Usa, un team italiano studierà il processo di guarigione delle ferite nello spazio

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in foto Samantha Cristoforetti

Sarà un team tutto italiano a guidare l’esperimento “Suture in Space”, che ha lo scopo di studiare il processo di guarigione di ferite chirurgiche nello spazio dato che i tempi di evacuazione verso la terra sarebbero troppo lunghi in caso di incidenti. Il test si svolgerà sulla Stazione Spaziale Internazionale durante la missione Minerva a cui partecipa l’astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale Europea Samantha Cristoforetti. L’hardware e i campioni biologici necessari per svolgere l’esperimento saranno preparati e integrati nei laboratori del Kennedy Space Center a Cape Canaveral, Florida, e trasferiti sulla ISS con lancio SpX-25 (Cargo Dragon 2) programmato per il 7 giugno 2022. Il team tutto tricolore è stato costituito dopo un progetto di ricerca durato sette anni e diretto da Monica Monici, oggi coordinatrice scientifica dell’esperimento che con Careggi Francesca Cialdai e Chiara Risaliti fanno parte del Laboratorio Congiunto ASAcampus. Quest’ultimo è nato dalla partnership tra la Divisione Ricerca di ASA – azienda di Arcugnano in provincia di Vicenza e parte del gruppo El.En, uno dei principali produttori di laser per utilizzo medicale e chirurgico a livello internazionale – con il Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche “Mario Serio” dell’Università di Firenze. Dal capoluogo toscano vengono inoltre i due chirurgi che partecipano al progetto: Desirèe Pantalone del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze e Marco Bernini dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.

L’esperimento, selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha lo scopo di valutare come nelle future missioni spaziali interplanetarie, eventuali emergenze chirurgiche, ferite, ustioni e traumi possono essere gestiti a bordo di veicoli o basi spaziali. Infatti il processo di guarigione rapida delle ferite è cruciale per la sopravvivenza e quindi è necessario studiarlo nelle condizioni tipiche dell’ambiente spaziale, cioè in microgravità. Inoltre questo studio aiuterà a comprendere meglio i meccanismi della riparazione e rigenerazione dei tessuti e a individuare strategie terapeutiche per la gestione delle ferite sia nello Spazio che a Terra. Durante gli studi per la realizzazione dell’esperimento, è stata anche sviluppata una tecnica di coltura di tessuti biologici ex. Alla fine dell’esperimento i campioni torneranno a Terra per essere ulteriormente analizzati dai ricercatori. Nei laboratori del Kennedy Space Center saranno prodotte ferite e suture sui campioni di cute, mentre sulla Stazione Spaziale Internazionale i modelli saranno inseriti in un incubatore alla temperatura di 32 gradi. Metà dei campioni sarà tolta dall’incubatore e congelata a -80 gradi dopo 4 giorni. L’altra metà invece verrà congelata dopo 9 giorni. Questo permetterà di studiare fasi diverse del processo di guarigione della ferita in condizioni di microgravità. I modelli rientreranno alla base a fine luglio e una volta a Terra l’esperimento sarà svolto in condizioni identiche a quello in volo, tranne la microgravità. Dal confronto tra i campioni si capiranno gli effetti della microgravità sul processo di guarigione della ferita. Inoltre anche l’hardware, che permette lo svolgimento dell’esperimento sulla ISS in automazione, è stato sviluppato dalla Kayser Italia di Livorno e da OHB, Bremen, Germany.

Le due aziende coinvolte El.En. e Kayser Italia sono inoltre due rappresentanti del fare italiano riconosciuti in tutto il mondo. Oggi El.En. è la capofila di un gruppo di più di 30 aziende attive in tutto il mondo che sviluppano e producono sistemi laser per la medicina, l’industria e il restauro e la conservazione del patrimonio artistico. Infatti oltre ad essere fra i pionieri dell’applicazione del laser a uso medicale, El.En. per il campo industriale produce sia sorgenti laser ad anidride carbonica che componenti per realizzare sistemi laser industriali per la lavorazione di materiali. I settori di applicazione spaziano dal taglio, marcatura e saldatura di plastica, legno, vetro, decorazione di pelli e tessuti, laser e sverniciatura laser di supporti metallici e non. Inoltre attraverso la business unit Light For Art, El.En. produce laser e sistemi per il restauro conservativo di opere d’arte. In questo settore l’azienda ha spesso avviato iniziative di mecenatismo per la tutela del patrimonio artistico in tutto il mondo. El.En. è stata fondata a Firenze nel 1981 da Leonardo Masotti, ingegnere e docente di elettronica all’Università di Firenze con la collaborazione di Barbara Bazzocchi, sua moglie, e di Gabriele Clementi, uno dei migliori allievi del docente. L’idea di partenza era quella di trasformare i risultati delle ricerche in prodotti e brevetti vendibili sul mercato.

Il nome El.En. deriva da electronic engineering. Il primo sistema laser medicale viene realizzato nel 1983. El.En. è la prima azienda al mondo a realizzare laser medicale per la stimolazione. Negli anni successivi la gamma dei prodotti si amplia, sempre rimanendo nell’ambito della tecnologia laser, con nuove applicazioni per il settore medicale e con l’avvio della produzione di sistemi laser per l’industria. Il vero sviluppo dell’azienda avviene però negli anni novanta, con la costituzione di marchi ai diversi settori (Deka per il settore medicale e El.En. per la produzione di sorgenti laser ad anidride carbonica e sistemi di scansione a galvanometri) e l’avvio della produzione di sistemi laser industriali per il taglio dei metalli. Entrano inoltre a far parte del gruppo la Valfivre, la Quanta System, Ot-las, e Asa ed è fondata la Cutlite Penta che produce sistemi industriali di taglio dei materiali. Nel 2000 l’azienda è quotata in borsa e inizia l’espansione all’estero con l’acquisizione della Cynosure e della Lasercut, entrambe negli Stati Uniti, Asclepion in Germania. Invece la Kaiser Italia è una società privata indipendente di ingegneria dei sistemi aerospaziali di proprietà della famiglia Zolesi. È stata costituita nel 1986 e dal 1995 è di proprietà totalmente italiana e si occupa principalmente di progettazione, sviluppo, produzione e collaudo di sistemi e componenti utilizzati per attività di ricerca scientifica e tecnologica a bordo di piattaforme spaziali, tra cui la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e l’azienda ha giocato un ruolo significativo nel completamento di oltre 50 missioni spaziali con più di 100 payload. Situata nella campagna di Livorno, il quartier generale dell’azienda è organizzato in 5.000 metri quadrati fra uffici, sale riunioni, sala conferenze, laboratori, camera bianca, area di produzione, ispezione e integrazione, e un User Support Operation Center (USOC) per il supporto all’esecuzione di esperimenti con gli astronauti a bordo della ISS. Inoltre è stata la prima azienda al mondo a spedire nello spazio i vitigni di Sassicaia. Infatti nel 2005 attraverso la missione dell’Agenzia spaziale europea, guidata dall’astronauta italiano Roberto Vittori – partita dal Kazakhistan -, parte di quei preziosi filari sono arrivati nello spazio allo scopo di studiare gli effetti dell’assenza di gravità sui meccanismi biologici delle piante.