Vaiolo delle scimmie dopo un viaggio in Africa, primo caso nel Casertano. 15 mila casi nel mondo

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Primo caso di Vaiolo delle scimmie nel Casertano. Si tratta di un italiano che lavora nella base Us Navy di Gricignano d’Aversa e che nelle scorse settimane avrebbe effettuato un viaggio in Africa e che avrebbe manifestato qualche sintomo al ritorno a lavoro. La positivita’ e’ stata accertata dall’ospedale Cotugno di Napoli il 18 luglio scorso. Da informazioni che l’Asl di Caserta ha ricevuto dal responsabile medico della base Us Navy, e’ emerso che il paziente sta migliorando ed e’ in isolamento presso il presidio sanitario della base statunitense.

I CONTAGI CONTINUANO A CRESCERE. “In poco più di due mesi l’epidemia globale di vaiolo delle scimmie in paesi non endemici è arrivata a più di 15.000 casi, di cui oltre due terzi segnalati nella regione europea dell’Oms. Il 23 luglio scorso il direttore generale dell’Oms- si legge nel sito dell’Organizzazione mondiale della sanità- ha stabilito che questo focolaio multinazionale costituisce un’emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale, il più alto livello di allerta ai sensi del Regolamento Sanitario Internazionale”. Ma non solo. Ieri, ricorda Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, è stato raggiunto “il record di diagnosi di monkeypox nel mondo: 1.700 casi in un solo giorno. I dati epidemiologici dicono che i casi riguardano prioritariamente una popolazione abbastanza ristretta: maschi, tra i 20 e i 40 anni che si sono contagiati preferenzialmente per via sessuale o per contatto diretto. È urgente raccomandare la vaccinazione e altri provvedimenti preventivi a queste persone”.

TRA SINTOMI NON SOLO ERUZIONE CUTANEA. A chiarire alcuni malintesi sul monkeypox partendo proprio dalla sintomatologi è Cristina Mussini, professore Ordinario di Malattie Infettive e direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che sul sito dell’Oms racconta che i casi esaminati “non presentavano necessariamente l’eruzione cutanea (ulcere anali, genitali e orali), considerata il sintomo tipico del Vaiolo delle scimmie, il che evidenzia la necessità per le persone di consultare rapidamente un medico e di sottoporsi al test”. Possono esserci anche persone infettate senza ulcere visibili e con i linfonodi ingrossati. “Alcuni dei nostri pazienti che sono risultati positivi al Vaiolo delle scimmie avevano febbre, infiammazione del colon e del retto, mentre altri avevano lesioni simili a vesciche sul mento, sul torace e sullo stomaco”, riferisce Mussini.

NON È UNA MALATTIA ASSOCIATA AD ALCUNA COMUNITÀ. Sebbene la maggior parte dei casi esaminati dai clinici siano stati tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), i medici sottolineano che questa non è una malattia esclusiva degli uomini gay e che nessuno stigma di conseguenza dovrebbe essere allegato ad esso.