L’Istituto Rizzoli di Bologna, premiato all’American Academy of Orthopaedic Surgeons di New Orleans, si conferma l’ospedale ortopedico più premiato al mondo.
E il chirurgo Cesare Faldini, direttore della Clinica ortopedica 1 del Rizzoli, ricevendo anche quest’anno due riconoscimenti dall’accademia americana si conferma l’ortopedico più premiato, con 34 premi ottenuti negli ultimi 13 anni.
“Non è sempre facile, considerando che competere con istituzioni che possono vantare più finanziamenti ed una maggiore flessibilità organizzativa è complesso, ma non impossibile: serve molto spirito di sacrificio e gioco di squadra, possiamo ritenerci fortunati grazie a medici, infermieri e tecnici che ogni giorno buttano il cuore oltre l’ostacolo: il successo scientifico richiede molto lavoro fuori orario per portare avanti progetti innovativi”, dice Faldini, aggiungendo che “questi riconoscimenti sono ossigeno in un contesto di difficoltà generale”.
“Oggi la competizione scientifica è basata anche sulla riduzione dell’invasività: uno dei premi di quest’anno – prosegue il medico – riguarda una tecnica innovativa in chirurgia del piede per ottenere l’artrodesi della caviglia con un dispositivo studiato e messo a punto proprio al Rizzoli: un esempio di traslazione dalla ricerca accademica e di laboratorio verso un dispositivo innovativo prodotto su scala industriale.
Riusciamo ad essere competitivi a livello mondiale grazie al fatto che l’Istituto è un centro che attrae da tutta l’Italia la patologia ortopedica più complessa, che desta estremo interesse in contesti dove la sanità è privata e basata esclusivamente su meccanismi assicurativi.
Negli Stati Uniti ad esempio, molti dei nostri interventi costano centinaia di migliaia di dollari e si spargono in molti centri, in Italia sono coperti dal Sistema sanitario nazionale ed è più facile concentrarli in pochi centri, così le nostre casistiche non solo destano interesse, ma vengono anche riconosciute come un patrimonio scientifico”.





































