Venerdì il Papa torna a Napoli: ospite dei Gesuiti, parlerà (ma non in pubblico) di Mediterraneo e islam

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In foto Papa Francesco

Il Papa torna a Napoli, dopo la prima visita del 21 marzo 2015, ma questa volta senza bagni di folla: venerdì prossimo Francesco si reca infatti alla Pontificia Facoltà San Luigi dei padri gesuiti, con una trasferta di poche ore, per concludere un convegno di teologia che intersecherà i temi del Mediterraneo, delle migrazioni e del dialogo con l’islam. “Fui invitato a fare da inteprete all’udienza del Papa al presidente israeliano Reuven Rivlin, che però arrivò in ritardo perché la moglie era malata, e durante l’attesa cominciai a colloquiare con Papa Francesco”, ha raccontato al Mattino il vicepreside dell’ateneo, padre Pino di Luccio: “Parlammo di diverse cose, fu un colloquio molto bello, amichevole, paterno e tra le altre cose gli parlai delle nostre attività nella sezione San Luigi della Facolta Teologica dell’Italia Meridionale, e lo invitai a venire da noi a parlarci. La prima cosa che mi disse fu: ‘Sai che non accetto questi inviti dalle facoltà teolgiche’, ma io ho insistito, ‘Proprio per questo sarebbe molto bello che lei venisse’, e lui, nel dialogo, mi fece capire che c’erano speranze. Poi arrivò Rivlin, ci fu il colloquio, e al momento di salutarle Papa Francesco ero convinto che avrebbe accettato. Un po’ di tempo dopo dalla Segreteria di Stato arrivò la conferma”. Il programma della visita, pubblicato a Napoli nelle scorse settimane, prevede che venerdì il Papa decolli dall’eliporto vaticano alle otto, e atterri alle nove al Parco Virgiliano. Francesco prenderà poi posto “in una semplicissima auto privata” per raggiungere la Casa dei Gesuiti a Posillipo, dopo aver percorso viale Virgilio, via Pascoli e via Petrarca. Ad accoglierlo è prevista la presenza del cardinale arcivescovo Crescenzio Sepe, del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, del prefetto Carmela Pagano, ma anche del superiore generale e del superiore provinciale dei gesuiti e, ovviamente, dei superiori e dei docenti dell’istituto. Il Papa, come un normale convegnista, ascolterà gli interventi della mattinata e poi interverrà a mezzogiorno. Il Pontefice pranzerà con i partecipanti al convegno, poi alle 14.45 lascerà la facoltà, il suo elicottero decollerà alle 15 da Napoli per atterrare in Vaticano alle 16. Il convegno (20 e 21 giugno 2019) ruota attorno alla Costituzione apostolica “Veritatis Gaudium”, approvata da Papa Francesco nel gennaio 2018 per riformare gli studi delle università cattoliche e delle università ecclesiastiche. Il documento firmato dal cardinale Giuseppe Versaldi è introdotto da un “promeio” dallo stile molto bergogliano, nel quale si spiega che l’obiettivo principale del documento è “imprimere agli studi ecclesiastici quel rinnovamento sapiente e coraggioso che è richiesto dalla trasformazione missionaria di una Chiesa in uscita”. Il documento indica ai teologi che, ai cambiamenti epocali, si deve rispondere con “una coraggiosa rivoluzione culturale”, basata su una “vera ermeneutica evangelica per capire meglio la vita, il mondo, gli uomini”. Per dirla con padre Di Luccio, “i criteri per il rinnovamento degli studi ecclesiastici delineano l’orizzonte per elaborare una teologia in dialogo con tutti coloro ai quali sta a cuore la cura della casa comune che è il pianeta; con coloro che sono impegnati nella costruzione di una società fondata sull’accoglienza, soprattutto delle persone emarginate e deboli, e sul rispetto delle differenze; coloro che guardano senza pregiudizi le novità delle società in cui viviamo, e desiderano capire come situarsi nel nuovo contesto culturale, rimodellato dalla convivenza sempre più consistente e diffusa di persone di religioni e culture diverse”. La mattinata prevede interventi dedicati all’arte come luogo di incontro e di dialogo tra culture del Mediterraneo (padre Jean-Paul Hernandez e Giorgio Agnisola), il discernimento come metodo di risoluzione delle “tensioni antitetiche” (padre Francisco Ramirez Fueyo), testimonianze e proposte (gli storici Sergio Tanzarella e Anna Carfora, grandi esperti tra l’altro della figura di don Lorenzo Milani), nonché il dialogo con le altre religioni, un intervento a cura di Sihem Djebbi e Meir Bar Asher incentrato sul documento sulla “Fratellanza Umana” firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019 da Papa Francesco e dal Grande Imam di al-Azhar Ahmed al-Tayeb. Di questo storico testo, il Papa stesso il 5 febbraio, nella tradizionale conferenza stampa in aereo, nel viaggio di ritorno dagli Emirati Arabi, ha spiegato che “è stato preparato con grande riflessione e anche pregando. Sia da parte del Grande Imam con la sua equipe sia da me con la mia. Abbiamo pregato tanto per riuscire a fare questo documento, perché per me c’è un solo grande pericolo grande in questo momento: la distruzione, la guerra, l’odio tra noi. E se noi credenti non siamo capaci di darci la mano, abbracciarci e anche pregare nella nostra fede, sarà una sconfitta. Questo documento nasce dalla fede in Dio che è Padre di tutti e Padre della pace. E condanna ogni distruzione, ogni terrorismo. Il primo terrorismo della storia è quello di Caino. È un documento che si è sviluppato quindi quasi in un anno: andata e ritorno, preghiere”. Venerdì il Papa concluderà la mattinata, a mezzogiorno, con un intervento intitolato “La teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo”. Il convegno si svolgerà all’aperto, nell’atrio della facoltà. “L’incontro è pubblico ma lo spazio limitato”, ha spiegato padre Di Luccio. “Diamo la precedenza a studenti e docenti della facoltà, i destinatari del convegno. È difficile dire a tante persone che probabilmente non sarà possibile incontrare il Papa: Napoli ama il Papa… d’altra parte io cerco di spiegare che si tratta di un convegno e dovremo rinunciare a tante possibilità che ci potrebbero essere”. E che i napoletani certamente avrebbero saputo apprezzare