Venezuela, Corte Suprema: “50 anni per chi tradisce la patria”

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Caracas, 16 ago. (AdnKronos/Dpa) – Il presidente della Corte Suprema del Venezuela ha proposto di aumentare da 30 a 50 anni la pena per il “tradimento della patria”. L’annuncio di Maikel Moreno, davanti all’Assemblea Costituente, ha sollevato timori di un ulteriore giro di vite contro l’opposizione.

“Ci sembra che le pene per i reati gravi che più danneggiano la società non corrispondano all’ampiezza del danno causato”, ha detto Moreno, rimarcando che al momento la pena massima per i reati di omicidio, tradimento e terrorismo è di soli 30 anni. I reati da lui elencati vengono regolarmente contestati a chi si oppone al regime del presidente Nicolas Maduro.

Eletta il 30 luglio, in un’elezione boicottata dall’opposizione, l’Assemblea Costituente non è riconosciuta dalla maggior parte della comunità internazionale. La nuova Assemblea, che ha il compito di riscrivere la costituzione, si è immediatamente proclamata superiore a tutte le altre istituzioni, compresa l’Assemblea Nazionale controllata dall’opposizione.

Intanto è stato scarcerato Wuilly Arteaga, il violinista diventato simbolo della rivolta contro il regime del presidente venezuelano. Lo ha reso noto su Twitter l’avvocato del giovane, Alfredo Romero.

Arrestato il 27 luglio mentre suonava l’inno nazionale durante una marcia di protesta a Caracas, Arteaga avrebbe subito maltrattamenti in carcere: a quanto scrive il quotidiano ‘El Nacional’, gli sono state bruciate ciocche di capelli con un accendino e un colpo in testa gli ha causato problemi all’udito dell’orecchio destro.