Verdi, Bizet e Puccini, così il San Carlo apre le porte ai cittadini stranieri

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Attraverso i più celebri passi del grande repertorio operistico il Teatro San Carlo in collaborazione con il Comune dedica una serata speciale a tutti i concittadini stranieri. Il progetto si inserisce nell’ambito delle politiche culturali messe in atto dall’amministrazione comunale volte ad una maggiore integrazione di tutte le differenti culture e rispecchia l’indole stessa della città storicamente abituata ad accogliere popoli diversi e ad interagire con essi interpretandone le influenze. Come infatti ha sottolineato l’assessore alla cultura Nino Daniele: “Da sempre la ricchezza della nostra città è generata dalla commistione interculturale. Questo è un evento memorabile che sancisce ancora una volta l’identità multietnica della città e il futuro migliore che insieme ai nostri concittadini stranieri vogliamo costruire. Un piccolo passo verso un mondo migliore in cui la cultura abbatte i muri e crea occasioni di crescita umana e civile”.

Gli artisti del Coro del Teatro San Carlo eseguiranno, accompagnati al pianoforte, martedì 28 febbraio, i cori più famosi della storia dell’opera tratti dai capolavori di Verdi, Bizet, Mascagni e Puccini. Una forte spinta per la creazione di questa serata-concerto è stata data dalle diverse associazioni sparse sul territorio che si occupano di immigrazione, in particolar modo da parte dell’Associazione Antirazzista Interetnica “3 Febbraio”, convinte che l’arte possa essere mezzo per una reciproca conoscenza tra i popoli e per una convivenza pacifica. L’iniziativa rafforza il legame sempre più stretto che il più antico teatro d’opera del mondo sta costruendo con la città e con tutti i suoi cittadini e come ha sottolineato la sovrintendente Rosanna Purchia: “il Teatro di San Carlo è molto attivo sul territorio e innumerevoli sono le iniziative che ogni anno realizziamo per rendere il nostro tempio sempre più accessibile, soprattutto a chi non ha ancora avuto modo di varcarne la soglia. Altrettanto numerose sono le attività che svolgiamo per il sociale, in uno scambio e in un dialogo continuo, che arricchisce quotidianamente tutte le istituzioni coinvolte. In tal modo si ripristina la funzione di grande aggregatore sociale che il teatro ha sempre avuto, con il vero linguaggio universale capace di abbattere qualsiasi barriera, differenza o pregiudizio: la musica”.