Vaccino anti-pertosse in gravidanza protegge bebè

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Roma, 29 ott. (AdnKronos Salute) – Vaccinare le future mamme contro la pertosse, per proteggere i loro bebè non appena verranno alla luce. Questa malattia, infatti, contratta da un adulto può essere trasmessa ai neonati non ancora sottoposti a vaccinazione. E i primi mesi di vita rappresentano il periodo senza protezione in cui sono maggiori i rischi di sviluppare l’infezione e le complicanze serie a carico delle vie respiratorie e del sistema cerebrale, ognuna delle quali può essere fatale.

Vaccinare i neonati alla nascita non è da considerare un’opzione applicabile e valida, poiché il sistema immune alla nascita e per almeno 2 mesi dopo non è in grado di produrre anticorpi. La strategia migliore è dunque l’immunizzazione materna con vaccino somministrato durante la gravidanza o in allattamento. E a sposare questo principio è il nuovo ‘Position paper’ emanato dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), riunita in congresso a Roma.

Effettuata in gravidanza, tendenzialmente durante il terzo trimestre – recita il paper – la vaccinazione stimola la produzione di anticorpi materni che vengono trasmessi al feto mediante passaggio transplacentare. Tale pratica risulta sicura e altamente efficace nel proteggere dalla pertosse i nati: non vi sono evidenze – correlate a tale immunizzazione materna – di rischi per la donna, né di aumento di complicanze ostetriche e/o perinatali; non vi sono effetti avversi per il feto né per il neonato che, al contrario, risulterà protetto grazie al passaggio transplacentare delle immunoglobuline materne in epoca prenatale. In concomitanza con la vaccinazione anti-pertosse, gli esperti consigliano anche quella contro l’influenza, la cui stagione sta per iniziare.