Vendemmia scarsa pesa su prezzo vino?

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Roma, 10 set. (AdnKronos) – Un’annata bizzarra e il clima molto più caldo del solito, fanno vedere il bicchiere (di vino) mezzo vuoto. Da una parte c’è un calo della produzione, stimato del 26%, dall’altra una vendemmia che ci pone sempre al primo posto con i nostri 40 milioni di ettolitri rispetto ai 38 della Spagna e 37 della Francia. La disponibilità di meno nettare di Bacco, però, a parità di domanda, potrebbe anche farsi sentire sul prezzo, ma non è tutto così scontato. “A oggi quello che possiamo dire che ci sarà di sicuro un aumento dei prezzi dei vini generici all’origine, quindi allo stato sfuso, anche un raddoppio, per effetto di una carenza di produzione, che non è solo italiana, ma è europea e dell’emisfero sud” dice all’Adnkronos Paolo Castelletti, segretario generale Unione Italiana Vini. Che sia chiaro, però, non è detto, precisa, “non è detto che sia trasferibile a scaffale” ossia al consumatore finale. “Non sarebbe compreso dal consumatore, soprattutto per quanto riguarda i vini meno costosi. Non capirebbe perché uno da 3 euro a bottiglia, ora ne costa 6 e, quindi, non lo comprerebbe”. Anzi, “succede spesso che quando abbiamo tensioni di prezzo, la parte finale della filiera è quello che va in maggior sofferenza e ‘assorbe’ il maggior costo della materia prima, andando anche in perdita, perché altrimenti non avrebbe mercato”. Non è detto, quindi, che se il vino costa di più sarà lo stesso anche per la bottiglia. Discorso diverso per le bottiglie più blasonate come l’Amarone o il Barolo. “Il consumatore più facoltoso, con maggiori disponibilità economiche, è anche ‘più evoluto’. Capisce quindi che, se l’annata è stata scarsa, la bottiglia costerà di più – conclude Castelletti -. Su questi vini, che hanno una proiezione temporale di 3/4/5 anni, il prezzo sì penso proprio che potrebbe salire”.