiale si fonderanno su quattro punti cardine: ampliamento della distribuzione su scala nazionale, consolidando i rapporti esistenti con importanti partner retail; presidio progressivo di ogni singolo Stato americano, creando relazioni e collaborazioni con i distributori locali; costruzione di sinergie e partnership con i retailers “premium”, specializzati in particolare nei prodotti di alta qualità e made in Italy; investimenti nella digitalizzazione e vendita online per creare un vero contesto omnichannel, che metta i consumatori al centro e offra loro diversi punti di contatto con il brand.

Per quanto riguarda la ristorazione, è il canale che, in particolare negli Stati Uniti, ha sofferto più di tutti, e che in questa fase di graduale ripartenza si trova ad affrontare un profondo ripensamento della propria offerta. Un cambiamento difficile, che presenta però nel contempo anche grandi opportunità: la pandemia, infatti, costringendo gli americani a cucinare di più in casa, ne ha modificato fortemente le abitudini di consumo alimentare, spostando l’attenzione su aspetti qualitativi e nutrizionali fino ad oggi rimasti in secondo piano e su una maggiore ricerca di contenuti esperienziali nel consumo dei pasti. Proprio in quest’ottica, Oleificio Zucchi è pronto a supportare il food service in questo nuovo approccio, fondato sulla ricerca di materie prime d’eccellenza, e sull’alto valore aggiunto della tradizione alimentare italiana anche in termini salutistici. Zucchi 1810 sta già lavorando a fianco dei ristoratori per supportarli nella costruzione di nuovi contenuti ed esperienze gastronomiche, in grado di coinvolgere e allo stesso tempo formare i clienti sulla cultura dell’olio e della buona tavola.

“È in questo profondo cambiamento culturale che l’unicità di Zucchi si rivela una carta vincente: investendo nella diffusione della cultura dell’olio, l’azienda ha fatto della trasparenza e della sostenibilità i suoi capisaldi, e si è posta da subito come partner affidabile ed esperto”, commenta Franco Denari, executive chairman di Zucchi 1810, “Raccontando la nostra storia, vogliamo portare i consumatori americani a sviluppare una maggiore consapevolezza dei prodotti che utilizzano, spronandoli a ricercare l’eccellenza sotto tutti i punti di vista e a concepire il cibo come esperienza a 360 gradi”. “In questa fase cruciale per le abitudini di consumo alimentare, è importante per noi cogliere la sfida del mercato americano, scegliendo un ruolo da protagonisti attivi e promuovendo il made in Italy”, aggiunge Alessia Zucchi, amministratore delegato di Oleificio Zucchi.

L’azienda nasce nel 1810 in un frantoio del lodigiano. Nel 1922 viene introdotto il processo di raffinazione e a fine anni ’50 avviene l’ingresso nel mercato dei consumi alimentari di massa. Negli anni ’90 arriva il trasferimento dello stabilimento nell’attuale sede, sull’asta del canale navigabile di Cremona, in un’area di 80mila metri quadrati, con una capacità produttiva che è cresciuta fino a 1 milioni e 500mila litri al giorno confezionati, nove linee altamente automatizzate, una tecnologia d’avanguardia e un’ampia distribuzione. Oltre a tutto ciò si è sviluppato, negli ultimi anni, un laboratorio di Ricerca e Sviluppo dotato di un gruppo interno di blendmaster per l’esecuzione di continui panel test. Per mantenere la qualità dell’olio costante nel tempo inoltre è stata anche creata la “cantina dell’olio”, la più grande struttura di stoccaggio condizionata in Italia (con 16 gradi costanti), in grado di conservare circa 4800 tons di olio extravergine di oliva mantenendone inalterate le caratteristiche organolettiche.