Vertice migranti, Conte soddisfatto: “Direzione giusta” I punti della proposta italiana

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Bruxelles, 24 giu. (AdnKronos) – – , a Bruxelles, dove il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha presentato “la proposta italiana, completamente nuova, basata su un nuovo paradigma di risoluzione dei problemi della migrazione”. “Rientriamo a Roma decisamente soddisfatti. Abbiamo impresso la giusta direzione al dibattito in corso. Ci rivediamo giovedì al Consiglio Europeo” ha sottolineato in un tweet il premier.

La riunione è stata “positiva” anche per il premier spagnolo Pedro Sanchez, e ha evidenziato “più punti di unione che punti di discrepanza”. E’ stata una “conversazione franca”, che ha costituito “un buon passo avanti” in vista del Consiglio Europeo. Il primo ministro italiano “ha presentato il suo piano nell’incontro: molte cose sono state incluse nella conversazione e su altre ha condiviso con noi le sue idee e le sue opinioni. Abbiamo ricevuto la sua proposta e la studieremo”.

Una riunione che “è andata meglio di quanto ci aspettavamo. Tutti noi abbiamo esposto le nostre idee in modo molto chiaro. Spero davvero che serva allo scopo di metterci in grado di comprenderci meglio per la prossima settimana” ha dichiarato il premier maltese Joseph Muscat.

I PUNTI DELLA PROPOSTA ITALIANA – “si chiama European Multilevel Strategy for Migration – ha spiegato Conte a margine del vertice – E’ articolata in sei premesse e dieci obiettivi: è mirata a proporre una puntuale politica di gestione e di regolazione dei flussi migratori, che sia realmente efficace e sostenibile”.

“E’ una proposta che mira a superare completamente il regolamento di Dublino. Riteniamo che quel regolamento sia basato su una logica emergenziale, mentre in realtà noi vogliamo affrontare il problema in modo strutturale. Le nostre opinioni pubbliche ce lo chiedono”, ha sottolineato il premier.

Uno dei concetti chiave della proposta, secondo fonti di palazzo Chigi, è che bisogna “scindere” il concetto di “porto sicuro di sbarco” da quello di “Stato competente ad esaminare le richieste di asilo”. L’obbligo di salvataggio, ha evidenziato Conte, che ha parlato per primo, “non può diventare obbligo di processare domande per conto di tutti”.

In pratica, secondo il premier occorre stabilire che esiste una “responsabilità comune tra gli Stati membri” dell’Ue “sui naufraghi in mare. Non può ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo”. Per il presidente del Consiglio occorre “superare il concetto di ‘attraversamento illegale’ per le persone soccorse in mare e portate a terra” a seguito di operazioni di ricerca e soccorso (Sar).

L’Europa, ha continuato Conte, “è chiamata ad una sfida cruciale”. Se non riesce a realizzare un’efficace politica di regolazione e gestione dei flussi migratori, ha avvertito, “rischia di perdere credibilità tutto l’edificio europeo. Occorre un approccio integrato, multilivello che coniughi diritti e responsabilità”. E l’Italia vuole contribuire “costruttivamente alla formulazione di questo nuovo approccio”. Per il premier, “dobbiamo passare dalla gestione emergenziale, alla gestione strutturale del fenomeno immigrazione. Ciò si realizza in primo luogo con la regolazione dei flussi primari (ingressi) in Europa: solo così si potranno regolare successivamente i flussi secondari”, cioè gli spostamenti intra-europei.

Secondo il presidente del Consiglio, occorre, “intensificare accordi e rapporti tra Unione europea e Paesi terzi”, quelli da cui partono o transitano i migranti, “e investire in progetti. Ad esempio la Libia e il Niger, col cui aiuto abbiamo ridotto dell’80% le partenze nel 2018”.

Per l’Italia, ha spiegato Conte agli altri leader Ue secondo fonti di palazzo Chigi, occorre creare “centri di protezione internazionale nei Paesi di transito” dei migranti, per valutare le richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo l’Ue deve lavorare con l’Unhcr e l’Oim”. Per questo, ha sottolineato, “è urgente rifinanziare il Trust Fund Ue-Africa (che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500 milioni di euro), che incide anche sul contrasto all’immigrazione illegale alla frontiera tra Libia e Niger”.

LA PROPOSTA DI FRANCIA E SPAGNA – Il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez propongono la creazione di ‘centri controllati’ per migranti sul territorio nell’Unione Europea, che siano un porto sicuro, dove sbarcare chi viene salvato in mare. Si tratterebbe, spiegano fonti di un Paese Ue, di centri di transito, in cui effettuare un primo triage, separando i migranti economici da chi veramente necessita della protezione internazionale.

