Verso le Comunali, D’Alema su Napoli e Roma: candidati sindaco non all’altezza

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Giachetti si è fotografato su Internet mentre traina un risciò su cui è seduto Renzi. Ma questa non può essere l’immagine del sindaco di Roma, neanche per scherzo. Il quadro è estremamente preoccupante. C’è una crisi della democrazia. Una caduta di partecipazione e tensione politica, di fronte alla quale i partiti, compreso il Pd, non riescono a schierare personalità all’altezza“. Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera, Massimo D’Alema, commentando quanto sta avvenendo nel partito dopo le primarie a Roma e Napoli. “Il Pd versa in una condizione gravissima – aggiunge l’ex premier -, e la classe dirigente reagisce insultando e calunniando con metodi staliniani“, “sta crescendo un enorme malessere alla sinistra del Pd che si traduce in astensionismo, disaffezione, nuove liste, nuovi gruppi. Si tratta di un problema politico e non di un complotto di D’Alema, che è impegnato in altre attività di carattere culturale e internazionale“. Sull’ipotesi scissione nel Nazareno l’esponente democratico è molto duro: “Il Pd è finito in mano a un gruppetto di persone arroganti e autoreferenziali – osserva -. Dei fondatori non sanno che farsene. Ai capi del Pd non è passato per l’anticamera del cervello di consultarci una volta, in un momento così difficile. Io cosa dovrei fare? Cospargermi il capo di cenere e presentarmi al Nazareno in ginocchio a chiedere udienza a Guerini?“.

Quanto alla possibilità di una lista a sinistra del Pd presentata dall’ex ministro Massimo Bray D’Alema spiega: “Non so cosa farà Bray. Certo non ho il minimo dubbio che la sua candidatura sarebbe quella di maggior prestigio per la Capitale, mentre qui pare tutto un giochino interno al Pd. Roma merita un sindaco di alto livello, a prescindere dall’appartenenza di partito“. Sulle primarie di Napoli, “nelle aree di voto d’opinione Bassolino è nettamente avanti – afferma D’Alema -. In altre zone è sotto di tremila voti: a proposito di capibastone e di truppe cammellate“. “Bassolino denuncia un mercimonio. Produce video che lo provano. E il presidente del partito, con il vicesegretario, rispondono che il ricorso è respinto perché in ritardo? Ma qui siamo oltre l’arroganza. Siamo alla stupidità“, aggiunge l’ex premier, secondo cui per le primarie “bisogna scrivere nuove regole, e intanto rispettare quelle che già ci sono“.