Vendite estere, Sud ok Boom in Puglia: +9,4%

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Continua a calare, sia pure di poco, l’export della Campania (meno 0,7 per cento nel primo semestre di quest’anno). E’ dal 2011, allorché le vendite all’estero aumentarono, nei primi sei mesi, Continua a calare, sia pure di poco, l’export della Campania (meno 0,7 per cento nel primo semestre di quest’anno). E’ dal 2011, allorché le vendite all’estero aumentarono, nei primi sei mesi, dell’8,5 per cento, che la Campania arretra sul fronte dell’export. Più 2,6 per cento nel 2012, crescita zero l’anno scorso, sotto zero quest’anno. Eppure il dato campano, certificato in questi giorni dall’Istat, non è lontanissimo da quello medio nazionale (più 1,3 per cento) e contribuisce – grazie alla straordinaria performance della Puglia (più 9,4 per cento) – a fare del Mezzogiorno l’area del Paese che ha tenuto meglio, assieme a quella nord orientale, sul fronte delle esportazioni. Se nei primi mesi dell’anno le vendite all’estero del Mezzogiorno sono cresciute, nel complesso, del 2,4 per cento, e quelle dell Nord Est del 3,4, nel Nord Ovest e nel Centro l’export è aumentato nel primo caso delll’1,2 e nel secondo dello 0,6 per cento. Nel Sud è la Puglia (che con il suo più 9,4 è la regione italiana con il più alto tasso di crescita dell’export) a volgere in positivo un risultato sul quale pesano negativamente i trend negativi di Sicilia (meno 11,1) e Sardegna (meno 11,2), penalizzate dalla crisi delle raffinerie; ma soprattutto quello della Basilicata (meno 24,6 per cento). Un bottino, quello pugliese, nel quale conta senz’altro la ripresa, dopo mesi di stasi, dell’Ilva di Taranto, è la vendita dei prodotti in metallo (più 63,1 per cento) a far schizzare la percentuale dell’export. Quanto alle regioni del resto d’Italia va segnalata, in particolare, la ripresa del settore auto (grazie al boom dell’ export negli Usa) in virtù della quale il Piemonte ha fatto segnare una crescita delle esportazioni del 4,4 per cento; mentre è la meccanica (destinata in particolare alla Germania) a far volare l’export dell’Emilia Romagna che registra una crescita del 4,5 per cento. Considerando i Paesi di sbocco, Emilia-Romagna (più 8,4 per cento), Lombardia (più 3,1), Veneto (più 5,5) e Piemonte (più 5,1) sono le regioni che contribuiscono maggiormente all’ aumento delle vendite verso i Paesi Ue (più 4,2). Modesto, ma positivo, il contributo della Campania: più 0,3 per cento. Verso i Paesi extra-Ue, sono invece in espansione le vendite di Piemonte (più 3,5 per cento), Puglia (più 11,6) e Marche (più 5,1). La Campania segna meno 1,7 per cento. Sono sei le province che hanno innestato il turbo: Torino, Massa Carrara, Vicenza, Modena, Taranto e Bergamo. Mentre Roma, Milano, Arezzo, Cagliari e Siracusa sono quelle dove risulta più significativo il calo dell’ export. A tirare le vendite su mercati europei sono soprattutto le aree a maggior sviluppo industriale, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte.