Vertice Bce a Napoli, Draghi: Misure straordinarie Scontri e proteste in città: Block Bce a Capodimonte

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Dati poco incoraggianti, quelli che emergono dalle parole del presidente della Bce Mario Draghi nel corso del suo intervento al vertice di Napoli. “I dati di Dati poco incoraggianti, quelli che emergono dalle parole del presidente della Bce Mario Draghi nel corso del suo intervento al vertice di Napoli. “I dati di fine settembre indicano un indebolimento del ritmo di crescita e dello slancio della ripresa economica nell’area dell’euro. Nel 2015 – afferma Draghi al termine del Consiglio direttivo della Bce – si dovrebbe registrare una ripresa moderata. Dopo quattro trimestri di moderata espansione, osserva il presidente della Bce, il Pil in termini reali dell’area dell’euro “è rimasto invariato tra il primo e il secondo trimestre di quest’anno”. Anche la crescita ne ha risentito, tanto che i dati delle indagini congiunturali disponibili fino a settembre “confermano l’indebolimento della dinamica di crescita nell’area dell’euro, pur rimanendo coerenti con una modesta espansione economica nella seconda metà dell’anno”. Guardando al 2015, “continuano a sussistere le prospettive per una moderata ripresa nell’area dell’euro; occorre tuttavia seguire con attenzione i fattori e le ipotesi principali che delineano questa valutazione”, spiega Draghi. La domanda interna “dovrebbe essere sostenuta dalle nostre misure di politica monetaria, dai miglioramenti in atto nelle condizioni finanziarie, dai progressi compiuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali, nonché dal calo dei prezzi dell’energia che sostiene il reddito disponibile reale”. La domanda per l’export “dovrebbe inoltre beneficiare della ripresa mondiale”. Al tempo stesso, “è probabile che la disoccupazione elevata, la cospicua capacità produttiva inutilizzata, il perdurare di un tasso di variazione negativo dei prestiti bancari al settore privato e gli aggiustamenti di bilancio necessari nei settori pubblico e privato continuino a frenare la ripresa”. Il “patto di stabilità e crescita Ue dovrebbe rimanere l’ancora della fiducia” e la “flessibilità consentita nell’ambito delle regole dovrebbe permettere ai governi di fare fronte agli oneri di bilancio per le riforme strutturali, sostenere la domanda e realizzare una composizione delle politiche di bilancio più favorevole alla crescita. Insieme all’accomodamento monetario già presente, l’attuazione determinata delle nuove misure sosterrà il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione a medio lungo termine, in linea con il nostro obiettivo di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento”. Il presidente della Bce continua, “via via che tutte le misure si trasmettono all’economia, contribuiranno a riportare i tassi di inflazione piu’ vicino al nostro obiettivo. Qualora si rendesse ancora necessario far fronte a rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato – sottolinea – il Consiglio direttivo è unanime nel suo impegno a ricorrere a ulteriori strumenti non convenzionali nel quadro del proprio mandato”. Questione acquisti Abs e di titoli di paesi con rating spazzatura come Grecia e Cipro, Draghi si dice possibilista, anche se bisogna essere molto attenti ai rischi: “Vogliamo essere più inclusivi possibili, ma con cautela, ci sono una serie di misure che attenuano rischi per gli acquisti in questi paesi così che siano risk-equivalent” a quelli di altri paesi. Draghi conferma che dopo il programma di acquisti il bilancio dell’Eurotower “arriverà alle dimensioni che aveva a inizio 2012”. In ogni caso l’attenzione deve essere sempre volta a “non vanificare gli sforzi di risanamento” portati avanti dai Paesi dell’Eurozona e bisogna continuare “a rispettare i patti Ue”. E’ in corso da questa mattina a Napoli, nella prestigiosa cornice del Museo di Capodimonte, il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea. Però, la spettacolarità del luogo che sta ospitando l’incontro è passata in secondo piano. A richiamare l’attenzione, in queste ore, è il massiccio apparato di sicurezza con cui è stato blindato l’evento. Forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa, camioncini ed elicotteri stanno presidiando tutti gli snodi chiave attorno al parco. L’obiettivo è di tenere lontani i vari movimenti di contestazione, passati sotto la denominazione “Block Bce”, che da giorni si preparavano a manifestare. Il Consiglio cade in una fase in cui gli ultimi dati macroeconomici hanno rimesso pressione alla politica monetaria. L’annuncio delle decisioni sui