Usa, oggi mercati chiusi per il Thanksgiving Day

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Il Ftse Mib segna +0,36%, il Ftse Italia All-Share +0,34%, il Ftse Italia Mid Cap +0,22%, il Ftse Italia Star +0,43%.  Mercati azionari europei in rialzo: DAX +0,6%, CAC 40 +0,3%, FTSE 100 +0,3%, IBEX 35 +0,2%.  Le chiusure di ieri a Wall Street: S&P 500 -0,01%, Nasdaq Composite +0,26%, Dow Jones Industrial +0,01%. I future sui principali indici USA attualmente sono in rialzo dello 0,2 per cento circa. Oggi Wall Street rimarrà chiusa per la festività del Thanksgiving Day. Il Giorno del ringraziamento è una festa di origine cristiana osservata negli Stati Uniti d’America e in Canada in segno di gratitudine per la fine della stagione del raccolto.

In verde Tokyo con il Nikkei 225 che chiude a +0,49%. Deboli le borse cinesi: a Shanghai l’indice CSI 300 termina a -0,59%, a Hong Kong l’Hang Seng a -0,04% circa.  Euro in leggero recupero contro dollaro dopo l’affondo di ieri a 1,0568, minimo da aprile. EUR/USD al momento oscilla in area 1,0605. 

Mercati obbligazionari europei poco mossi in avvio. Il rendimento del BTP decennale rispetto alla chiusura precedente scende di 1 bp all’1,43%, anche quello del Bund cede 1 bp allo 0,47%. Lo spread è quindi stabile a 96 bp.

Borse asiatiche

Mercati asiatici in ripresa. Dopo una seduta sostanzialmente piatta per Wall Street la piazza di Tokyo torna a guadagnare dopo due giornate di perdite. Il Nikkei 225 avvicinatosi a quota 20.000 punti segna un progresso dello 0,49% al termine degli scambi, grazie ai guadagni dei big dell’auto (Toyota, Honda e Nissan hanno tutte chiuso con progressi superiori all’1%).

Mercoledì il governo del Giappone ha lasciato invariato l’outlook sull’economia del Paese, dopo che nei due precedenti bollettini mensili l’aveva peggiorato, dichiarando che il Sol Levante continua a proseguire nel suo cammino di moderata ripresa. In realtà l’esecutivo nipponico ha peggiorato l’outlook per quanto riguarda gli investimenti privati, dopo avere recentemente migliorato quello sulle importazioni. L’esecutivo ha riconosciuto ancora alcune aree di “debolezza”, come produzione ed export, ma non ha peggiorato la visione complessiva che rimane, comunque, quella dello scorso mese per una situazione dell’economia non tanto lontana da quella dell’ottobre 2014, giusto prima che la Bank of Japan varasse l’ultimo incremento nel piano di quantitative easing. Intanto martedì il governo aveva annunciato che dal prossimo esercizio i salari minimi verranno innalzati del 3% annuo.

Migliore indice asiatico della seduta è stato il Kospi di Seoul, apprezzatosi dell’1,06% al termine degli scambi. Giornata positiva anche per Sydney grazie però al rally dei titoli finanziari (Commonwealth Bank of Australia, Westpac, National Australia Bank e Australia New Zealand Banking hanno tutte segnato guadagni superiori all’1%), visto che il settore delle materie prime ha perso l’1,1% (Bhp Billiton ha sfiorato un crollo del 4%).

L’S&P/ASX 200 ha quindi segnato un progresso dello 0,33% a fine seduta. La giornata è invece stata in altalena per i mercati cinesi, inizialmente sostenuti dai titoli di immobiliare e materie prime. A circa un’ora dalla chiusura Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono tra lo 0,40 e lo 0,60% mentre è di circa lo 0,70% la flessione dello Shenzhen Composite. In negativo, ma più vicino alla parità, anche l’Hang Seng di Hong Kong.

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta poco mossi alla vigilia del Thanksgiving. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,01%, il Nasdaq Composite lo 0,26% mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,01%.

In giornata sono stati diffusi una raffica di dati macroeconomici. A ottobre gli ordini di beni durevoli hanno fatto registrare una crescita del 3% su base mensile dopo il -1,2% rilevato in settembre. L’indice “core” è cresciuto dello 0,5% dal -0,3% della rilevazione precedente. Gli ordini esclusi i mezzi per la difesa sono cresciuti dello 0,2%. Nello stesso mese le spesa per consumi personali relativa è risultata pari a +0,1% su base mensile, risultando inferiore alle stime degli addetti ai lavori (+0,2%) ma in linea con la rilevazione precedente.

Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 20 novembre si sono attestate a 260 mila unità, inferiori sia alle attese (273 mila) che al dato rilevato la settimana precedente (272 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione si attesta a 2,207 milioni, superiore ai 2,164 milioni attesi.

L’Indice Prezzi Abitazioni pubblicato dalla Federal Housing Finance Agency (FHFA) è cresciuto dello 0,8% nel mese di settembre, oltre le attese degli addetti ai lavori fissate su un incremento dello 0,5%. Su base annuale l’indice è salito del 6,1%.

Markit Economics ha comunicato la stima flash di novembre dell’indice PMI dei Servizi: la lettura si è attestata a 56,5 punti in crescita rispetto a quella del mese precedente, pari al 54,8, indicando una solida espansione della crescita, sui livelli massimi da aprile. Gli esperti dell’Università del Michigan e di Reuters hanno rivisto al ribasso la stima preliminare dell’indice sulla fiducia dei consumatori statunitensi del mese di novembre a 91,3 punti dai 93,1 della prima lettura risultando tuttavia in crescita dagli 90 punti di ottobre. Le aspettative degli analisti erano fissate su un indice pari a 93,1 punti. Le vendite di nuove abitazioni sono cresciute in ottobre del 10,7% rispetto al mese precedente, attestandosi a 495 mila unità (consensus 550 mila), in netto aumento rispetto alle 447 mila unità della rilevazione precedente.

Sul fronte societario Deere +4,91%. Il produttore di macchine agricole ha annunciato una trimestrale superiore alle attese. Nel quarto trimestre l’utile è calato a 351,2 milioni di dollari (1,08 dollari per azione) da 649,2 milioni dello stesso periodo di un anno prima mentre i ricavi sono diminuiti del 25% a 6,715 miliardi. Gli analisti avevano previsto un Eps di 0,75 dollari su ricavi per 6,109 miliardi.

Guess +6,76%. L’utile del gruppo di abbigliamento nel terzo trimestre è diminuito meno del previsto a 0,15 dollari per azione da 0,24 dollari di un anno prima e contro gli 0,11 dollari indicati dal consensus.

Hp -13,59%. Il produttore di pc e stampanti ha annunciato una trimestrale inferiore alle attese e fornito un outlook deludente. Nel quarto trimestre i ricavi sono calati più del previsto a 25,7 miliardi di dollari (-9%) contro i 26,36 miliardi indicati dal consensus. L’utile per azione adjusted è diminuito a 0,93 dollari da 1,06 dollari di un anno prima (consensus 0,97 dollari). Per l’esercizio in corso la società stima u n utile per azione rettificato tra 1,59 e 1,69 dollari contro gli 1,70 dollari indicati dal consensus.

Europa

Le principali Borse europee hanno aperto la seduta poco mosse. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,1%, il Cac40 di Parigi lo 0,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,05%. Sulla parità l’Ibex35 di Madrid.

La seduta rischia di offrire pochi spunti a causa della chiusura dei mercati americani per la festa del Ringraziamento. In Spagna nel terzo trimestre il Pil è cresciuto dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, in linea con le attese e con la precedente rilevazione. Rispetto allo stesso periodo del 2014 il Pil è cresciuto del 3,4%, in linea con le attese ma in miglioramento rispetto alla rilevazione precedente (+3,1%).

Italia

Piazza Affari ha chiuso in deciso rialzo, ieri, con gli investitori che scommettono forte sulle prossime mosse della Banca centrale europea, che si riunirà il prossimo 3 dicembre.

L’attesa per un ampliamento del quantitative easing in salsa europea ha fatto scivolare il cambio euro/dollaro sotto 1,06, ai minimi degli ultimi sette mesi, mentre i rendimenti dei titoli di Stato hanno ripreso la parabola ribassista. In mattinata il Tesoro aveva collocato Ctz biennali ad un tasso negativo dello 0,095%, il nuovo minimo storico. Molto sostenuta la domanda che ha superato di ben 5,25 volte l’ammontare offerto. Oggi si replica con i Bot a 6 mesi, mentre domani sarà la volta dei Btp a 5 e 10 anni.

In una raffica di dati macro arrivati dagli Stati Uniti, che hanno anticipato il lungo weekend del Thanksgiving Day, e tra le tensioni geopolitiche che restano elevate l’indice Ftse Mib ha chiuso la seduta con un rialzo dell’1,87% a 22.359 punti.   

I dati macro attesi oggi
Giovedì 26 novembre 2015

USA Mercati chiusi per festività;

09:00 SPA PIL (finale) T3;

10:00 EUR M3 dest.  ott;

13:00 GER Indice GfK (fiducia consumatori) nov