Vavuso batte De Chirico e Dalì. Exploit all’asta internazionale dell’artista che cura il museo di Arti Grafiche Boccia

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in foto: particolare dell'opera di Vincenzo Vavuso venduta dalla casa d'aste Picenum di Cingoli

Un suo quadro è stato battuto recentemente dalla casa d’aste Picenum di Cingoli a circa 10 mila euro risultando tra le dieci opere meglio vendute. Il che non sarebbe una gran notizia se non fosse per il fatto che alla stessa prestigiosa asta internazionale partecipavano opere di alcuni tra i più grandi e celebrati artisti di questo e dello scorso secolo. Basti dire che tra gli italiani, solo per citarne alcuni, si va da De Chirico a Guttuso, da Pomodoro a Rotella, da  Capogrossi a Schifano; mentre, tra gli stranieri, non mancavano le opere di mostri sacri dell’arte contemporanea come Dalì e Topor, Warhol e Vasarely, Oppenheim e Christo, fino al cinese Hsiao Chin i cui dipinti sono venduti regolarmente da Sotheby’s a centinaia di migliaia di euro. Ebbene: la gran parte dei dipinti e delle sculture di questi acclamati maestri ha riscosso meno interesse (e meno propensione all’acquisto) di quello generato dall’opera di Vincenzo Vavuso.
Parliamo dell’artista campano (nato a Caserta ma residente da anni a Salerno) la cui notorietà è legata anche a un progetto fortemente innovativo promosso per i 60 anni delle Arti Grafiche Boccia, azienda che fa capo a Vincenzo Boccia, attualmente anche presidente della Luiss, dopo essere stato il numero uno di Confindustria: progetto che consisteva, come spiegò lo stesso artista, “nel conferire valore agli scarti di carta resi dalle rotative, trasformandoli in vere e proprie opere d’arte”. “Dagli scarti all’arte” è diventato, infatti, lo slogan distintivo delle Arti Grafiche Boccia, i cui spazi aziendali si stanno trasformando, sotto la regia di Vavuso, in “un museo diffuso di opere d’arte tratte dagli scarti di carta grazie alla creazione di un laboratorio che sarà messo a disposizione di pittori e scultori”.

in foto Vincenzo Boccia e Vincenzo Vavuso

Oltre che per aver legato il suo nome a una geniale operazione culturale che punta a coniugare arte, industria e ambiente, Vavuso è noto per aver realizzato, negli anni a cavallo del 2014, un ciclo di opere che va sotto il nome di “Rabbia e Silenzio”,”incentrato – si legge in una nota di presentazione – in gran parte su cromostrutture e pittosculture dal sapore realistico, con un messaggio forte e provocatorio. È l’urlo di opere parlanti  ove si assemblano pagine di libro bruciate e gualcite, o tagliate da seghe, o schiacciate da colpi di martello, o calpestate da scarponi, e via dicendo”.
Alcune di queste opere (che prefigurano una successiva serie dell’artosta, denominata Spider Art) si presentano prive di ogni supporto, con ragnatele, eseguite a mano con fusione di materiali e infine cristallizzate, che colmano lo spazio pittorico, pronte ad imprigionare fogli di libri, o meglio pezzi di cultura.
“È un grido incessante ed intenso – si legge ancora – contro l’offesa che la società attuale, travolta da idoli ingannevoli e appassita dalla Corruzione, dall’Ignoranza e dell’Indifferenza, arreca nei confronti di valori fondamentali come la Cultura e la Bellezza. Un grido che riafferma la necessità di una palingenesi umana, prima ancora che artistica. Questa è la rivoluzione che l’artista sente viva nel suo animo ed è pronto a manifestarla con tutta la sua forza”.
Dalla fine del 2016 Vavuso si è anche dedicato ad un’impresa collettiva di ampio respiro culturale e sociale, pur continuando la sua produzione artistica. E’ infatti il promotore di un Movimento, il Maric (Movimento Artistico per il Recupero delle Identità Culturali), che vuole coinvolgere pittori, scultori, letterati, poeti, musicisti, performer, attori, fotografi ed altre figure creative. “Le opere, i documenti e le iniziative che il Movimento produrrà – si afferma nella presentazione dell’iniziatova – avranno come filo comune la polemica contro l’Indifferenza e l’Ignoranza, che in questi tempi oscuri sembrano avvolgere Arte, Lettura, Letteratura, Cultura e/o la promozione dei valori che esse possono esprimere. Per questo le mostre organizzate dal movimento Maric realizzate hanno il titolo significativo di “Disarmiamo l’Ignoranza”. L’intento del Maric non è esclusivamente l’esposizione di opere d’arte o l’organizzazione di performance ed eventi artistici in sé, ma è anche quello di lasciare un segno tangibile per la collettività, come la creazione di centri artistico – culturali, laddove ce ne sia la possibilità e l’opportunità.