Usura, meeting della consulta nazionale San Giovanni Paolo II a Napoli: Con la pandemia il fenomeno è peggiorato

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in foto Luciano Gualzetti, presidente della Consulta nazionale Antiusura 'San Giovanni Paolo II'

“La pandemia ha esasperato problemi che c’erano già prima e c’è molta preoccupazione perché gli Osservatori hanno registrato un aumento dei poveri e dell’indebitamento ma le denunce sono ancora basse e dunque quando il fenomeno resta sommerso è ancora più difficile intervenire”. E’ l’allarme lanciato da Luciano Gualzetti, presidente della Consulta nazionale Antiusura ‘San Giovanni Paolo II’ in occasione del convegno nazionale che si è svolto a Napoli e che ha affrontato i temi dell’usura e del sovraindebitamento. I numeri dicono che nel 2020 sono stati 5.065 gli ascolti, 663 le posizioni istruite e sono stati erogati 17.261.362 euro con la garanzia dei fondi statali, dati che mostrano “la capacità di resilienza” delle Fondazioni durante la pandemia che “nonostante le limitazioni incontrate e le condizioni avverse di varia natura hanno messo in campo processi di ascolto approfonditi”. In 25 anni di attività le Fondazioni associate, ad oggi 32, hanno effettuato 144.065 ascolti, istruito 22.659 posizioni ed erogato 472.655.946 euro. “Molte attività – ha sottolineato Gualzetti – sia al nord che al sud si sono interrotte e hanno impedito alle persone di avere un reddito sufficiente, senza dimenticare che molte lavoravano in nero e dunque non potevano nemmeno accedere ai ristori del Governo. Una situazione che ha reso ancora più favorevoli le condizioni per chi mette in circolazione denaro facile che chiede poi tassi altissimi di interesse ma soprattutto punta a controllare il territorio attraverso quello che è stato definito come welfare criminale che crea dipendenza e ‘riconoscenza’ per cui poi un commerciante, un’azienda sono tenuti ad assumere un affiliato e a restituire il favore”. Durante il convegno è stata sottolineata la forte collaborazione tra la Consulta, la CEI e le Fondazioni associate così come il rafforzamento del dialogo e dei rapporti con il ministero dell’Economia e delle Finanze, e in particolare con la direzione V del Dipartimento del Tesoro, e con il ministero dell’Interno e le Prefetture sui territori.