tassi è previsto alle 13:45. Per le 14:30, invece, il presidente Mario Draghi terrà la conferenza stampa esplicativa in una sala appositamente allestita presso l’auditorium del Museo. Se sui tassi non sono attese grandi novità, il Governatore della Bce potrebbe fornire nuovi elementi sulle diverse misure straordinarie con cui la l’istituto sta cercando di far risalire l’inflazione da livelli troppo bassi. Nella cena di gala di ieri sera, Draghi si è richiamato alla mitologia greca, paragonando le difficoltà attuali alle “fatiche” di Ercole (traendo spunto dal fatto che la cena si teneva nella Sala di Ercole della Reggia). “Come quando lottava contro l’idra a più teste – ha detto- anche a noi sembra che quando superiamo una sfida, come la crisi sui debiti pubblici, ne saltano fuori due nuove: la bassa inflazione e la ripresa a rilento”. A settembre la Bce ha praticamente azzerato i tassi di interesse, effettuando la prima delle nuove aste di rifinanziamento di lungo termine a favore delle banche (Tltro). Si tratta di fondi agevolati e vincolati al riutilizzo nell’economia reale. Ha poi deciso di accelerare su un programma di acquisto dei titoli, limitato a prestiti cartolarizzati (Abs) e obbligazioni garantite. Su questo punto, nella giornata di oggi, potrebbero esserci nuovi dettagli. Intanto, la persistente debolezza dell’inflazione tiene l’istituto sotto pressione. Ad agosto ha segnato un mesto 0,3 per cento su base annua. Anche se era prevista, questa frenata segna un ulteriore allontanamento dall’obiettivo ufficiale: riportare il caro vita a un livello inferiore ma vicino al 2 per cento. Intanto le indagini sull’attività delle imprese hanno confermato un indebolimento nel corso del mese di Settembre. Il quadro ha rilanciato la necessità, per la stessa Bce, di dare una forte scossa. In particolare, resta l’ipotesi di un piano più massiccio e generalizzato di acquisto di titoli, anche pubblici. Un Quantitative Easing simile a quelli effettuati negli anni scorsi in Usa, Gran Bretagna e Giappone. Questa ipotesi sta incontrando più di una resistenza nel direttorio, soprattutto in quella componente capeggiata dalla Bundesbank tedesca. Lo scenario si è riflesso sul mercato dei cambi, con l’euro calato a nuovi minimi da oltre due anni, sotto quota 1,26 sul dollaro. A metà mattina la valuta condivisa è risalita, in parte, a 1,2635 dollari. Le manifestazioni di protesta – E’ partito, dopo gli annunci dei giorni scorsi, il corteo dei movimenti antagonisti “Block Bce” diretto verso la Reggia di Capodimonte. Esso e’ preceduto da un furgone con degli altoparlanti, dal quale lo speaker spiega i motivi della protesta. A terra è presente uno striscione con la scritta “precarietà, povertà, disoccupazione speculazione. Liberiamoci della Bce”. Al ritmo del gruppo musicale “99 Posse”, si sta svolgendo il corteo urbano “Napoli libera” contro il vertice della Bce a Napoli. Oltre agli Slogan continui contro l’istituto, viene ricordata anche la morte di Davide Bifolco, il 17enne ucciso da un carabiniere durante un inseguimento nel rione Traiano. Dai balconi delle case i cittadini stanno applaudendo all’iniziativa. Non solo Bce – Non c’è solo la Bce in questi giorni a Napoli. Il capoluogo campano è al centro di un altro importante incontro che coinvolge le Pmi di tutta Europa. Sono partiti da questa mattina i lavori dell’edizione 2014 della Sme Assembly (assemblea delle piccole e medie imprese). L’evento, che durerà fino a sabato, rappresenta il fulcro della settimana europea delle Pmi. Tra i vari esponenti del mondo imprenditoriale e politico, è intervenuto anche Ferdinando Nelli Feroci, Commissario europeo all’Industria: “In Europa 99 imprese su 100 sono piccole e medie imprese. Due lavoratori su tre lavorano nelle PMI, che producono il 58 per cento del valore aggiunto dell’Ue. Dai rapporti dell’Unione Europea emerge che i Paesi più in difficoltà sono quelli dove c’è una crisi maggiore per le imprese in generale. Ad oggi le aziende europee hanno aumentato le esportazioni e la capacità di innovare, ma una parte consistente delle piccole e medie imprese europee continua ad essere in difficoltà, per cui serve rilanciare la domanda interna e migliorare la competitività. La Commissione europea ha indicato tra le priorità da seguire quelle di ridurre gli oneri amministrativi, migliorare le infrastrutture, ridurre il costo dell’energia, formare professionalità adeguate. Il Consiglio dell’Unione Europea ha riscoperto ora il valore dell’economia reale attraverso il rilancio dell’industria e del settore manifatturiero che rappresentano una conditio sine qua non per la ripresa”.