Versi vegetali, prima raccolta di poesie della rivista made in Napoli “Mosse di seppia”. Tema: lo spazio

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(ph. Marzia Imparato)

di Rosina Musella

A maggio è stata data alle stampe Versi Vegetali, la prima raccolta di poesie della Rivista napoletana Mosse di Seppia, a cura di Annalisa Davide. Nel 2013, l’allora diciannovenne giornalista napoletana Annalisa Davide fonda, insieme ad un amico, la rivista cartacea Mosse di Seppia, che dal 2015 dirige in completa autonomia, assistita da una redazione che oggi conta 15 giovani autori che sposano l’idea di rivalutare il cartaceo. “Promuovo fortemente il cartaceo, ma non sono contro il web. Entrambe le strade offrono opportunità, infatti abbiamo scelto due linee editoriali diverse per la rivista cartacea e la versione web, gestite entrambe dalla stessa redazione.” ci racconta Davide, anticipandoci l’avvento di una nuova rubrica web che creerà un filo diretto tra librai, editori, lettori e scrittori.
Lo scorso maggio, la casa editrice Homo Scrivens ha pubblicato la prima raccolta di componimenti realizzata dalla rivista, Versi Vegetali. Tutti gli autori di MdS hanno preso parte al progetto, resta fuori solo Yasmin Tailkah che ha però curato la traduzione di alcuni estratti del libro: un totale di cinque scritti a persona introdotti dalle interviste di Maria Neve Iervolino, che aprono delle vere e proprie finestre sulle vite degli autori.
Lo spazio e le sue coordinate, questo il principale tema che traspare dalla raccolta che “abbiamo realizzato con la stessa essenza che accomuna il lavoro di redazione”.
Nella seguente intervista Annalisa Davide ci ha raccontato del “potere ordinatore” della poesia e della stesura di Versi Vegetali.

in foto Annalisa Davide (ph. Marzia Imparato)

Come si è avvicinata alla poesia?
Più o meno tra i 12 e i 13 anni stavo vivendo un profondo dolore a seguito della perdita di mia nonna e a quell’età spesso il dolore si esprime attraverso la confusione.
All’epoca stavamo studiando Leopardi, di cui non capivo nulla, ma il fatto che una persona riuscisse a dire il proprio pensiero in una forma così compiuta e originale, con quella musicalità, mi trasmetteva una profonda libertà, nonostante tutto. Iniziai a pensare che, se anch’io avessi seguito una musica, non mi sarei persa. Così la mia confusione si espresse scarnificando i pensieri che scrivevo: partivo dalla prosa, poi man mano eliminavo parole, aggiungevo gli a capo; tutto fatto seguendo la musica, che mi rassicurava e mi aiutava a tirare fuori la mia confusione.
Da quel momento, non ho più abbandonato la poesia.

Qual è il filo che lega tutti i componimenti della raccolta?

Sono stati scelti i componimenti che trattavano due tematiche specifiche: una riflessione sullo spazio esterno, con una visione panoramica, e una riflessione sullo spazio esistenziale.
Ricordiamo che questo libro è anche il frutto del periodo di pandemia, in cui tantissimi si sono ritrovati a vivere situazioni difficili, in ambito lavorativo, personale o familiare. Non è strano, quindi, che siano nati questi componimenti con un doppio sguardo: verso l’esterno come punto di fuga e ritorno alla libertà, e verso l’interno, con scritti dai toni fortemente esistenziali.
Il libro ha rappresentato qualcosa che siamo riusciti a fare nonostante tutto ciò che è avvenuto nel 2020, la sua stesura ha costituito un attimo di evasione consapevole per noi tutti. Inoltre, il fatto che sia stato realizzato un prodotto tangibile ci ha permesso di “incontrarci” anche da lontano.

Perché Versi Vegetali?
Quando MdS fu fondato, ci rendemmo conto che Montale era il maestro comune a tutti noi della redazione. Di conseguenza, poiché avevamo deciso di seguire una linea editoriale scrupolosa, ma leggera, che trattasse certi argomenti con uno spirito giovane, di curiosità, scegliemmo il nome Mosse Di Seppia, che faceva un po’ il verso ad Ossi di Seppia di Montale.
Per il titolo della raccolta volevo ricercare lo stesso spirito di allora, perché essa ha rappresentato la chiusura e l’apertura di un ciclo. Questa volta è stato scelto Eco, che in La memoria vegetale e altri scritti di bibliofilia parla della necessità di tutelare il patrimonio letterario, perché esso deperisce come un filo d’erba che muore molto facilmente.
Era questo che volevo richiamare: l’attenzione al deperimento di questo libro, che per qualcuno magari non significa niente, ma è comunque la testimonianza di un gruppo che si sta facendo forza e coraggio, per scrivere di poesia e far sì che l’arte generi arte.

Cosa intende dire?
Vogliamo che le promozioni del libro siano momenti caratteristici in cui l’arte genera arte. Ad esempio, a settembre Versi Vegetali verrà presentato nell’ambito di una mostra di pittura e disegno realizzata da uno dei nostri autori.
O anche la possibilità che la raccolta funga da ispirazione, come avvenuto per Pasquale Brizzi, altro autore di MdS, che ha scritto un ciclo di quattro racconti horror ispirato al tema della vegetazione, anch’esso presente nel libro.
Vogliamo che il nostro lavoro perduri nel tempo, alimentando altre forme d’arte.

(ph. Marzia Imparato)