Vaccino Pfizer, esaurite le scorte: a Napoli somministrazione agli over 80 sospesa fino al 3 marzo

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(foto da Pixabay)

Oggi ultimo giorno di somministrazione dei vaccini a Napoli per le persone con oltre 80 anni. Lo apprende l’Ansa dall’Asl Napoli 1. La disponibilita’ dei vaccini Pfizer e’ infatti al limite e quindi le dosi che restano saranno utilizzate per completare le immunizzazioni del personale sanitario in scadenza dai 21 giorni dalla prima dose. La vaccinazione degli anziani dovrebbe riprendere dal 3 marzo con i nuovi arrivi. Finora sono state vaccinate a Napoli poco più di 9000 persone over 80.

Campagna inefficace. Tavella (Cgil) chiama alla mobilitazione
Dubbi sulla campagna vaccinale mirata agli ultraottantenni in Campania erano stati sollevati in mattinata dal segretario generale regionale del sindacato pensionati Spi Cgil, Franco Tavella. “Ad oggi infatti – aveva rilevato Tavella – dei trecentosettemila ultraottantenniresidenti in Campania, soltanto 190mila si sono registrati sulla piattaforma. Centodiecimila anziani che hanno, quindi, diritto alla vaccinazione non hanno fatto accesso alla procedura”. “Si tratta di capire, dunque – secondo Tavella – come intercettare e coinvolgere una così ampia platea che ha notoriamente un grado di rischio molto elevato. Riteniamo urgente, utile ed opportuno che si recuperi un ruolo attivo e protagonista dei Comuni, dei medici di famiglia e delle Asl. Gli uffici anagrafe comunale delle Asl e dei Comuni hanno, infatti, disponibili i dati sufficienti per interloquire con i numerosi anziani non ancora prenotati”. “La sovente condizione di solitudine che interessa molti ultraottantenni – aggiunge Tavella – potrebbe determinare una mancanza di informazione adeguata che permetta loro di accedere alla campagna vaccinale. Si aggiunga, inoltre, che la procedura informatica può rappresentare un ostacolo per i tanti anziani privi di smartphone o di computer”. “Lo Spi Cgil – conclude Tavella – ha già messo a disposizione le proprie strutture per aiutare gli anziani in difficoltà, sarebbe opportuno che si affiancasse a questa nostra iniziativa un protagonismo istituzionale che veda presenti i Comuni, con i propri uffici anagrafe e i propri servizi sociali e le Asl che, unitamente ai medici di medicina generale, sono in possesso delle anagrafi sanitarie. Occorre quindi una vera e propria mobilitazione istituzionale trattandosi di una profilassi che assume per gli anziani la caratteristica di un ‘salvavita’”.