Questi ultimi dovrebbero essere redistribuiti tra i Paesi dell’Ue, mentre il destino dei secondi è ancora da stabilire (per i rimpatri occorrono accordi con i Paesi di origine, che non sono sempre facili da stringere). Francia e Spagna, spiegano le fonti, vogliono fortemente che l’Italia sia parte della soluzione: non si tratta, continuano, di chiedere all’Italia di proporre una soluzione, ma di dare a Roma idee perché possa sentirsi a suo agio in una situazione europea, controllata e ordinata. Di fatto, a quanto si capisce, si tratterebbe di luoghi sicuri di sbarco per i migranti, senza però che lo sbarco faccia scattare l’obbligo per il Paese in cui si trova il centro di farsi carico della richiesta di asilo.

MACRON – “Non dimentichiamo mai chi siamo e da dove veniamo. Non dimentichiamo i nostri principi e i nostri valori: su questo punto sarò intrattabile – ha avvertito il presidente francese Emmanuel Macron, a margine dell’incontro – E cerchiamo di essere efficaci, perché siamo garanti della coesione dei nostri Paesi e dei nostri popoli, dell’Europa”.

“E’ la solidarietà che ci tiene insieme, sono i nostri valori – ha ribadito – La soluzione che dobbiamo riuscire ad apportare è una soluzione europea. Si costruirà unicamente con la cooperazione tra gli Stati membri dell’Ue, che sia una cooperazione a 28 o tra più Stati che decidono di andare avanti insieme”. Quella di oggi, ha continuato Macron, “è una riunione di lavoro, prima del Consiglio Europeo. Siamo riusciti, con un lavoro congiunto, a ridurre di molto i flussi migratori. Ci sono ancora molti movimenti all’interno dell’Europa: è una crisi politica quella che vivono oggi l’Europa e l’Ue su questa materia”.

“Bisogna avere delle idee chiare e semplici per sistemare” le cose. “La prima cosa è che noi abbiamo dei valori: è quello che ci ha creati e ogni volta che li abbiamo traditi abbiamo fatto le cose peggiori”, ha scandito. “I valori dell’Europa – ha proseguito Macron – sono il rispetto dei diritti dell’uomo e dei diritti dell’individuo, il rispetto degli altri Stati e della loro integrità”. In materia di migrazioni, “la cooperazione richiede la responsabilità di ciascuno e lo spirito di solidarietà, per condividere il carico e la pressione che alcuni Paesi conoscono. La Francia è il secondo Paese per l’accoglienza di richiedenti asilo quest’anno”.

“Ed è in questo spirito – ha continuato Macron – che voglio avanzare, con tutti i colleghi che sono pronti, a proporre una soluzione che rispetti la nostra storia, la nostra legge e che ci permetta di avanzare. Infine, dobbiamo cercare l’efficacia: la soluzione che dobbiamo trovare deve permettere di lottare contro l’immigrazione clandestina, di ridurre i flussi clandestini, in maniera umana e con metodo”. “Il metodo che adotteremo questo pomeriggio – ha aggiunto – è quello che la Francia ha adottato da diverse settimane, consiste da una parte nel lavorare insieme ai Paesi di origine e di transito fuori dall’Ue. Abbiamo cominciato a farlo, sono arrivati i primi risultati e continueremo in questo lavoro, che si tratti della Libia, di altri Paesi africani, dei Balcani o dell’Asia”.

“Si tratta poi – ha proseguito – di proteggere meglio le nostre frontiere, con un investimento supplementare su Frontex e con soluzioni come quelle che abbiamo presentato ieri con il presidente del governo spagnolo su queste proposte sulla piattaforma dell’Unhcr. Si tratta poi di avere la giusta organizzazione tra gli Stati membri dell’Ue, per condividere l’onere”. “Oggi c’è una crisi che riguarda i movimenti secondari, cioè le persone che sono entrate nello spazio Schengen: è importante su questo punto che facciamo avanzare alcuni testi, come quello della procedura di asilo, che è in discussione, che noi riformiamo le procedure di Dublino e che troviamo tutti gli accordi che permettano di rendere il nostro sistema efficace”, ha concluso Macron.

SANCHEZ- L’auspicio del primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, è che “la prossima settimana possiamo trovare tutti una soluzione che soddisfi l’intera Ue. E’ quello che proveremo a fare” ha affermato Sanchez sottolineando che i centri per i migranti che Francia e Spagna propongono di creare sarebbero “una soluzione europea: sarebbero centri controllati”, che consentirebbero di avere “una politica migratoria controllata e responsabile, che faccia fronte alla realtà che abbiamo nell’Ue”.

MERKEL – Per la cancelliera tedesca Angela Merkel raggiungere accordi bilaterali o trilaterali con altri Paesi dell’Ue sulla questione dei movimenti secondari dei migranti porterebbe a un “mutuo beneficio” per i Paesi coinvolti. La cancelliera non si aspetta di raggiungere “una soluzione totale al problema delle migrazioni”, ha detto a Bruxelles, a margine della riunione informale. Per questo motivo, ha aggiunto, servono “accordi bilaterali o trilaterali che siano di mutuo beneficio”. In questo modo i Paesi “non dovranno aspettare che tutti i 28” trovino una soluzione. “Il focus di oggi – ha spiegato – è trovare un modus vivendi e, allo stesso tempo, lavorare per comuni fondamenta europee”.