Usa, l’italiano Marchi alla guida della missione “Lucy” per lo studio degli asteroidi nell’orbita di Giove

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Si chiama Lucy la missione della Nasa destinata a visitare in oltre un decennio ben otto asteroidi troiani e partita all’alba del 16 settembre per un viaggio di oltre sei miliardi di km partendo a bordo del razzo Atlas V 401. Fra gli scienziati presenti al lancio a Cape Canaveral, in Florida, c’era anche l’italiano Simone Marchi, astrofisico originario di Lucca, con laurea e dottorato conseguiti a Pisa, oggi ricercatore alla Space Science and Engineering Division del Southwest Research Institute di Boulder del Colorado e deputy project scientist della missione (avviata nel 2014), oltre che autore del logo della missione. “Lucy compirà incontri ravvicinati con numerosi asteroidi, a una distanza tra i 400 e 1000 km a seconda dell’asteroide” spiega Marchi al magazine on-line dell’Inaf. “Una lista davvero lunga: basti pensare che Lucy visiterà un numero di asteroidi pari circa a quelli più vicini alla Terra visitati complessivamente sino a oggi”.

“Gli asteroidi troiani – aggiunge – hanno la peculiare caratteristica di essere divisi in due grandi gruppi che seguono e precedono Giove lungo la sua orbita attorno al Sole. Lucy visiterà entrambi i gruppi, separati da 1300 milioni di km. Con queste distanze da coprire, e con il gran numero di asteroidi da visitare, Lucy si limiterà a sorvolare gli asteroidi troiani prescelti. I primi quattro troiani saranno visitati nel 2027-2028 e gli ultimi due nel 2033”.

Si chiamano Eurybates, Polymele, Leucus, Orus, Patroclus, Menoetius. Nel 2020 è stato scoperto un piccolo satellite di Eurybates, chiamato Queta, in onore dell’atleta messicana Enriqueta Basilio, prima donna ad accendere il calderone olimpico. Lucy sorvolerà anche un piccolo asteroide della Fascia principale, Donaldjohanson, dal nome di uno degli scopritori dell’ominide Lucy. Per Marchi il preferito è Eurybates: “Questo asteroide sembra possedere una composizione rara tra i troiani, ed è il sopravvissuto di una collisione che distrusse un asteroide progenitore più grande. Sappiamo che le collisioni sono un processo fondamentale per l’evoluzione degli asteroidi, ed è la prima volta che un asteroide generato da una distruzione catastrofica verrà osservato da vicino”.