Venezia 74, un film sui bimbi venduti: Riso prende spunto da Santa Maria Capua Vetere

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“Volevamo essere più vicini possibili alla realtà, una tragedia di cui non si parla e che persino neghiamo. Invece, anche se non ci sono numeri precisi sulle vendite dei bambini, i casi anche in Italia esistono. La storia che racconto nel film proviene da tutto questo: casi veri, intercettazioni, documenti processuali e anche per questo lo ritengo necessario per far emergere il tema” dice Sebastiano Riso di Una Famiglia, il secondo film italiano nel concorso di Venezia 74 in programma oggi, interpretato da Micaela Ramazzotti e Patrick Bruel, in sala con Bim il 28 settembre. Riso, che racconta le dinamiche tragiche di sottomissione e di plagio psicologico all’interno di una coppia che vende illegalmente i propri figli a persone che non possono averli, racconta dei colloqui e degli spunti avuti dal procuratore Raffaella Capasso che ha seguito alcuni casi quando lavorava alla procura di Santa Maria Capua Vetere. “Casi – spiega – con elementi comuni come il medico che fa da intermediario”. Cercare “alternative illegali per diventare genitori nell’ambito di una legge che lo vieta a tutti quelli che non rientrano nella categoria delle coppie eterosessuali” è una realtà.