Vaccini, ‘protezioni’ ad hoc anche per adulti

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Riva del Garda, 19 ott. (AdnKronos Salute) – La prevenzione non ha età. I vaccini infatti non solo ‘una cosa da bambini’ ma “contrariamente a quanto si pensa, in alcuni casi, sono utili a tutte le età, dalla nascita all’età adulta, fino a quella anziana”. Parola di Michele Conversano, direttore del Servizio di igiene pubblica della Asl di Taranto, che, in occasione del 51.esimo Congresso nazionale della Società italiana di igiene (Siti), in corso a Riva del Garda, fa il punto sulle vaccinazioni utili nelle diverse ‘tappe’ della vita.

“Partendo dagli anziani – spiega all’Adnkronos Salute – che devono essere vaccinati perché, per il fenomeno dell’immunosenescenza, corrono il rischio di ammalarsi di più e avere maggiori complicanze. Vanno immunizzati contro l’influenza, ma anche contro le malattie pneumococciche o contro l’herpes Zoster. Spesso devono ripetere vaccinazioni fatte durante la loro vita che non hanno una durata ‘eterna’, per esempio contro difterite-tetano-pertosse, in modo da proteggere se stessi e chi sta loro intorno. Così come – aggiunge – ci sono categorie di pazienti, di qualsiasi età, che a causa delle loro patologie qualora contraggano una malattia corrono rischi serissimi, per esempio cardiopatici, diabetici, affetti da malattie broncopolmonari, ipertesi. Questi, al pari degli anziani, hanno rischi molto maggiori di complicanze”.

“Ma ci sono anche soggetti, come gli operatori sanitari, che devono vaccinarsi sia per proteggere se stessi che i loro pazienti. E ancora: le ragazze prima dell’età fertile contro il Papillomavirus, le donne in età fertile che in previsione di una gravidanza devono essere protette contro morbillo-parotite-rosolia. A tal proposito – riferisce Conversano – ci capitano ancora dei casi di rosolia congenita al secondo parto, cosa inconcepibile in un paese come l’Italia nel 2018. Importante è poi la vaccinazione durante la gravidanza, come quella contro difterite-tetano-pertosse, in grado di proteggere sia la mamma che il bambino, cosi come quella antinfluenzale”.

“Per questo – sostiene l’esperto – è necessario creare rapporti più stretti non solo con i medici di medicina generale, principali interlocutori di queste persone, ma anche con gli altri specialisti, dai ginecologi ai chirurghi. Bisogna entrare negli ospedali e ragionare con i colleghi specialisti. Questo è proprio uno dei compiti degli igienisti che, secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale, hanno la responsabilità di tutto il calendario vaccinale, dalla nascita all’età anziana”, conclude.